A distanza di pochi minuti l’una dall’altra, i due principali rivali nell’intelligenza artificiale generativa, cioé Anthropic e OpenAI, hanno annunciato la costituzione di due distinte società autonome dedicate ai servizi AI per le imprese, entrambe costruite attorno alla stessa logica: raccogliere capitali dai grandi fondi di private equity per accelerare l’adozione dell’AI nelle loro portfolio company e poi scalare verso l’universo più ampio delle mid-size company. La notizia della società OpenAI è stata riportata per prima da Bloomberg lunedì 4 maggio e poi, nel giro di pochi minuti, Anthropic ha annunciato a sua volta il lancio della propria iniziativa (si veda qui il comunicato stampa di Anthropic e quello di Blackstone).
Secondo quanto riferisce Bloomberg, OpenAI ha raccolto oltre 4 miliardi di dollari per una nuova società chiamata The Deployment Company, che sarà a maggioranza posseduta e controllata da OpenAI stessa. La raccolta valorizza la nuova società 10 miliardi di dollari pre-money. Tra gli investitori figurano TPG, Brookfield Asset Management, Advent International, Bain Capital, Dragoneer Investment Group e SoftBank Group, oltre a un mix di società di consulenza, per un totale di 19 investitori. I partner coinvolti hanno complessivamente accesso a oltre 2.000 portfolio company e clienti, che costituiranno il bacino iniziale di deployment. A guidare internamente il push enterprise di OpenAI sarà Brad Lightcap, il coo che ad aprile ha assunto un nuovo ruolo dedicato specificamente ai progetti speciali, inclusa la spinta alla vendita di software alle aziende.
Quanto ad Anthropic, ha annunciato la costituzione di una nuova società autonoma di servizi AI enterprise, ancora senza nome ufficiale, insieme ai fondi Blackstone, Hellman & Friedman e Goldman Sachs come soci fondatori. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, la società ha raccolto circa 1,5 miliardi di dollari, con un impegno di capitale di 300 milioni ciascuno da parte di Anthropic, Blackstone e Hellman & Friedman, con Goldman Sachs come quarto socio fondatore con una quota minore. Oltre ai tre fondatori principali, il consorzio comprende General Atlantic, Leonard Green, Apollo Global Management, GIC (il fondo sovrano di Singapore) e Sequoia Capital.
Vale la pena notare che non vi è alcuna sovrapposizione tra gli investitori del veicolo OpenAI e quelli del veicolo Anthropic, come se i due ecosistemi finanziari si fossero divisi il campo in modo netto nello stesso giorno.
Il modello operativo è quello del cosiddetto “forward-deployed engineer”, reso celebre da Palantir: ingegneri di Anthropic lavoreranno fianco a fianco con il team della nuova società per identificare dove Claude può avere il maggiore impatto, costruire soluzioni su misura e supportare i clienti nel lungo periodo. Il target sono le aziende di medie dimensioni nei settori healthcare, manufacturing, financial services, retail e real estate, in primo luogo le portfolio company degli stessi investitori, poi aperta al mercato più ampio.
Jon Gray, presidente e coo di Blackstone, ha dichiarato che l’obiettivo è abbattere “uno dei principali colli di bottiglia nell’adozione dell’AI enterprise, ovvero la scarsità di ingegneri capaci di implementare sistemi di AI avanzati alla velocità richiesta”. Marc Nachmann di Goldman Sachs ha aggiunto che la società servirà a “democratizzare l’accesso agli ingegneri forward-deployed” per aziende che oggi non possono permettersi né i talenti né le parcelle delle grandi società di consulenza. Patrick Healy, ceo di Hellman & Friedman, ha parlato di “una convergenza rara: enorme domanda di mercato, capacità tecnica AI imbattibile di Anthropic e un consorzio di investitori con il network per scalare velocemente”.
Ricordiamo che a fine aprile Google (Alphabet) ha annunciato che investirà fino a 40 miliardi di dollari in Anthropic (si veda altro articolo di BeBeez). L’accordo prevede un impegno immediato di 10 miliardi di dollari in cash, sulla base di una valutazione pre-money di 350 miliardi, la stessa pre-money del round di Serie G da 30 miliardi di dollari guidato da GIC e Coatue dello scorso febbraio (si veda altro articolo di BeBeez), con l’impegno a investire ulteriori 30 miliardi condizionati al raggiungimento di determinati target di performance da parte di Anthropic.
Quanto a OpenAI, a inizio aprile ha chiuso a quota 122 miliardi di dollari l’ultimo round di raccolta, che porta a una valutazione post-money di 852 miliardi (si veda altro articolo di BeBeez). Nel giro di poco più di un mese il colosso dell’AI si è portato a casa quindi altri 12 miliardi di dollari di impegni rispetto ai 110 miliardi già annunciati a fine febbraio scorso, quando aveva comunicato di essersi assicurato quella cifra, sulla base di una valutazione pre-money di 730 miliardi di dollari. Quei primi 110 miliardi erano stati sottoscritti da Amazon (50 miliardi), NVIDIA (30 miliardi) e SoftBank (30 miliardi).














