
Dal 1° luglio uno straordinario evento espositivo arricchirà le sale della Galleria Nazionale dell’Umbria (GNU), la quale porta a Perugia fino al 27 settembre un prestito concesso dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Gnamc) di Roma: L’Arlesiana di Vincent Van Gogh (si veda qui il comunicato stampa).
La mostra Van Gogh e gli Italiani a Parigi. L’Arlesiana tra i ritratti femminili del secondo Ottocento è il terzo appuntamento con Un capolavoro a Perugia, dopo Le tre età di Klimt e il Nu couché di Modigliani (si veda altro articolo di BeBeez), ed è immaginato come un percorso a tre tappe, che prevede la collocazione del capolavoro in una parete “tutta per sé”, anticipata da uno spazio preliminare, pensato per illustrare il contesto storico-critico di riferimento, e arricchita da un ambiente immersivo, nel quale, attraverso proiezioni-video, si ripercorrono molteplici aspetti salienti dell’universo formale, tecnico e culturale dell’artista di riferimento. Il progetto è reso possibile, inoltre, dalla collaborazione tra la GNU e il Museo dell’Ottocento di Pescara-Fondazione Di Persio Pallotta, che contribuirà generosamente al percorso con il prestito di 16 opere di artisti italiani contemporanei che hanno operato tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, volte a documentare le tappe più rilevanti dell’affrancamento della ritrattistica dalle regole accademiche di metà Ottocento e ampliare il punto di vista del discorso verificando gli esiti della ricerca degli artisti operanti a Parigi in anni prossimi a quelli dell’impressionismo e di Van Gogh.
Saranno esposti ritratti femminili di alcuni tra i pittori italiani che hanno maggiormente avuto rapporti con la Francia negli anni dell’Impressionismo, come Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Silvestro Lega e Antonio Mancini, i cui volti di donna rivelano un’intensità e una qualità non livellate sull’immagine femminile borghese, elegante e aggraziata, bensì foriera di una nuova visione che apre alle avanguardie del XX secolo.

L’evento espositivo Van Gogh e gli Italiani a Parigi segue la chiusura, il 14 giugno scorso, della mostra Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, che ha riscontrato un grande successo di pubblico: sono state infatti 56.258 le persone che hanno scelto di immergersi nella storia del passaggio epocale che ha vissuto la pittura europea in Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento.
La capacità di coniugare un’altissima qualità scientifica con una declinazione divulgativa innovativa ha permesso di attrarre anche un vasto pubblico internazionale: il 15% degli ingressi, infatti, è stato rappresentato da visitatori stranieri, con percentuali significative dalla Francia (20,8% sul totale degli stranieri), dagli Stati Uniti (16,5%), dall’Inghilterra (12,6%), dalla Germania (11,3%) e dalla Spagna (7,9%).
Costantino D’Orazio, direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria, ha dichiarato: “Non potevamo celebrare meglio il ruolo fondamentale che la committenza francescana ha avuto nella storia dell’arte. Grazie allo straordinario lavoro dei curatori Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi la fiducia che ci hanno riservato i partner dell’iniziativa è stata completamente ripagata con un successo di rara importanza, che ha generato un grande indotto sul territorio e ha rafforzato il prestigio della Galleria Nazionale dell’Umbria, punto di riferimento riconosciuto a livello internazionale per gli studi sull’arte italiana tra Duecento e Cinquecento”.















