Tre immagini di Alberto Mazzucato, ingegnere e insegnante torinese, appassionato di musica, di sociologia e di mille altre cose; da sempre curioso di tutto ciò che incontra sul suo cammino e con una quasi innata passione per la macchina fotografica e per la fotografia stessa.
Proponiamo tre scatti per parlare di Non luoghi, riprendendo i Non Lieux di Marc Augé, l’antropologo che inventando una parola ha saputo descrivere gli spazi senza identità della contemporaneità che si contrappongono a quelli antropici, fatti di relazioni e di storicità.

I non luoghi sono le stazioni, le sale d’attesa, i centri commerciali, luoghi dove la gente non si incontra, ma sta, passa, transita, compra.
I non luoghi sono contenitori di movimenti, di passaggi, di persone che attraversano spazi senza mai incontrarsi, monadi a sé stanti senza possibilità di comunione e condivisione.
Le immagini della serie Non luoghi sono state proposte al pubblico, a cavallo tra i mesi di febbraio e marzo del corrente anno, in una mostra collettiva a Torino presso Piazza dell’Arte riscontrando l’apprezzamento dei visitatori e di molti appassionati collezionisti.
Gli scatti di Mazzucato sembrano essere istantanee veloci pronte a rubare i volti anonimi dei consumatori e dei passeggeri. Nelle immagini di questo lavori di ricerca ed in quelle qui proposte ci possiamo riconoscere, come persone alienate inserite in un mondo dove l’obiettivo è quello della fretta, dell’accorciare i tempi e le distanze, del correre, spesso senza ragione, del consumo compulsivo.
Carrelli della spesa decontestualizzati in un tripudio di ripetitività urbana, quasi un’ossessione, una stazione metropolitana che nella sua fluidità risucchia veloce i passeggeri, per restitituirli altrove, uìin un altro non luogo, un’ombra di cui non comprendi se si avvicina o si allontana, ma di cui percepisci il fluido ed etereo transitare.
Ecco i non luoghi di Alberto Mazzucato che, restituendoci immagini di perdita d’identità, scuotono le coscienze e muovono al pensiero.
Alberto Mazzucato, classe 1965, fotografa con curiosità e passione dall’età di 12 anni.
Nel corso del tempo ha sviluppato una particolare attenzione per le immagini non convenzionali con l’obbiettivo di incuriosire l’osservatore, proponendo la realtà da punti di vista diversi, spesso non convenzionali, certamente profondamente personali, per offrire all’osservatore interpretazioni diverse, frutto della fantasia di quest’ultimo.
Le opere proposte da Mazzucato, frutto di un’attenta analisi critica e di una meticolosa scelta dei suoi scatti, sono sempre esteticamente apprezzabili e punto di partenza per riflessioni interiori.
(In collaborazione con Paolo Bongianino)















