IMA spa, il gruppo bolognese leader mondiale nelle macchine automatiche per l’industria farmaceutica, del largo consumo e dell’automazione, controllata al 50,02% da Alps Holding, la cassaforte presieduta dall’imprenditore bolognese Alberto Vacchi, a cui partecipa anche un club deal di clienti UHNWI di Unicredit, affiancata dalla merchant bank statunitense BDT & MSD Partners con il restante 49,8% (si veda altro articolo di BeBeez), ha siglato un accordo con il fondo di private equity austriaco Lichtenberg Capital, che acquisirà la partecipazione di maggioranza nella controllata ATOP spa, azienda toscana specializzata nelle linee automatizzate per la produzione di motori elettrici. IMA manterrà una quota di minoranza e continuerà ad affiancare la società come partner industriale. Il closing è previsto entro la fine di settembre, subordinatamente alle consuete autorizzazioni regolamentari (si veda qui il comunicato stampa).
L’operazione rappresenta un’uscita parziale per IMA da un investimento avviato nel 2017, quando IMA, allora ancora quotata a Piazza Affari, aveva acquisito il 21% di ATOP, affiancando il fondo Charme III che aveva comprato il 63% della società, mentre i soci fondatori (Luciano Santandrea, Fabrizio Cresti e Massimo Ponzio) avevano mantenuto il 16% (si veda altro articolo di BeBeez). Successivamente, nel 2019, Charme aveva venduto a IMA il suo 63%, con i fondatori di ATOP e il presidente Amedeo Felisa avevano riacquistato poi circa il 6% (si veda altro articolo di BeBeez). L’acquisizione era stata finanziata con un private placement obbligazionario da 50 milioni di euro, sottoscritto dal fondo di private debt di Amundi e con una linea di acquisition finance da 180 milioni organizzata da UniCredit insieme a Crédit Agricole (si veda altro articolo di BeBeez).
Gli advisor dell’operazione sono stati DC Advisory, advisor finanziario esclusivo di IMA, con Poggi & Associati quale consulente legale ed EY Parthenon per la vendor due diligence. Lichtenberg Capital è stata invece assistita da Mediobanca (team di Francoforte) in qualità di advisor finanziario e da Nunziante Magrone Studio Legale per gli aspetti legali.
Fondata nel 1993 e con sede a Barberino Val d’Elsa, ATOP è stata tra i pionieri nell’industrializzazione della tecnologia hairpin per i motori elettrici destinati alla trazione dei veicoli elettrici. Oggi impiega circa 135 dipendenti, serve i principali costruttori automobilistici e fornitori Tier 1 a livello mondiale e dispone di un portafoglio di oltre 680 brevetti concessi o in corso di concessione. Le sue tecnologie trovano applicazione anche nei motori industriali, negli elettrodomestici e negli elettroutensili.
La cessione arriva in una fase di rallentamento del mercato della mobilità elettrica. Come sottolineano le parti nel comunicato, dopo anni di forte espansione il comparto e-mobility ha risentito dell’incertezza macroeconomica e delle evoluzioni normative, che hanno spinto molti costruttori automobilistici e fornitori Tier 1 a rinviare gli investimenti. Tuttavia, iniziano a emergere i primi segnali di ripresa e proprio in vista di questo nuovo ciclo Lichtenberg Capital punta a sostenere la crescita di ATOP, facendo leva sia sull’innovazione tecnologica sia sull’espansione verso mercati finali adiacenti, oltre l’automotive.
Per IMA la cessione rientra in una più ampia strategia di rifocalizzazione sul business storico, in particolare sulle tecnologie per il settore farmaceutico. “La cessione della quota di controllo di ATOP si inserisce in un più ampio piano strategico volto a razionalizzare il portafoglio del gruppo e a rafforzarne il focus sul core business”, ha spiegato il presidente e amministratore delegato Alberto Vacchi.
Lo scorso febbraio il gruppo aveva annunciato l’acquisizione della maggioranza della irlandese ProSys Sampling Systems, specializzata in sistemi di campionamento e isolatori per il settore biofarmaceutico, rafforzando ulteriormente la divisione Life (si veda altro articolo di BeBeez). Nel 2024 aveva inoltre completato l’acquisizione delle divisioni Packaging Machinery e Packaging Materials di Sarong (si veda altro articolo di BeBeez). Nel 2024 IMA ha registrato 2,3 miliardi di euro di ricavi, 375,9 milioni di ebitda e una posizione finanziaria netta positiva di 39,1 milioni di euro.
In Italia Lichtenberg Capital aveva già in precedenza investito in un’altra piattaforma industriale, cioé Iacobucci HF Aerospace, il principale sviluppatore e fornitore di macchine per caffè espresso e bevande, compattatori di rifiuti, forni e altri inserti per cucine di bordo per l’aviazione commerciale, poi ceduto nel 2025 a Jamco Corporation, produttore leader di attrezzature per interni di cabine per l’industria dell’aviazione commerciale e portfolio company di Bain Capital (si veda altro articolo di BeBeez). La strategia della società di investimento austriaca consiste infatti nell’affiancare imprese con solide basi industriali che attraversano momenti di cambiamento, come successioni imprenditoriali, carve-out, ristrutturazioni o riposizionamenti strategici.

IMA, BDT & MSD Partners BDT & MSD Partners,
ATOP e Lichtenberg Capital
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