Si è appena concluso con successo il processo di liquidazione che ha portato all’acquisizione, da parte di Garofalo Health Care (GHC), gruppo quotato su Euronext Star Milan e tra i principali operatori del settore della sanità privata accreditata in Italia, controllato da Maria Laura Garofalo, del perimetro dell’attivo e del passivo di Casa di Cura Città di Roma, fondata a Roma negli anni ’50 dal Prof. Raffaele Garofalo, inclusi gli asset immobiliari strumentali della target dotati di una superficie complessiva di circa 8.000 mq. L’operazione, che era stata annunciata lo scorso luglio, ha un equity value pari a 15,2 milioni di euro, corrispondente a un enterprise value pari a circa 20,7 milioni.(si veda qui il comunicato stampa).
PwC ha assistito il liquidatore, Paolo Carbone, in merito agli aspetti finanziari e industriali dell’operazione. Carbonetti e Associati ha assistito Garofalo Health Care agendo al fianco dell’ufficio legale interno di GHC. Il comitato parti correlate di GHC è stato assistito da Riccardo Tiscini, quale esperto indipendente, nonché dallo studio legale Studio Legale Zoppini & Associati con un team composto.
La struttura, accreditata con il Servizio Sanitario Regionale, dispone di 112 posti letto autorizzati, di cui 104 accreditati, nelle specialità di Urologia, Ginecologia, Ortopedia e Traumatologia, Chirurgia Generale, Medicina Generale, Oculistica, Terapia Intensiva, Chirurgia e Ospedale diurno. Nell’ultimo trimestre del 2025 è previsto l’ampliamento con ulteriori 60 posti letto (autorizzati e accreditati), di cui 30 dedicati alla Cura Estensiva e 30 alla Cura di Mantenimento, portando la capacità complessiva della struttura a 172 posti letto autorizzati (di cui 164 accreditati). La Casa di Cura è inoltre dotata di due sale per emodialisi con 24 postazioni complessive e offre servizi ambulatoriali specialistici e diagnostici, sia in regime accreditato sia privato.
L’acquisizione consentirà a Garofalo Health Care di conseguire significativi benefici a livello di gruppo, attraverso un piano mirato e puntuale di riallocazione complessiva dell’offerta sanitaria che interesserà, oltre a Città di Roma, le strutture sanitarie, acquisite nel 2023, Aurelia Hospital, European Hospital, Hospice S. Antonio da Padova e la Struttura Residenziale Psichiatrica Samadi, tutte fondate a Roma negli anni ’50 dal Prof. Raffaele Garofalo e dai suoi due fratelli minori Antonio e Mario, anch’essi medici, e rappresentative dell’attivo di Aurelia 80 spa in liquidazione, holding operativa a capo del Gruppo Aurelia (si veda qui il comunicato stampa di allora).
Ricordiamo che GHC opera attraverso una quarantina di strutture sanitarie d’eccellenza, situate in otto Regioni del Nord e del Centro Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio), in cui è presente nel settore ospedaliero, attraverso i comparti dei ricoveri acuti, delle lungodegenze e delle riabilitazioni post-acuzie e delle prestazioni ambulatoriali e nel settore territoriale e socio-assistenziale, attraverso i comparti dei ricoveri in regime residenziale e delle prestazioni ambulatoriali distrettuali.
GHC ha chiuso il primo semestre del 2025 con ricavi consolidati per 258,2 milioni di euro (dai 251,5 milioni del primo semestre 2024), che includono il pieno contributo del Sanatorio Triestino, acquisito a maggio 2023, e del Gruppo Aurelia Hospital, acquisito come detto a novembre 2023. L’operating ebitda rettificato consolidato si è attestato a 47,2 milioni (da 48 milioni) e il risultato netto a 19,5 milioni (da 19 milioni), a fronte di un debito finanziario netto di 203,6 milioni di euro (da 199 milioni a fine 2024) (si vedano qui i risultati consolidati al 30 giugno 2025).
In tema di debito, ricordiamo che a luglio2024 GHC ha rifinanziato il debito per 275 milioni di euro, con un’operazione che ha coinvolto UniCredit, Banco BPM, BNL BNP Paribas (anche con ruolo di banca agente) e Monte dei Paschi di Siena, oltre che Cassa Depositi e Prestiti e il fondi di private debt gestiti da F2i sgr (fondo Infrastructure Debt), Anima Alternative sgr, Mediolanum Gestione Fondi sgr e Arca sgr (si veda altro articolo di BeBeez). Il finanziamento includeva sia un bond da 50 milioni di euro collocato in private placement (unsecured, tasso fisso, bullet a 7 anni), quotato su Euronext Access Milan di Borsa Italiana, sia una linea di credito a medio-lungo termine da 130 milioni di finanziamento bancario (unsecured, tasso variabile, amortizing e durata 6 anni), con un meccanismo di aggiustamento del margine SDG-Linked, che potrà consentire al gruppo un’ulteriore riduzione del tasso di interesse al raggiungimento di target ESG. Sia il bond sia la linea a medio-lungo termine sono finalizzati principalmente al rifinanziamento delle linee bancarie esistenti. Il pacchetto di finanziamento prevedeva inoltre una linea capex sino a 70 milioni (unsecured, tasso variabile, amortizing, a 7 anni), a disposizione del gruppo per supportare la strategia m&a e realizzare investimenti organici di ampliamento e sviluppo. Infine è prevista una linea bancaria revolving fino a 25 milioni (unsecured a 7 anni), finalizzata a supportare eventuali necessità di capitale circolante.
L’attuale assetto azionario con il Maria Laura Garofalo che controlla direttamente e indirettamente il 63,1%, segue l’uscita dal capitale da parte di Peninsula Capital Partners a gennaio 2024. L’operazione è stata condotta attraverso una procedura di collocamento accelerato (accellerated bookbuilding o ABB) lanciata dal veicolo PII4 sarl, controllato dal fondo Peninsula Investments II, al prezzo di 4,40 euro per azione per un totale di 16 milioni di euro, pari al 4,41% del capitale (si veda altro articolo di BeBeez). Peninsula aveva investito inizialmente in GHC nel novembre 2018 come cornerstone investor nell’ambito dell’ipo della società di cui aveva acquisito il 10,2% e che era sbarcata a Piazza Affari a un prezzo di ipo di 3,34 euro per azione, pari a una capitalizzazione iniziale di 267 milioni di euro (si veda qui il comunicato stampa di allora). Nel gennaio 2021 il gruppo aveva completato un aumento di capitale a supporto della strategia di crescita per acquisizioni e dedicato ai soli investitori istituzionali anche in quel caso con una procedura di accelerated bookbuilding per 8,2 milioni di azioni al prezzo di 5,1 euro per azione, per un controvalore complessivo, inclusivo di sovrapprezzo, di 41,82 milioni di euro (si veda qui il comunicato stampa). E sempre al medesimo fine di supporto alla crescita per acquisizioni, nel maggio 2022 Crédit Agricole aveva messo a disposizione di GHC una linea di credito da 35 milioni di euro (si veda qui il comunicato stampa di allora).














