L’equity crowdfunding europeo ha raccolto 280 milioni di euro (+12,2%) nel 2025 attraverso 354 campagne pubbliche (+11,3%), chiuse oppure ancora in corso, che hanno coinvolto oltre 68.500 investitori e che sono state condotte da startup e pmi su piattaforme autorizzate sulla base del nuovo Regolamento UE entrato in vigore il 10 novembre 2023 (si veda altro articolo di BeBeez).
I numeri emergono dalla nuova edizione dell’European Equity Crowdfunding Landscape (EECL), il report curato da Over Ventures, società di advisory specializzata in equity crowdfunding e venture capital ,in collaborazione con Italian Tech Alliance, e presentato ieri durante un’iniziativa ospitata da Fondazione Giacomo Brodolini, presso Milano LUISS Hub (si veda qui il comunicato stampa).
La crescita dell’attività è un poco rallentata nel secondo semestre dell’anno, dopo un primo semestre in cui l’EECL aveva mappato 202 campagne di successo per ua raccolta complessiva di oltre 157 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez). Il primo report, pubblicato a inizio dicembre 2024 aveva invece calcolato che nel primo anno di attività i 54 portali allora autorizzati in base al nuovo Regolamento in totale avevano raccolto oltre 245 milioni di euro distribuiti su oltre 310 campagne di equity crowdfunding (si veda altro articolo di BeBeez).
Tornando ai dati 2025, l’importo medio dei round si è attestato a 789 mila euro, con un valore mediano pari a 468 mila euro, mentre 95 operazioni, pari a circa il 27% del totale, hanno superato la soglia del milione di euro raccolto.
Un ulteriore indicatore di maturazione del mercato è rappresentato dall’incremento del ticket mediano degli investitori, passato da 3.300 euro nel 2024 a 3.602 euro nel 2025, con una crescita del 9,2%.
Dal punto di vista geografico, la Francia si conferma il primo mercato europeo per capitale raccolto con 98,3 milioni di euro, pari al 35,2% del totale, distribuiti su 106 campagne. Le piattaforme francesi SoWeFund e Tudigo si collocano tra i principali protagonisti dell’anno, pur in un contesto ancora fortemente domestico e franco-centrico.
L’Italia mantiene il secondo posto in Europa, con 39,4 milioni di euro, ma è l’unico Paese tra i principali mercati a registrare un calo nei capitali raccolti nel 2025: rispetto al 2024, il capitale raccolto tramite campagne pubbliche in equity si riduce infatti di circa il 25%, pari a 13,6 milioni di euro e 13 campagne in meno su base annua.
Secondo EECL, il rallentamento dei volumi riflette anche una fase di assestamento regolamentare. Il rafforzamento dei requisiti di compliance da parte di Consob e Banca d’Italia ha avviato un processo di consolidamento tra i portali domestici che, nel breve periodo, ha inciso sull’operatività del mercato ma che nel medio termine è orientato a rafforzarne la solidità e la tutela degli investitori. Non solo. Rispetto ad altri Paesi europei, l’Italia sconta ancora una limitata integrazione tra equity crowdfunding e venture capital, presente in Francia e Spagna. Tuttavia, nel nostro Paese, emergono segnali incoraggianti sul fronte dell’internazionalizzazione: nel 2025 si registra un incremento, seppur ancora contenuto, dei round cross-border per startup italiane, che iniziano a sfruttare il passaporto ECSP per accedere a investitori europei attraverso piattaforme internazionali.
A livello europeo, dopo Francia e Italia seguono Spagna, Paesi Bassi e Irlanda. Alcuni mercati emergenti mostrano round medi più elevati, mentre la Germania rappresenta un caso anomalo: nonostante il peso dell’economia tedesca, il mercato ECSP resta limitato a 8,1 milioni di euro su 7 campagne, poiché gran parte dell’attività di equity crowdfunding continua a svolgersi al di fuori del framework europeo, sotto il regime nazionale, in deroga.
Tra le piattaforme, il 2025 segna il sorpasso di Capital Cell, che con 36,7 milioni di euro raccolti su 28 campagne si posiziona al primo posto in Europa per capitale intermediato, grazie a una forte specializzazione nelle life sciences e a una marcata vocazione cross-border. Crowdcube si conferma il principale operatore europeo per numero di campagne, mentre SoWeFund emerge come la piattaforma più efficiente in termini di raccolta media per operazione. Invesdor prosegue il proprio percorso di crescita, affiancando allo sviluppo dei volumi anche le prime exit rilevanti.
Buoni risultati per le italiane CrowdFundMe e Mamacrowd: la prima si posiziona come terza piattaforma europea per numero di campagne realizzate (alle spalle di Crowdcube e Capital Cell), mentre la seconda si colloca al quarto posto.
Dal punto di vista settoriale, le life sciences si confermano il primo comparto per capitale raccolto, seguite da food & agriculture e tech, quest’ultimo trainato dalla crescente presenza di startup legate all’intelligenza artificiale. Settori come smart city, software e fintech mostrano volumi in progressivo aumento, confermando la capacità del crowdfunding di intercettare i principali trend tecnologici.
Nel 2025 si rafforza il ruolo delle piattaforme di club dealing e delle campagne private riservate a community di investitori e club di business angel, anch’esse autorizzate sotto ECSP. Questo segmento, non incluso nel perimetro del report, rappresenta un potenziale moltiplicatore dei volumi complessivi e sarà oggetto di analisi nelle prossime edizioni dell’ECCL.
Giancarlo Vergine, founding partner di Over Ventures, ha commentato: “Il 2025 segna un passaggio di maturità per l’equity crowdfunding europeo. Più capitale, round più strutturati e una base investitori sempre più sofisticata confermano che questo strumento può affiancare in modo stabile venture capital e angel investing. Anche uno dei maggiori unicorni europei, Revolut, ha avviato il proprio percorso attraverso il crowdfunding, generando ritorni significativi per alcuni dei primi investitori. Restano rischi elevati, ma il potenziale di crescita e di partecipazione all’innovazione è ormai evidente”.
E Francesco Cerruti, direttore di Italian Tech Alliance, ha aggiunto: “Abbiamo coinvolto i protagonisti dell’ecosistema italiano dell’innovazione per comprendere il ruolo del community capital a livello europeo. I dati contenuti nel report presentato oggi sono essenziali per orientarsi in un mercato in forte espansione e con ampi margini di crescita. Dal sentiment degli operatori emerge una richiesta netta: maggiore integrazione con il Venture Capital e piano integrato e strategico a livello europeo”.














