
La Doria spa, controllata dal fondo Investindustrial 7 e leader in Europa nella fornitura di specialità alimentari italiane private label a lunga conservazione tra cui pomodoro, sughi pronti, legumi in scatola e pasta, si è impegnata ad acquisire il 100% di Solana, società attiva nella trasformazione del pomodoro, insieme alle controllate Suncan e Desco (si veda qui il comunicato stampa).
Il gruppo faceva capo al fondo VII di Xenon Private Equity, che l’aveva acquisito dalle famiglie fondatrici nel maggio 2024 (si veda altro articolo di BeBeez), tra l’altro finanziandosi con un bond interamente sottoscrittto da Equita, che poi avrebbe acquisito Xenon la scorsa primavera (si veda altro articolo di BeBeez). Allora i venditori aveva reinvestito nel veicolo di acquisizione, Eight Holding One sarl.
Il perfezionamento è soggetto a condizioni sospensive, incluse le autorizzazioni antitrust, con chiusura prevista entro fine settembre 2026. La Doria è stata assistita da Rothschild & Co (advisor finanziario), Chiomenti (legale), New Deal Advisors (due diligence contabile e finanziaria), Chiaravalli Reali e Associati (fiscale) e Ramboll (ESG). I venditori da Vitale & Co (finanziario) e Gatti Pavesi Bianchi Lodovici (legale).
Con questa operazione La Doria amplia il perimetro industriale del gruppo e rafforza la presenza nel comparto del pomodoro, dal quale Solana genera il 91% dei ricavi (polpa, concentrati, passata) mentre il restante 9% proviene da altri vegetali. Nel 2025 ha registrato circa 90 milioni di euro di fatturato. Nel primo semestre ne ha fatturati 65 milioni, generadno un ebitda di 19,4 milioni a fronte di una liquidità netta di 17 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
Fondato nel 2001 a Maccastorna (lLodi), il gruppo ha esteso il portafoglio ai semilavorati frutta e verdura con Suncan nel 2024 e al Centro Italia con Desco nel 2025. Dispone di tre stabilimenti per una capacità di 285 mila tonnellate annue e un’area industriale di 200 mila metri quadrati. L’organico è composto da 46 dipendenti e circa 210 stagionali
Il gruppo serve clienti industriali che rappresentano il 70% del fatturato, mentre il foodservice incide per il 30%. La produzione è interamente italiana, con filiera nazionale. I clienti includono operatori internazionali attivi nei sughi pronti, pizze e condimenti, con relazioni consolidate in Italia, Europa e Giappone.
Per La Doria l’operazione è un’estensione industriale e commerciale: rafforza il comparto pomodoro, amplia la rete produttiva nel Nord e Centro Italia e offre accesso a una base clienti industriale diversificata, con possibilità di cross‑selling nel foodservice. Con Solana, La Doria raggiunge 15 stabilimenti: 7 nel Sud, 1 nel Centro, 7 nel Nord.
Antonio Ferraioli, Presidente e AD di La Doria, ha dichiarato: “Questa operazione è un passo chiave nella crescita del Gruppo. L’acquisizione di Solana, un operatore riconosciuto per il proprio posizionamento premium, ci consentirà di rafforzarci nei derivati del pomodoro destinati ai canali industriale e foodservice. Al contempo, ci permetterà di ampliare la diversificazione geografica del Gruppo”. Ha aggiunto che La Doria è oggi “in grado di rispondere con maggiore efficacia e flessibilità alle esigenze della Grande Distribuzione e della clientela a livello globale”.
Franco Prestigiacomo, co‑CEO di Xenon, ha aggiunto: “Abbiamo sostenuto lo sviluppo di Solana con l’acquisizione di Suncan e l’espansione al Centro Italia con Desco, consolidando il posizionamento premium. La Doria è il partner ideale per accompagnare Solana nella prossima fase di sviluppo”.
Prosegue quindi la crescita per linee esterne del gruppo di Angri (Salerno) che tra il 2024 e 2025 è stata a dir poco intensa. Nel 2024 è stata la volta del produttore di pesto alla genovese Clas, alla fine del 2025 fusa nella controllante, poi della bresciana Pasta Lensi, conferita in La Doria dopo che Investindustrial l’aveva acquisita assieme ad altre attività nei piatti pronti dal gruppo Usa quotato al NYSE ThreeHouse Foods, quindi del ramo private label di Pastificio Di Martino (che ha portato la famiglia Di Martino nel cda di La Doria) nel 2025, a seguire le attività produttive e logistiche di Feger e Sapori del Sole, controllate dei Ferraioli, tramite due spin off. Infine, nel settembre 2025 è nata anche Windoria Top Holding Ltd, piattaforma commerciale che ha unito le forze di vendita si di La Doria che della statunitense Winland Foods (si veda qui il comunicato stampa). Windoria a inizio ottobre aveva siglato un accordo per rilevare il gruppo arabo Al-Fursan Al-Maghawear, produttore e distributore saudita di salse, condimenti e altri prodotti alimentari a lunga conservazione (si veda altro articolo di BeBeez).
La Doria ha chiuso il 2025 ha chiuso il 2025 con ricavi per 1,375 miliardi di euro (si veda altro articolo di BeBeez), il 4,5% in più rispetto ai 1,277 milioni del 2024 (il 90% dai principali retailer nazionali e internazionali), generando un Ebitda di 170 milioni (il 14% in più dei 149 nel 2024) e un utile netto in cresscita del 12% a 64 milioni (si veda qui il bilancio 2025 dopo essersi registrati alle Investor Relations).

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