Anno record per Gruppo San Donato. Il più grande polo ospedaliero privato italiano, interamente controllato dalla famiglia Rotelli tramite la holding Papiniano spa, ha chiuso il 2024 con ricavi a 2,57 miliardi di euro e un ebitda di 323 milioni, in crescita rispettivamente del 49% e del 56% rispetto al 2019, quando i ricavi si fermavano a 1,724 miliardi e l’ebitda a 207 milioni. I dati sono stati presentati ieri in conferenza stampa a Milano, contestualmente all’annuncio di una nuova corporate governance (si veda qui il comunicato stampa).
A guidare il gruppo è ora Angelino Alfano, nominato presidente, affiancato dai vicepresidenti Paolo Rotelli, Marco Rotelli (figli di Giuseppe, fondatore del gruppo) e Kamel Ghribi. La funzione di amministratore delegato è stata affidata a Marco Centenari, manager cresciuto internamente al gruppo con un’esperienza ventennale di gestione ospedaliera, già amministratore delegato dell’Ospedale San Raffaele. Nel consiglio di amministrazione siedono anche Augusta Iannini e Nicola Grigoletto.
La crescita dei numeri è stata guidata dall’incremento della quota di pazienti solventi, dalle acquisizioni in Polonia, con il completamento nel 2024 dell’acquisizione del 100% di Scanmed attraverso la controllata American Heart of Poland (si veda altro articolo di BeBeez), dalla piena operatività dei nuovi poli ospedalieri Iceberg del San Raffaele e Galeazzi-Sant’Ambrogio, dalla gestione degli ospedali in Iraq e dalle attività di efficientamento operativo.
Il gruppo conta oggi 161 strutture sanitarie di cui 58 in Italia, oltre 8.000 posti letto, 11.000 medici e 5,8 milioni di pazienti trattati nell’ultimo anno.
Sul fronte internazionale, GSD è oggi presente in Albania, Iraq, Egitto, Arabia Saudita, Libia e Siria. In Iraq gestisce due ospedali, il Al Najaf Al Ashraf teaching hospital a Najaf e il Sayyab teaching hospital a Bassora, e sono in corso accordi per ulteriori strutture. È in fase di finalizzazione anche un accordo per la gestione di una struttura ospedaliera al Cairo, mentre è appena stato siglato un memorandum of understanding con l’Albania.
La strategia internazionale, ha sottolineato Ghribi, è selettiva e basata su un approccio asset light/capital light: “Esportare il know-how sanitario italiano è una missione in cui credo profondamente. La sanità può essere uno strumento di soft power e l’Italia ha un ruolo chiave da giocare su questo fronte.”
Non ci sono aggiornamenti, invece, sul fronte della ricerca di un partner azionario, su cui il gruppo lavora con l’advisor Morgan Stanley da inizio 2024 e per cui sono circolati i nomi di Advent, EQT, KKR, HIG, Apollo Global Management, ma soprattutto quello di CVC Capital Partners, che a fine 2024 si diceva fosse rimasto da solo a trattare per l’acquisto di una quota compresa tra il 30% e il 40% del gruppo, sulla base di una valutazione della quota compresa in un’ampia forchetta tra i 2 e i 3 miliardi di euro (si veda altro articolo di BeBeez). Resta sullo sfondo anche l’ipotesi di un interesse da parte di fondi sovrani, vista la fitta rete di relazioni internazionali costruita dal gruppo nell’area mediterranea e mediorientale.















