Ecco perché l’enterprise risk management serve

Banner_TWS_Be_Beez_3Spesso le pmi si trovano a essere leader a livello mondiale in specifiche nicchie di mercato, il che significa che i loro prodotti svolgono un ruolo cruciale in quanto componenti chiave di produzioni più complesse che fanno capo a grandi gruppi multinazionali, i quali non possono permettersi di affidare le commesse a società poco solide sul piano economico-finanziario, perché se per qualche motivo l’azienda fornitrice andasse in crisi e si trovasse nell’impossibilità di onorare il contratto, la produzione della controparte sarebbe a rischio. Ma questo potrebbe accadere anche per motivi non solo economico-finanziari, ma organizzativi, relativi alle procedure di sicurezza o altro ancora.

Proprio per rispondere a queste esigenze da pochissimo è disponibile online un test di valutazione della solidità aziendale a costi contenuti, alla portata di pmi. Lo ha sviluppato TheWhiteSwan srl, piccola realtà milanese fondata da un gruppo di Risk Specialist, che ha messo a punto una metodologia di gestione integrata dei processi aziendali, in grado di produrre in brevissimo tempo un’analisi del contesto aziendale e dei rischi correlati.

Il servizio consente di ottenere in tre semplici passaggi un’auto diagnosi del livello di vulnerabilità aziendale, l’indicazione dei principali fattori di rischio e alcune strategie di mitigazione. A partire dal 2017 sarà disponibile ottenere anche il posizionamento rispetto al mercato e l’aggiornamento continuo rispetto al benchmark. Per maggiori dettagli si veda qui la brochure del servizio Solidità Aziendale in 1 Click.

Per i lettori di BeBeez, il servizio “Solidità aziendale in 1 click” di TWS è disponibile al prezzo di 600 euro più Iva (con uno sconto del 15% sul prezzo di listino). Per accedere alla tariffa speciale, basta cliccare sul link qui sotto e compilare il modulo di registazione.

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Il servizio può essere utile alle singole aziende, ma anche a chi, come i fondi di private equity, vuole usufruire di un metodo semplice per tenere monitorato un portafoglio di imprese oppure da chi, come i consulenti di m&a, vogliono avere un conforto esterno alla valutazione che comunque conducono sulle società per le quali hanno mandati di vendita.
Il settore del private equity, almeno oltreoceano, è molto sensibile al tema, perché gli investitori chiedono sempre più trasparenza circa le performance delle aziende in portafoglio e anticipare possibili brutte sorprese diventa quindi più importante che mai.

Peraltro, come afferma e ribadisce anche l’Ente di certificazione tedesco Tuv Rheinland ” la nuova norma ISO 9001:2015 prevede che la certificazione possa venire rilasciata a fronte di una valutazione di contesto e di rischi d’impresa”. La ISO 9001, si sa, certo non è obbligatoria per tutte le aziende e settori ma è un fattore distintivo che la società può utilizzare per mostrare che si è dotata di una struttura organizzativa in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei fornitori e degli stakeholder in generale ed è per questo richiesta da moltissimi grandi gruppi internazionali a tutti i loro fornitori.

La certificazione ISO 9001 viene utilizzata sia nei settori privati sia in quelli pubblici per aumentare la fiducia nei prodotti e servizi forniti dalle aziende, tra partner commerciali nelle relazioni business-to-business, nella scelta dei fornitori nelle supply chain e nella selezione dei partecipare a bandi di gara. La novità introdotta l’anno scorso riguarda l’approccio cosiddetto “risk based thinking”, basato sulla capacità di ciascuno, nell’organizzazione, di assumere decisioni e intraprendere azioni non in modo meccanico ed acritico, ma come effetto di una valutazione razionale delle possibili conseguenze, positive o negative, delle proprie scelte. Insomma, non si tratta di poca cosa, soprattutto se si pensa a come sono organizzate le pmi familiari italiane.

Un sondaggio condotto per State Street da Citigate Dewe Rogerson sul database di Preqin a fine 2015 e anticipato da BeBeez, indicava infatti che il 70% degli investitori citava l’illiquidità come il più grande ostacolo all’aumento dei livelli di esposizione diretta ai fondi di private equity, seguita però dalla mancanza di trasparenza degli investimenti (38% degli intervistati). Inoltre, quasi i tre quarti degli investitori (il 70%) richiedevano maggiori livelli di trasparenza da parte dei gestori di private equity in merito alle performance delle attività sottostanti a ciascun portafoglio. Quasi la metà degli intervistati (46%) è alla ricerca di una lettura più attenta dell’esposizione ai rischi, dei valori netti degli asset patrimoniali (32%) e dei flussi di cassa del fondo (23%).

Insomma, di questi tempi avere a che fare con gli investitori non è certo facile e onde evitare di dover dare conto di improvvise brutte performance di qualche partecipata, quando sino al giorno prima quella target era considerata un gioiello del portafoglio, negli Usa e nel Regno Unito si sono moltiplicati di recente fior di consulenti specializzati nello sviluppo di processi di monitoraggio continuo di tutta una serie di variabili delle aziende in portafoglio ai fondi, cioè nel cosiddetto enterprise risk management.

Che è cosa ben diversa dal chiedere un rating di credito e mantenerlo monitorato. Il semplice rating certo è una tessera del puzzle, ma una certificazione della sola solidità finanziaria e quindi della capacità di un’azienda di ripagare i propri debiti non basta più. O meglio. Può bastare forse alle banche creditrici o agli obbligazionisti, se quell’impresa ha emesso dei bond, ma non può bastare ai clienti e ai fornitori, se si tratta di soggetti di dimensioni ben più importanti, che si affidano alla pmi per una commessa. E ovviamente, in ultima analisi, a quel punto non può bastare nemmeno per gli azionisti, perché quello che conta perché un’azienda cresca di valore nel tempo è la sua capacità di soddisfare le richieste dei clienti e quindi, da un lato, di consegnare i prodotti o i servizi nei tempi rischiesti e dall’altra innovare per essere sempre in grado di avere clienti.

Per accedere alla tariffa speciale di Solidità Aziendale in 1 Click, basta cliccare sul link qui sotto e compilare il modulo di registazione.

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