L’opera messa invece all’asta da Sotheby’s a fine marzo a Londra, intitolata  Memories of Passerby I, creata con l’intelligenza artificiale da Mario Klingemann, ha invece strappato soltanto 32 mila sterline, al netto delle commissioni d’asta (40 mila con le commissioni, si veda qui il comunicato stampa), nella parte bassa della forchetta di stima che vedeva un massimo di 40 mila sterline. L’opera è costituita da una serie infinita di ritratti che corrono su due grandi display digitali, anche in questo caso l’opera è il risultato del lavoro di reti neurali.

L’ultimo studio di Deloitte Il mercato dell’arte e dei beni da collezione. Report 2019 spiega che, come suggerito dal nome, le GAN si basano sulla collaborazione di due reti neurali, il Generatore e il Discriminatore. Dato un set di dati reali, il Generatore ha il compito di creare dati sintetici il più possibile verosimiglianti al set di dati reali e il Discriminatore, ricevuti come input sia dati reali che sintetici, ha il compito di classificarne correttamente l’origine. Il Generatore può essere associato a un pittore dilettante con lo scopo di creare opere d’arte, mentre il Discriminatore ricopre il ruolo del maestro/critico d’arte il quale indica all’allievo gli aspetti su cui fare pratica. L’operato del Generatore viene valutato dal Discriminatore confrontando i ritratti reali con quelli da lui prodotti e sottolineandone i punti deboli. In un caso ideale, le capacità del Generatore si affineranno con la pratica fino al punto in cui il Discriminatore non sarà più in grado di riconoscere la differenza tra un’opera reale e una sintetica. Tale risultato viene ottenuto grazie alla cooperazione autonoma delle due reti che, passo dopo passo, generano conoscenza attraverso un processo iterativo di trial-and-error. Nel caso del dipinto Portrait of Edmond de Belamy, così come l’artista trae ispirazione dai suoi maestri, il Generatore è in grado di produrre opere inedite caratterizzate da linee artistiche intrinseche alle immagini reali fornite alla rete durante la fase di apprendimento.

Visti i risultati dell’asta di marzo, però, nel vecchio continente in tempi per questo tipo di arte forse non sono quindi ancora maturi, sebbene il Barbican a Londra abbia deciso di dedicare una delle mostre della stagione 2019 proprio all’esplorazione dell’evoluzione della relazione tra umani e tecnologia, dal titolo AI: More Than Human. La mostra si apre il prossimo 16 maggio e si chiude il 26 agosto.