Partners Group si è aggiudicato l’
esclusiva a trattare con
Atlantia per l’acquisto di una partecipazione del 49% di
Telepass, il gruppo specializzato nei sistemi di pagamento automatico del pedaggio autostradale,. Lo ha annunciato ieri Atlantia a valle della riunione del Consiglio di amministrazione. L’esclusiva scade il
30 settembre (si veda
qui il comunicato stampa). Il closing dell’operazione è soggetto alla finalizzazione della documentazione contrattuale e all’avverarsi di alcune condizioni sospensive tra cui il rilascio delle necessarie autorizzazioni previste dalla normativa. EY ha avuto il ruolo di advisor finanziario per Partners Group per i servizi di due diligence finanziaria e fiscale e per il tax structuring.
Le offerte per Telepass erano arrivate a fine giugno, oltre che da Partners Group, anche da
Warburg Pincus in tandem con
Neuberger Berman; il consorzio
Bain-Advent-Fsi (si veda
altro articolo di BeBeez). Tutti nomi che già circolavano da un anno, cioé da quando Atlantia ha messo sul mercato una quota della controllata. All’epoca la valutazione di Telepass era attorno ai
2 miliardi di euro, sulla base di un multiplo di 12-13 volte l’ebitda previsto per il 2019, visto allora attorno ai 150 milioni di euro dai 111 milioni del 2018, a fronte di ricavi operativi per 188 milioni di euro, prevalentemente costituiti dai canoni Telepass per 116 milioni di euro, dalle quote associative Viacard per 21 milioni di euro e dalle Opzioni Premium per 27 milioni di euro (si veda qui il
bilancio 2018 di Atlantia). Telepass ha poi chiuso il 2019 con 228 milioni di euro di ricavi operativi e un
ebitda di 125 milioni di euro (si veda
qui il bilancio 2019 di Atlantia).
Dopo uno stop dell’asta a ottobre 2019, il processo era ripreso a novembre, questa volta con l’ipotesi di vendere
anche oltre il 50% del capitale di Telepass (si veda
altro articolo di BeBeez). In precedenza si era parlato anche di un interesse da parte di una cordata formata dal fondo
FSI, Sia e
Generali e si erano diffuse le cifre relative ad alcune delle offerte arrivate nel frattempo sul tavolo degli advisor Goldman Sachs, Mediobanca e Banca Imi:
Partners Group aveva offerto
2,1 miliardi di dollari, Apax 1,95 miliardi di dollari, e la cordata composta già allora da
Warburg Pincus e Neuberger Berman 2,3 miliardi di dollari. Poi però il lockdown da coronavirus aveva di nuovo bloccato il deal sino a inizio maggio, quando la macchina si è rimessa in moto, con un’ipotesi di cessione del 49% (si veda
altro articolo di BeBeez).
“La decisione di aprire il capitale di Telepass avviene nel contesto di un processo competitivo per la selezione di un partner che possa affiancare Atlantia nel percorso di sviluppo di Telepass, con l’obiettivo di continuare edaccelerare la trasformazione della società da leader italiano nella riscossione del pedaggio elettronico a una piattaforma paneuropea di molteplici servizi per le ‘persone in movimento’, rivolta sia al mercato consumer sia al B2B”, si legge nella nota.
Partners Group, con oltre 96 miliardi di dollari di asset in gestione e oltre 136 miliardi investiti in private markets a livello globale per conto dei propri clienti è presente in 20 paesi ed è quotata alla Borsa svizzera.