Sono solo quattro le società italiane che nelle scorse settimane, al termine dell’istruttoria condotta da Consob, sentita la Banca d’Italia, hanno ottenuto l’autorizzazione a operare come prestatore di servizi per le cripto-attività (Crypto-Asset Service Provider o CASP). L’autorizzazione consente al momento la prestazione dei servizi in Italia, mentre l’eventuale estensione dell’operatività ad altri Stati membri UE potrà avvenire secondo le procedure di notifica previste dal Regolamento europeo MiCAR (Markets in Crypto-Assets Regulation – Regolamento UE 2023/1114), che disciplina il mercato delle criptoattività nella UE. Le quattro società italiane sono state quindi iscritte nel registro dei prestatori di servizi per le cripto-attività tenuto dall’ESMA, che a oggi conta un totale di 230 società iscritte. La Germania è il Paese più rappresentato con 56 autorizzazioni, seguono l’Olanda (26) e la Francia (21).
L’ultima società italiana a ottenere l’autorizzazione in ordine di tempo è stata Conio, scaleup fintech fondata a San Francisco nel 2015 da Christian Miccoli (ex amministratore delegato di CheBanca! del Gruppo Mediobanca ed ex creatore del Conto Arancio di Ing Direct), e partecipata dal 2016 da Poste Italiane e dal 2020 da Banca Generali, specializzata in tecnologie blockchain applicate alla custodia e alla tokenizzazione di asset digitali, (si veda qui il comunicato stampa).
Una settimana prima era invece stata la volta di RIV-Digital srl, controllata italiana di RIV Capital Group, holding di investimenti con sede in Lussemburgo e uffici a Dubai, fondata da Roberto Rivera (si veda altro articolo di BeBeez).
Poco prima aveva ottenuto l’autorizzazione anche Olliv Italia srl, controllata dell’omonimo gruppo fondato a Chicago nel 2015 da Daniel Polotsky, Kris Dayrit, Alan Gurevich e Ben Weiss, che ha sviluppato a livello globale la piattaforma CoinFlip, l’operatore di Bitcoin ATM più grande del mondo per volume di transazioni (si veda qui il post Linkedin). A oggi la società gestisce in Italia una rete di 130 sportelli automatici CoinFlip Bitcoin ATM, posizionati all’interno di esercizi commerciali partner come tabaccherie, bar ed edicole.
La prima società a ottenere l’autorizzazione MiCAR in Italia a inizio maggio è stata infine CheckSig, (si veda qui il comunicato stampa), fondata nel 2019 da Ferdinando Ametrano, come spin-off del Digital Gold Institute, il principale think tank europeo su Bitcoin, cripto-attività e blockchain. CheckSig offre soluzioni avanzate per investitori privati e istituzionali, con la missione di rendere l’investimento in cripto-attività semplice e sicuro, offrendo servizi di acquisto e vendita, custodia, staking e supporto alla compliance fiscale.
Ricordiamo che con la fine del regime transitorio il prossimo 30 giugno, chi non sarà in possesso di un’autorizzazione CASP non potrà più offrire servizi cripto in Italia e in Europa. Questo rende la licenza un elemento essenziale per la continuità del business.
L’obbligo di autorizzazione era stato previsto dal Decreto Legge n. 95 del 30 giugno 2025 (Decreto Omnibus) che con l‘art. 10 aveva prorogato il regime transitorio per gli operatori iscritti nel Registro VASP (Registro dei Prestatori di Servizi in Valute Virtuali, gestito dall’Organismo Agenti e Mediatori o OAM) e quindi del termine per l’adeguamento al regime autorizzativo europeo MiCAR (si veda altro articolo di BeBeez). I VASP, quindi potevano continuare a operare secondo la normativa nazionale precedente fino al 30 dicembre 2025 ma potevano e possono proseguire l’attività come detto fino al prossimo 30 giugno, a condizione che abbiano presentato domanda di autorizzazione come CASP entro il 30 dicembre 2025, in Italia o in un altro Stato UE oppure facciano parte di un gruppo che abbia presentato tale istanza entro la stessa data.














