Settimana abbastanza negativa quella che si è appena chiusa per i titoli del private debt selezionati da BeBeez su eToro e pubblicati sulla pagina Trading Floor. De i 45 titoli del paniere, solo 11 hanno chiuso l’ottava in borsa in progresso.
In un contesto caratterizzato da una certa divaricazione negli orientamenti di politica monetaria sulle due sponde dell’Atlantico, con il nuovo presidente Fed Kevin Warsh che preannuncia una stretta ai tassi dopo l’estate se l’inflazione non cala, mentre a Francoforte Cristine Lagarde preferisce la stabilità, è emersa infatti una differenziazione abbastanza netta, seppure con le debite eccezioni, tra vincitori e perdenti.
I primi sono soprattuto europei e attivi nel private equity. In fondo alla classifica invece troviamo soprattutto operatori Usa di private debt (in special modo le BDC).
Ecco quindi che la maglia rosa è stata appannaggio della svedese Investor AB, il perpetual compounder controllato dalla famiglia Wallenberg, che ha beneficiato anzitutto del programma di buyback lanciato a inizio giugno (si veda qui il comunicato stampa) e attuato in gran parte entro il 16 del corrente mese. Sullo sfondo, la strategia basata su investimenti a lungo termine in aziende che generano un flusso in costante crescita ma senza strappi dei cash flow.
Il secondo posto è andato a un gruppo di orientamento simile, però concentrato sui turnaround aziendali, cioè Mutares (+3%), grazie ai flussi di cassa ottenuti in occasione delle recenti cessioni (si veda altro articolo di BeBeez) ma soprattutto sulla notizia dell’acquisto, praticamente a costo zero, della ceca Synthomer As dall’omonimo gruppo britannico (si veda qui il comunicato stampa), che voleva disfarsene perché troppo onerosa in termini di capex, ma che prelude a una corposa plusvalenza nei prossimi anni, al momento della cessione.
Sul gradino più basso del podio troviamo l’americana Hamilton Lane (+2,7%), il gruppo di Filadelfia che ha recentemente sfondato il muro dei 1.000 miliardi di dollari ingestione: una buona notizia per il flusso di commissioni da clientela.
Immediatamente giù dal podio, ma con una performance ai limiti del modesto (+1,9%) troviamo la belga Sofina altra holding di partecipazioni industriali a lungo termine, controllata storicamente dalla famiglia Boël. premiata dall’annuncio di un nuovo programma di buyback su massime 100 mila azioni (si veda qui il comunicato stampa).
In fondo alla classifica, come accennato in apertura, tutti i principali operatori Usa del private debt, di nuovo sotto pressione perché l’aumento dei tassi pone sotto stress le aziende affidate, già provate da un lungo periodo di tassi a livelli piuttosto alti, il che aumenta la possibilità di svalutazioni del portafoglio crediti. Inoltre, l’aumento dei tassi aggrava il costo della raccolta per le stesse BDC, che si finanziano anche con debito. L’orientamento hawkish del nuovo presidente Fed non promette nulla di buono in proposito.
In tale preoccupante contesto, BlackRock appare particolarmente esposta avendo apportato svalutazioni al portafoglio per 34 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026 (si veda qui il comunicato stampa).
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