L’occhio della farfalla (Italiano) Copertina flessibile – 12 novembre 2020

L'occhio della farfalla (Italiano) Copertina flessibile – 12 novembre 2020

14.25 €

Autore: Costanza Savini

Casa editrice: Oligo

Anno di pubblicazione: 2020

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Descrizione prodotto

L'occhio della farfalla (Italiano) Copertina flessibile – 12 novembre 2020Un romanzo nel senso classico del termine, un impianto narrativo di fantasia ispirato ad una storia vera, una scrittura elegante, distesa, con ampie descrizioni, trattenendosi dalla volgarità pornografica diffusa, qui il lato noir è una sfumatura dell’anima e non un effetto thriller così come la trasgressione erotica non diventa pornografia, raccontata con finezza. Lo spazio è all’immaginazione e sta alla letteratura corrente come un film in costume sta a una fiction. Al centro la vicenda di Nina e della sua famiglia, con un finale che lascia presagire un lieto fine non scontato e sospeso. Il libro, i cui capitoli sono ritmati dal tempo, individuati solo dai mesi e qualche volta dall’ora del giorno, inizia durante la seconda guerra mondiale, nel dicembre del 1943. E’ allora che Nina, una ragazza che si affaccia alle soglie della maggiore età, è costretta a sfollare insieme ai suoi genitori da Bologna al lago di Garda, nella Villa di famiglia: una scelta difficile, un viaggio rocambolesco dove non esiste una vera e propria alternativa. Restare o partire presenta pari rischi. Il romanzo si svolge su due livelli: da una parte c’è la guerra con la sua ferocia, dall’altra l’antica Villa di famiglia sul Garda piena di vicende rimaste oscure nel tempo. La partenza è un interno familiare al quale fa da sfondo la storia raccontata con nonchalance letteraria, per offrire un preludio storico, condensato; il seguito è un affresco corale in una villa di campagna occupata da un Generale tedesco con Generalessa e un via vai sempre più frenetico di soldati. Per Nina c’è un’alchimia crescente, la sensazione che diventa collettiva, che attraversa il cuore e diventa possente: la sensazione di un mondo parallelo “come se la casa fosse viva”, animata: sono vicende di preti, di ritrovati entomologici e di esperimenti medici. In quell’atmosfera sospesa, qual è il lago di Garda negli anni che vanno dal 1943 al 1945, gli anni della Repubblica Sociale, Nina, insieme ai suoi cugini anche loro sfollati come lei, comincia la sua esplorazione dei misteri della casa e di chi l’ha abitata nei secoli portando così alla luce la verità, anche se oscura, sulla sua famiglia. L’autrice ci porta in un intreccio complesso non fatto di colpi di scena ma di un viaggio profondo quanto intimo, onirico, non allucinato, che potrebbe assomigliare ad un percorso iniziatico, delirante come può esserlo l’anima più che un avvicinamento alla fanta-letteratura. L’ancoraggio alla realtà è la vicenda della guerra che avanza, la liberazione degli Alleati che porta verso la guerra civile, l’illusione che il Fascismo possa rinascere per alcuni, la sensazione di un progressivo e rapido sgretolamento della Repubblica di Salò. Il presentimento della disfatta, l’incertezza, “in quel clima di deriva mentale e fisica qualcosa lentamente si andava decomponendo”. E’ così che ci si lascia andare ai piaceri di ogni tipo: “Pure i ragazzi che si prostituivano per un pacchetto di sigarette, dell’alcol, una cena, ma anche solo per partecipare in qualche modo a quel potere che dagli stessi aguzzini e violentatori ricadeva su di loro.” Un passaggio forte che dimostra una capacità mirata di lettura della realtà umana, di “quell’atmosfera di morte, quella vita di malattia e di sogno”, una sospensione che certi momenti drammatici e disorientanti della vita creano e che l’autrice dipinge con un linguaggio essenziale e poetico ad un tempo. Poi al centro c’è l’amore che vince comunque su tutto come quello che Nina assaggia e si avvicina a vivere, un amore, delicato, ingenuo e per certi aspetti proibito ma non in un senso volgare, senza gesti estremi, senza strazio: Costanza Savini entra nelle sfumature della vita che sono un chiaro scuro potente, molto più della violenza, dell’urlo.

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Costanza Savini Di sé racconta che si occupa di scrittura e di bioenergetica. Nata a Bologna, dopo la laurea in giurisprudenza, ha continuato gli studi a Milano presso l’Istituto IPSO di Psicologia Somatorelazionale dove ha conseguito l’abilitazione a counselor con indirizzo psico-corporeo e insegnante di pratica Bioenergetica. Nell’ambito della scrittura si è occupata di benessere mente-corpo, storie per ragazzi – presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna dal 2002 al 2006 – e libri per adulti con tratti e atmosfere noir, a cui si dedica anche oggi. Con Giorgio Celli ha scritto delle storie brevi in Destini e Il Sesso dell’Angelo, e il noir Morte nei boschi, ambientato nella Francia pre-rivoluzionaria e ispirato alla vicenda vera della “Bestia del Gévaudan”, che ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Premio Carver. Nel 2013 ho collaborato con la Comunità Papa Giovanni XXIII, realizzando il racconto teatrale sulla vita di don Oreste Benzi, Con le scarpe sempre ai piedi, rappresentato nella Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro, a Roma nell’Aula delle Udienze Pontificie, e in altre sedi.

 

 

a cura di Ilaria Guidantoni

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