Mission

BeBeez fornisce informazioni aggiornate sulle aziende italiane partecipate da fondi di private equity, venture capital e da business angel, anche a seguito di campagne di equity crowdfunding, o finanziate da fondi di private debt. BeBeez si occupa anche delle aziende italiane che sono nel radar di questi fondi e più in generale dell’andamento del settore del capitale di rischio e di debito privati in Italia e a livello internazionale.

Il nome BeBeez, creato grazie al supporto di Nomen Italia, significa  “sii operoso” e fa riferimento all’ape (Bee), un piccolo animale, ma molto attivo e dinamico, come sono le aziende di cui BeBeez parla e alle quali si rivolge. Non solo. La comunità è uno dei punti di forza delle api, così come lo è il fatto di appartenere alla community di aziende che si raccoglie attorno a BeBeez e il cui scopo è quello di far crescere il loro business (biz) grazie alla condivisione di informazioni e allo scambio di idee.

Private equity è un termine inglese che definisce l’attività dei fondi che investono in capitale di rischio per supportare la crescita delle imprese non quotate. I fondi di private equity intervengono con un orizzonte temporale che mediamente è di 4 o 5 anni per permettere all’impresa di svilupparsi e di realizzare gli obiettivi di crescita prefissati nel suo piano strategico. Gli operatori di private equity, oltre a fornire capitali, condividono network internazionali, nuovi punti di vista, esperienza manageriale e operativa, facilitando i rapporti con gli istituti di credito e ponendo grande attenzione allo sviluppo sostenibile di lungo termine e alla continua creazione di valore.

I fondi di private equity possono investire nella fase di avvio (seed e start up) di un’azienda, in una fase di sviluppo (expansion) oppure di cambiamento (replacement, buy out, turnaround). Le operazioni di seed e start up riguardano gli investimenti in tutte le prime fasi di vita dell’impresa e sono attività tipiche degli operatori di venture capital in senso stretto o dei business angels.

Nonostante la definizione statistica includa, nell’ambito del venture capital, anche quelle di sviluppo, è consuetudine definire il venture capital solo per le operazioni di avvio (seed e start up) o early stage, che a loro volta, a seconda delle dimensioni dell’investimento, possono essere condotte da fondi di venture capital o da business angel e incubatori.

Le operazioni di seed e start up riguardano gli investimenti in tutte le prime fasi di vita dell’impresa, finalizzate all’avvio dell’attività. Nello specifico, le seed interessano gli interventi nella primissima fase di sperimentazione dell’idea di impresa, quando è ancora da dimostrare la validità tecnica del prodotto/servizio; quelle di start up sono finalizzati all’avvio di un’attività imprenditoriale, quando non si conosce ancora la validità commerciale del prodotto/servizio, ma esiste già almeno un prototipo.

Il business angel è un investitore privato informale, tipicamente è una persona fisica, che apporta capitale di rischio a piccole imprese in fase di avviamento e di primo sviluppo.

La sua natura informale è dovuta al fatto che il suo intervento non trova canalizzazione in un mercato regolamentato o attraverso un intermediario riconosciuto, ma nasce spontaneamente sulla base della fiducia e della convenienza e dell’apprezzamento reciproco tra investitore e imprenditore.

Di solito i business angel sono ex imprenditori, manager in attività o in pensione oppure liberi professionisti, dotati di un loro patrimonio personale e in grado di offrire all’impresa in fase di start up non solo capitali, ma anche competenze gestionali, conoscenze tecnico-operative e una consolidata e diffusa rete di relazioni con il mondo economico finanziario.