
Nel primo semestre del 2026 il fatturato delle aste delle principali major internazionali (Christie’s, Sotheby’s e Phillips) ha raggiunto quota 6,68 miliardi di dollari, in crescita del 71% rispetto al primo semestre 2025, nonostante un incremento più contenuto del numero di aste (+10,3%). E’ emerso dalla conferenza Il mercato dell’arte e dei beni da collezione organizzata a Roma da Deloitte Private Art&Finance (si veda qui il comunicato stampa).
Nel corso del semestre le tre major hanno rafforzato una strategia orientata alla valorizzazione di super-collezioni e capolavori, affiancata dal consolidamento del canale online per i segmenti di fascia inferiore. Tale approccio ha sostenuto la crescita del fatturato di tutte le principali case d’asta: Sotheby’s +73,1%, Christie’s +72,7% e Phillips +50,5%.
Ricordiamo che nel 2025 il fatturato delle tre grandi case d’asta internazionali era già aumentato del 14,8% a quota 14,2 miliardi di dollari (da 12,5 miliardi nel 2024), nonostante le dinamiche geopolitiche internazionali mettano in chiaroscuro le previsioni sul 2026 (si veda altro articolo di BeBeez).

Nel dettaglio, Sotheby’s per il terzo anno consecutivo nel 2025 avev registrato il maggior fatturato tra le grandi case d’asta globali, chiudendo l’anno con circa 7,1 miliardi di dollari di fatturato e segnando un incremento di circa il 18% rispetto ai circa 6 miliardi del 2024. Segue Christie’s che ha registrato un fatturato complessivo di 6,2 miliardi di dollari in crescita del 6% rispetto dai 5,7 miliardi del 2024. Infine Phillips ha totalizzato un fatturato di 927 milioni di dollari, in crescita del 10% rispetto ai circa 843 milioni generati dalle aste nel 2024. Il tutto con un’aggiudicazione media dei 5 top lot di 103,1 milioni di dollari.
Ora quest’ultimo livello è già stato battuto: l’aggiudicazione media dei top 5 lot dell’intero semestre ha superato i 105,2 milioni di dollari, con valori medi dei lotti delle aste live che, nelle vendite più prestigiose, oscillano tra 2,8 e 39,4 milioni di dollari.
“L’andamento positivo, che sembra confermare i segnali di ripresa del mercato secondario già emersi nella seconda parte del 2025, è riconducibile anche alla rinnovata fiducia che il mercato aveva trasmesso ai collezionisti, in particolare sul fronte dei venditori. I mesi di ottobre, novembre e dicembre sono infatti determinanti per la costruzione dei cataloghi delle vendite dei primi mesi dell’anno successivo e gli ottimi risultati registrati dalle single-owner collection nelle aste autunnali potrebbero aver favorito l’immissione sul mercato di opere di elevata qualità”, ha commentato Ernesto Lanzillo, Deloitte Private leader.

“Allo stesso tempo, è opportuno considerare che gli ottimi risultati registrati nel primo semestre 2026 si confrontano con un primo semestre 2025 caratterizzato da performance meno brillanti e da un andamento disomogeneo per le principali major internazionali”, ha aggiunto Pietro Ripa, Private Banker Fideuram.
“Anche nel primo semestre 2026 il mercato dei Passion Assets conferma il forte interesse dei collezionisti, soprattutto giovani e first-time buyer. Design (+44,3% rispetto al primo semestre 2025), beni antichi (+39,9%) e orologi e gioelli (+33,4%) guidano la crescita, ma si conferma forte anche l’interesse per lotti fuori dall’ordinario, come il Golden Ticket della fabbrica di Willy Wonka, venduto per oltre 200 mila dollari tra altri beni di una single-owner collection”, ha concluso Roberta Ghilardi, Deloitte Private Art&Finance senior manager.

