E’ stata prorogata sino al prossimo 13 dicembre la mostra Neospazialismo Numerico a Palazzo Donà dalle Rose a Venezia, che riunisce tre artisti di caratura internazionale, Florin Codre, Rosa Mundi e Giorgio Piccaia, in un dialogo simbolico tra materia, forma e numero. La mostra, curata da Melania Rocca e Chiara Modica Donà dalle Rose, ha BeBeez come media partner.
Inaugurata lo scorso 26 settembre in concomitanza della rassegna letteraria Una Marea di Libri, organizzata dalla Fondazione Donà dalle Rose (si veda altro articolo di BeBeez), la mostra terrà il suo finissage il prossimo giovedì 4 dicembre in concomitanza di una presentazione di libri legata alla stessa Rassegna letteraria Una Marea di Libri.
L’esposizione rappresenta uno degli eventi culturali più rilevanti dell’autunno veneziano, ponendosi nel solco della tradizione dello Spazialismo di Lucio Fontana ma con una rinnovata visione fondata sul rapporto tra arte, scienza e filosofia. La mostra offre infatti una lettura originale del rapporto tra arte contemporanea e cosmologia, confermando Venezia come crocevia di linguaggi estetici globali e di sincretismi tra scienza, filosofia e visione artistica.
I tre artisti, con una carriera di grande prestigio e numerose partecipazioni a biennali internazionali, raccontano il loro personale viaggio nel tempo e nello spazio, in un percorso che sfida le convenzioni e invita lo spettatore a scoprire le infinite dimensioni dell’esistenza. Le opere dialogano tra loro, immerse nel suggestivo androne di Palazzo Donà dalle Rose, dove, tra i secoli di storia e gli emblemi della Battaglia di Lepanto, si avverte l’eco del conflitto per il controllo del Mediterraneo, che vide l’Europa lottare per il dominio del Mare Nostrum.

Florin Codre, artista rumeno ottantenne trapiantato in Normandia, porta sculture in legno, marmo e bronzo ispirate alla geometria degli alveari naturali, evocando la logica interna della creazione biologica e architettonica, richiamando la complessità matematica e l’armonia del mondo naturale. Questa esposizione organizzata in uno spazio limitato presenta l’essenza del suo lavoro degli ultimi anni, svolto nel suo campo in Normandia che gli permette di avventurarsi in uno spazio senza limiti e di esprimere la sua potenza e amore per la natura e per i cavalli. Sono esposti alcuni pezzi in legno e bronzo, che riprendono soggetti cari come colonne, nodi, totem, accompagnati da video che evocano le sue opere di ampio respiro in permanente evoluzione.
Rosa Mundi, fondatrice del movimento Neospazialista nel 1993, propone sfere armillari, simboli dell’unione tra arte e alchimia, realizzate con materiali storici e riciclati, come il legno delle botti di vino del Castello di Morsasco e la plastica recuperata dal mare. La sfera armillare è un antico strumento astronomico, inventato da Eratostene nel III secolo a.c, conosciuto anche come astrolabio sferico, che rappresenta la sfera celeste e il moto degli astri tramite un insieme di anelli metallici graduati, chiamati armille. Per Rosa Mundi è simbolo di sapienza e conoscenza con cui ci riporta al Medioevo e all’Umanesimo, in una visione fuori dal tempo e dallo spazio che, anche in chiave esoterica mira a una ricerca sempre più approfondita del rapporto tra il cosmo e l’uomo, tra la materia e il pensiero, tra lo spirito e la carne..
Giorgio Piccaia, artista eclettico e spirituale, si muove nel territorio della matematica visiva. Le sue tele e installazioni si nutrono della sequenza di Fibonacci, trasformando i numeri in un linguaggio pittorico carico di simbolismo. Pittore, scultore, artefice di installazioni, ceramista, architetto, allievo del regista polacco Jerzy Grotowski, si impadronisce di ogni materia: cucina la ceramica, fa lievitare la tela, farcisce il plexiglas, dà forma e terza dimensione al colore. Ricordiamo che sempre Venezia lo scorso 31 agosto PIccaia ha concluso la sua mostra L’armonia dei numeri alla Fondazione Giorgio e Armanda Marchesani di Venezia (si veda altro articolo di BeBeez).















