
Dopo l’alleanza di maggio scorso con Amundi per il lancio del comparto di un suo fondo monetario dedicato ai clienti della fintech (si veda altro articolo di BeBeez), Satispay avanza sulla strada degli accordi con le società di gestione di fondi aperti, focalizzandosi sul mondo degli investimenti. L’unicorno italiano guidato dall’ad Alberto Dalmasso inaugura così il 2026 con il lancio di tre fondi da affiancare allo strumento del Salvadanaio remunerato, immesso sul mercato a maggio scorso e già in grado di attirare oltre 120 milioni di euro di investimenti da 300 mila utenti. L’unicorno ha deciso di offrire a partire da ieri, 8 gennaio, tre fondi pensati per soddisfare diverse esigenze dei risparmiatori italiani in termini di rischio e di rendimento: Satispay Obbligazionario, Satispay Bilanciato e Satispay Azionario globale. Accanto al lancio dei fondi, viene anche inaugurata nell’app di Satispay la nuova sezione Investimenti.
Questa volta il partner dell’offerta è Invesco, che sarà il portfolio manager dei nuovi prodotti, le cui linee guida sono state strutturate insieme dall’asset manager e dalla stessa Satispay. L’operatività dei fondi sarà invece supervisionata e controllata da Fondaco, sgr torinese che è anche azionista di Satispay Funds Sicav, veicolo a capitale variabile lussemurghese a cui faranno capo i diversi comparti che verranno lanciati di volta in volta sul mercato.
Nel dettaglio, ricordiamo che a metà dello scorso maggio, forte dei 5,5 milioni di utenti raggiunti e dei 3,5 miliardi di euro di pagamenti che ha processato nel 2024, la scaleup fintech ha lanciato con Amundi un comparto ad hoc di un fondo monetario gestito dal colosso francese dell’asset management, parte del gruppo Crédit Agricole, per offrire ai propri clienti la possibilità di far fruttare la liquidità ferma sui conti correnti.
Tornando a oggi, i tre nuovi prodotti sono: un fondo obbligazionario che investirà in bond corporate e titoli di Stato europei ed è pensato per chi ha orizzonti di breve termine. Il profilo di rischio sarà più basso e il rendimento atteso è contenuto. Secondo le informazioni contenute nel kid, le commissioni annue di gestione attese in un anno sono intorno allo 0,9% dell’investimento.
Il fondo bilanciato, invece, punterà su un mix di azioni, obbligazioni e titoli di Stato per progetti a medio termine. Profilo di rischio indicato è medio e il rendimento atteso moderato. L’azionario globale, invece, investirà in aziende leader mondiali, per chi investe sul lungo periodo. In questo caso il profilo di rischio è più alto e il rendimento atteso più elevato. Nei kid di entrambi i fondi vengono stimati costi intorno all’1%.
Non sono previsti costi di acquisto o vendita, l’importo minimo per investire è di un euro, con i fondi riscattabili in ogni momento e la gestione fiscale semplificata.
Satispay persegue il suo obiettivo di democratizzare l’accesso a soluzioni di investimento di alta qualità, rendendole disponibili a tutti i suoi oltre 6 milioni di utenti. Per facilitare la ricarica del wallet Satispay, l’unicorno italiano ha introdotto anche il programma di assegnazione di un Iban personale, che l’utente potrà scegliere di attivare direttamente dall’app. In questo modo sarà possibile ricevere fondi anche da altri conti correnti dell’utente non collegati a Satispay o di terze persone.
“Partiti per dare un’alternativa alla liquidità ferma sui conti, ora facciamo un passo in più. Ci rivolgiamo non solo a chi inizia, ma anche a chi già investe. Con questi nuovi strumenti rispondiamo all’esigenza di chi vuole costruirsi un’indipendenza finanziaria e pianificare il proprio futuro”, ha spiegato Dalmasso. L’obiettivo è di trasformare gli italiani da risparmiatori a investitori.
Il lancio dei fondi è stato anche l’occasione per dare un aggiornamento sul primo prodotto, il fondo monetario chiamato Salvadanaio remunerato. “Da metà maggio a dicembre abbiamo visto investire più di 300mila utenti”, ha continuato Dalmasso, con oltre 120 milioni di euro depositati. E ha concluso: “Credo sia un risultato che può raggiungere solo chi, come noi, interagisce ogni giorno con una community così numerosa e attenta. Due investitori su tre hanno impostato un piano di accumulo ricorrente”.
Ricordiamo che il servizio battezzato Salvadanaio Remunerato permette di investire senza importi minimi e vincoli, con fondi riscattabili il giorno lavorativo successivo e una tassazione gestita da Satispay. Il comparto che rende il 2,24% annualizzato, al netto dei costi del fondo (commissioni pari allo 0,17%) e al lordo delle tasse. I servizi di investimento sono forniti da Satispay Invest SA, impresa di investimento autorizzata e regolata dalla CSSF, la commissione di sorveglianza del settore finanziario lussemburghese.
Sarà questa forse la strada che pemetterà a Satispay, co-fondata nel 2013 da Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, di raggiungere il break-even dei conti, che nel 2024 non erano ancora in positivo. Non è un mistero, infatti, che Satispay, come peraltro accade a molte altre scaleup, continua a collezionare perdite perché continua a investire senza che i ricavi abbiano raggiunto le dimensioni sufficienti a coprire i costi.
Satispay, aveva dichiarato a Radiocor Dalmasso a marzo 2025, ha chiuso il mese di dicembre 2024 con 5 milioni di euro di fatturato, quindi 60 milioni di euro annualizzati, dopo che la capogruppo ha chiuso il bilancio di esercizio 2023 (ultimo bilancio disponibile in Camera di Commercio) con un valore della produzione di 16,8 milioni, 10,6 milioni di euro di ricavi netti, un ebitda negativo per 22,5 milioni e una perdita netta di 23,4 milioni, dopo averne collezionate per oltre 100 milioni solo dal 2018 al 2022, a fronte di liquidità netta per 49,5 milioni e di un patrimonio netto di 155,7 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente). A livello consolidato, invece, Satispay ha chiuso il 2023 con 28,8 milioni di euro di valore della produzione, 22,9 milioni di ricavi netti, un ebitda negativo per 52,2 milioni e una perdita netta di 46,4 milioni (da 60,3 milioni nel 2022 e 29,1 milioni nel 2021) (si veda qui la Relazione al bilancio 2023 di Satispay, disponibile agli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data). Ora l’obiettivo, aveva dichiarato ancora a marzo Dalmasso, è raggiungere i 100 milioni di fatturato annualizzato a fine 2025.
Non a caso gli investitori hanno confermato la loro fiducia alla scaleup a novembre 2024, quando hanno sottoscritto un nuovo round da 60 milioni di euro, che ha portato laraccolta complessiva a oltre 500 milioni di euro da inizio attività(si veda altro articolo di BeBeez). Allora non era stata precisata la valutazione sulla base della quale era stata condotta l’operazione, ma la nota diffusa allora portava il titolo “l’unicorno Satispay raccoglie altri 60 milioni di euro”, il che significava che la scaleup ha mantenuto un valore di almeno un miliardo di dollari. Notizia confermata lo scorso aprile, quando Satispay ha annunciato un programma di stock option da 150 milioni, che, si leggeva nella nota diffusa allora, rappresenta il 15% del valore della società, che quindi ha una valutazione post-money di un miliardo di euro (si veda qui il comunicato stampa di allora).

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