Il segmento Fine Art rappresenta il 71,6% del fatturato complessivo del primo semestre 2026 (+85,3% rispetto al primo semestre 2025). Il volume d’affari generato dalla categoria nei primi sei mesi dell’anno corrisponde già al 76,2% del fatturato complessivo registrato del segmento Fine Art nell’intero 2025. Il segmento Post War rappresenta il 72,5% del fatturato dal segmento Fine Art (+79,3%), mentre il Pre War incide per il 22,8%, con un valore complessivo più che raddoppiato (+157,4%). Gli Old Masters generano il 4,7% del fatturato della categoria, in lieve crescita (+5,7%), pur registrando un tasso di invenduto del 26%.
L’orientamento della domanda verso opere di fascia alta, la solidità del segmento degli Old Masters e la crescita dei comparti dell’arte moderna e contemporanea confermano una tendenza del mercato a privilegiare, soprattutto nelle aste, capolavori e collezioni di elevata qualità. Parallelamente, la contrazione del segmento contemporaneo più giovane, pressoché assente tra le dieci principali aggiudicazioni del semestre, suggerisce un progressivo ridimensionamento della componente più speculativa del mercato

I Passion Assets, che comprendono tutte le categorie diverse dalla Fine Art, crescono complessivamente del 34,8%, raggiungendo 1,67 miliardi di dollari di aggiudicazioni. Le performance più positive riguardano antichità (+39,9% rispetto al primo semestre 2025), design (+44,3%) e orologi e gioielli (+33,4%), mentre fotografia (-9,5%) e vini (-13,1%) registrano un rallentamento, pur dopo un 2025 particolarmente favorevole. Per queste categorie, il canale online cresce del 93,6% rispetto al primo semestre dello scorso anno, trainato soprattutto dal design, mentre il fatturato delle aste live dedicate ai Passion Assets registra una flessione del 4,8%.
Questa dinamica evidenzia una progressiva specializzazione dei due canali: le aste live confermano il proprio ruolo privilegiato per capolavori e beni da collezione di maggiore prestigio, mentre l’online amplia la platea degli acquirenti nei segmenti di fascia media e medio-bassa.
New York mantiene la leadership del mercato con il 51,4% della quota globale e 3,49 miliardi di dollari di aggiudicazioni nel solo primo semestre 2026. Londra registra una crescita del 150,4%, raggiungendo 1,41 miliardi di dollari (20,8% del mercato globale), con incrementi diffusi nei principali segmenti. Negli Stati Uniti il mercato cresce del 71,3% rispetto al primo semestre 2025, raggiungendo quasi 3,5 miliardi di dollari. Cresce anche il mercato europeo, che raggiunge 635 milioni di dollari (9% del mercato globale), sostenuto dalle performance di Parigi (358 milioni, +54,7%), Ginevra (261 milioni, +19,8%) e Milano (15,8 milioni, +22,8%), trainata in particolare dai segmenti Post War e antichità. In Asia, Hong Kong consolida la propria leadership con 654 milioni di dollari (+30%), seguita da Riyadh (19,6 milioni) e Singapore (13,1 milioni, +35,9%).

La crescita del mercato nel primo semestre del 2026 è riconducibile soprattutto alla presenza di capolavori consolidati e collezioni di particolare prestigio. Sette delle prime dieci vendite del semestre hanno registrato tassi di invenduto compresi tra lo 0% e il 4%, evidenziando sia l’elevata capacità di selezione delle case d’asta sia una domanda particolarmente solida per opere di elevata qualità. In un contesto in cui i contenuti digitali sono sempre più facilmente replicabili, il valore continua a concentrarsi su beni unici e irriproducibili. A questo si affianca una rinnovata vivacità delle fasce intermedie del mercato, sostenuta da una nuova generazione di collezionisti con preferenze e modalità di acquisto differenti. Nel complesso, il primo semestre 2026 evidenzia un mercato globale dell’arte caratterizzato da una maggiore solidità strutturale e da una crescente capacità di assorbire le oscillazioni legate ai cicli economici e ai fattori geopolitici.















