Primo closing a 460 milioni di euro (62% del target di raccolta) per F2i Infrastructure Credit Fund II (ICF2), secondo fondo di credito di F2i sgr che ha un target di raccolta pari a 750 milioni di euro (si veda qui il comunicato stampa). La raccolta era stata lanciata a metà novembre (si veda altro articolo di BeBeez), così come annunciato pochi giorni prima in occasione dell’Investor Meeting dell’sgr (si veda qui il comunicato stampa).
A sottoscriverlo sono state 23 istituzioni finanziarie nazionali ed estere, tra le quali compagnie assicurative, banche, casse di previdenza, fondi pensione, fondazioni bancarie e family office. Il 70% degli investitori era già sottoscrittore del fondo inaugurale Infrastructure Debt Fund 1 (IDF1), che aveva chiuso la raccolta nell’agosto 2024, superando il target dei 500 milioni di euro, grazie alla sottoscrizione da parte di più di trenta investitori italiani ed esteri, tra cui fondi pensione, casse di previdenza, fondazioni di origine bancaria, assicurazioni, istituzioni bancarie e family office (si veda altro articolo di BeBeez).
Il nuovo fondo continuerà a focalizzarsi su strumenti di debito senior e senior holdco, in Italia e in Europa. I settori target includono transizione energetica, infrastrutture digitali, infrastrutture sociali, ambiente e mobilità sostenibile. Sotto il profilo ESG, il fondo si qualifica come articolo 8 ai sensi del regolamento SFDR, con una quota di investimenti allineata alla Tassonomia UE. Il nuovo fondo sta per avviare i primi investimenti con un imminente closing delle sue prime due operazioni, parte di una pipeline più ampia di opportunità.
“Con l’ampliamento della propria piattaforma di credito infrastrutturale, F2i offre agli investitori nuove possibilità per partecipare alla creazione di valore nell’economia reale attraverso una asset class sempre più richiesta”, ha dichiarato Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i sgr. E ha aggiunto: “Nei prossimi 15 anni in Europa saranno necessari investimenti in infrastrutture per oltre 10 mila miliardi di euro, con conseguente necessità di sostegno da parte di capitali privati a integrazione delle fonti di finanza pubblica. I fondi infrastrutturali potranno contribuire in maniera significativa allo sviluppo dei servizi essenziali alla crescita economica e al benessere individuale”.
Ricordiamo che lo scorso novembre, sempre in occasione dell’Investor Meeting dell’sgr, era stato annunciato l’avvio della raccolta anche del nuovo fondo di private equity con un target di raccolta di 1,5 miliardi di euro. Cosicchè l’sgr partecipata da CDP Equity, Intesa Sanpaolo, Unicredit e dalle principale casse previdenziali italiane e fondazioni bancarie potrà superare i 10 miliardi di masse in gestione (si veda altro articolo di BeBeez).
“Con i nostri fondi abbiamo attraversato almeno 11 crisi economiche o finanziarie, e abbiamo garantito ai nostri investitori solidi rendimenti”, aveva detto Ravanelli allora, aggiungendo che il 2025 ha già visto la restituzione agli investitori istituzionali di quasi 3 miliardi di euro grazie a importanti operazioni, tra le quali la cessione al mercato di 2i Rete Gas (si veda altro articolo di BeBeez) e il riassetto delle attività nel settore energetico con il conferimento a Sorgenia degli impianti di generazione rinnovabile in Italia e Spagna (si veda altro articolo di BeBeez).
L’ultimo fondo di equity raccolto da F2i è il Fondo VI, che, istituito a fine 2023, ha poi chiuso la raccolta pochi mesi dopo, con 900 milioni di euro di impegni finalizzati all’investimento in FiberCop, la rete fissa nazionale di TIM, il cui closing è stato effettuato a luglio 2024 (si veda altro articolo di BeBeez).

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