
Si è chiusa con successo l’offerta pubblica di acquisto obbigatoria totalitaria promossa da Berger International sas, holding di Emosia Group, uno dei principali operatori francesi nel mercato delle fragranze per la casa, controllata da Argos Fund VI, che aveva per oggetto il 10,89% del capitale di Culti Milano, società specializzata nella produzione e distribuzione di fragranze e quotata su Euronext Growth Milan (si veda qui il comunicato stampa).
Alla chiusura del periodo di adesione, secondo i risultati provvisori comunicati venerdì 29 maggio, sono state portate infatti in adesione 283.625 azioni, pari al 9,16% del capitale sociale, che, sommandosi alla partecipazione preesistente dell’offerente (77,17%) e alle azioni proprie detenute da Culti (11,94%), portano Berger International a raggiungere complessivamente il 98,28% del capitale. Avendo superato la soglia del 90%, si verificano quindi i presupposti per l’esercizio del diritto di acquisto ai sensi dell’art. 111 del TUF: non ci sarà riapertura dei termini e Borsa Italiana disporrà la revoca delle azioni dalle negoziazioni su Euronext Growth Milan secondo le tempistiche legate all’esercizio dello squeeze-out.
Ricordiamo che Berger International sas aveva acquisito la partecipazione del 77,17% di Culti Milano alla fine dello scorso aprile, acquistandola da KME Group (ex Intek Group), holding industriale a sua volta quotata su Euronext Milan, facendo quindi scattare l’obbligo di opa (si veda altro articolo di BeBeez).
L’operazione, condotta al prezzo di 19,16 euro per azione per un totale complessivo di 45,8 milioni di euro, era stata annunciata lo scorso dicembre con l’obiettivo di delistare la società (si veda altro articolo di BeBeez).
Contestualmente al passaggio delle quote, i fondi Argos hanno sottoscritto con i manager di Culti Pierpaolo Manes, Giovanni Casale e Paolo Persico un accordo che disciplina, tra l’altro sia l’investimento di questi ultimi nel capitale sociale di Berger International a fronte dell’emissione di azioni con diritti patrimoniali rafforzati, con un’opzione call da parte di Berger per il riacquisto di queste partecipazioni in caso di cessazione dei rispettivi incarichi; sia il reinvestimento da parte di KME nel capitale sociale di Culti di una parte del corrispettivo ricevuto, a fronte, anche in questo caso, dell’emissione di azioni con diritti patrimoniali rafforzati.

Ricordiamo che ai fini dell’opa, si legge nel Documento di offerta a pag. 55, alla società è stato assegnato un enterprise value di 50,8 milioni di euro, pari a un multiplo di 10,1 volte l’ebitda del 2025, che è stato di 5 milioni (dai 4,7 milioni del 2024), a fronte di ricavi per 22,6 milioni (da 26,9 milioni). Il multiplo è quindi inferiore sia alla media sia alla mediana dei multiplo dell’ebitda 2025 dei titoli comparabili, rispettivamente di 11,8 volte e 10,6 volte.
Sempre nel Documento di offerta (a pag. 65) si legge che Berger per finanziare l’intera operazione ha fatto ricorso a capitale proprio, a una linea di credito in due tranche da 25 milioni di euro complessi, messa a disposizione da un gruppo di banche francesi e a un bond da 15 milioni di euro con scadenza 3 aprile 2032, ai quali sono abbinati warrant per la sottoscrizione di azioni ordinarie di Berger International, sottoscritto dal fondo Indigo Capital III.

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