Come preannunciato pochi giorni fa (si veda altro articolo di BeBeez) , si chiude in profondo rosso la storia di illimity, la challenger bank nata nel 2019 per iniziativa di Corrado Passera a seguito della fusione tra la Banca Interprovinciale e la spac Spaxs (si veda altro articolo di BeBeez) con lo scopo di erogare alle pmi italiane i più avanzati servizi finanziari, dall’asset based finance al turnaround, dall’investimento in Npe bancari alla supply chain finance.
Mercoledì illimity ha infatti diffuso la sua ultima semestrale in quanto entità indipendente, che evidenzia una perdita di 117 milioni di euro (si veda qui il comunicato stampa). Dal 4 luglio infatti la banca di via Soperga è parte del gruppo Banca Ifis, dopo che l’opas lanciata a gennaio (si veda altro articolo di BeBeez) dalla banca controllata dalla famiglia Furstenberg aveva superato la soglia del 92% di adesioni (si veda altro articolo di BeBeez). Ora il prossimo step è il delisting, previsto per fine agosto, e la successiva fusione per incorporazione, che farà di illimity un ramo d’azienda della banca veneziana.
Scendendo nel dettaglio delle cifre, nel primo semestre illimity ha visto il margine di intermediazione contrarsi del 21%, a 124 milioni di euro,rispetto alla prima metà del 2024, principalmente a causa del calo dei tassi di interesse di mercato, che ha inciso maggiormente sugli interessi attivi piuttosto che sul costo della raccolta.
Anche le commissioni nette sono in calo del 33% rispetto al primo semestre dello scorso anno, per via del venir meno delle fee ottenute da ArecNeprix, la società di credit servicing del gruppo, su alcune operazioni effettuate appunto nel 2024. Un altro fattore è stato il rallentamento dell’attività commerciale in seguito, recita il comunicato, “alle dinamiche del primo semestre 2025 che hanno interessato la Banca” con evidente riferimento all’opas di Banca Ifis annunciata lo scorso gennaio (si veda altro articolo di BeBeez) e quindi all’incertezza sul suo esito e sugli indirizzi strategici che illimity avrebbe preso. Ciò è riflesso anche dal calo del 7% dei crediti a clientela aziendale nei vari segmenti dell’area corporate banking, quindi asset-based, structured e turnaround finance nonché factoring e leasing.
Nel frattempo i costi operativi sono aumentati del 7%, a causa soprattutto del conferimento e contestuale esternalizzazione delle attività IT alla società altermAInd, controllata in ultima istanza da fondi gestiti da Apax Partners (si veda altro articolo di BeBeez), che ha alleggerito illimity dei costi del personale impegnato in queste attività, ma ha aumentato le spese operative per via del canone pagato alla stessa altermAInd per la fornitura di questi servizi. A questo vanno aggiunti alcuni oneri straordinari.
In conseguenza di ciò, il risultato di gestione si è ridotto del 75% rispetto alla prima metà del 2024, a 13 milioni di euro. Tuttavia ciò che ha spinto profondamente in negativo il risultato netto sono state le svalutazioni di crediti, soprattuto quelle, per 81 milioni di euro, sulle note senior di alcune cartolarizzazioni, delle quali una, riclassificata a Stage 2 da Stage 1, ha pesato per 54 milioni. A questo vanno aggiunte le rettifiche, per complessivi 19 milioni di euro, legate all’attività di corporate banking nonché a quella di b-ilty, la digital bank del gruppo. Al risultato finale concorrono infine alcune ulteriori svalutazioni di crediti distressed ancora in portafoglio. Queste svalutazioni fanno seguito a quelle già attuate lo scorso marzo, per circa 133 milioni di euro, a valere sull’esercizio 2024 chiuso in perdita per 38 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez)
Queste rettifiche sono anche propedeutiche alla due diligence e al processo di integrazione avviato da Banca Ifis su illimity a partire dal 4 luglio. A questo proposito, via Soperga ha deciso di creare una nuova area, la Direzione Non Core, a cui sono stati appostati tutti gli asset, soprattutto quelli legati ai passati investimenti in Npe, che sono stati appunto oggetto di svalutazione anche al fine di facilitarne la cessione sul mercato, in sintonia con le intenzioni della nuova capogruppo. A questi asset sono stati aggiunti anche quelli legati all’attività di b-ilty. Non sorprende che sia stata proprio questa area a pesare, per 97 milioni di euro, sulla performance finanziaria del gruppo, mentre l’area Corporate & Investment Banking abbia dato un risultato positivo per 48 milioni di euro.

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