
Jannis Kounellis è di scena alla Galleria Il Ponte di Firenze, una mostra a cura del gallerista Andrea Alibrandi, esclusivamente on line fino al 30 dicembre, in concomitanza con la mostra in corso allestita di Lorenzo Bonechi, della quale abbiamo parlato recentemente, Delle opere radicali, dipinti e carte 1982 – 1994.
La Galleria presenta un altro Virtual Show con una personale dedicata ai lavori degli anni Duemila di Jannis Kounellis. Jannis Kounellis. Cinque opere contempla quattro carte di medie dimensioni, soprattutto pastelli ad olio, realizzate tra il 2008 e il 2010, e un dipinto di grandi dimensioni in acrilico su tela e acciaio del 2014, tutte opere senza titolo, come nelle abitudini dell’artista.
Com’è nata la scelta di questo artista?
“In realtà era una mostra che avevamo già pronta e che era stata rimandata. Kounellis è uno degli artisti storici della galleria che abbiamo più volte presentato anche alle fiere talora con delle personali e in questo momento è importante che le esposizioni raccontino

anche lo spazio artistico e l’attività de Il Ponte”.
Un autore che si conosce soprattutto per le opere installative presentato con opere pittoriche. E’ una scelta legata alla dimensione della virtualità?
“In realtà la Galleria intende recuperare l’essenza più intima dell’artista che si riteneva essenzialmente un pittore e rispondeva così a chi lo definiva scultore”.
Il critico Bruno Corà a questo proposito ha scritto che “…. il disegno nell’opera di un artista considerato come uno scultore ha un certo collegamento con le sue forme scultoree a causa di un particolare, e più profondo, impegno per l’immagine pittorica da parte di quell’artista, che, in questo caso, mostra un approccio insolito: fare un quadro uscendo dal quadro e formando l’immagine nello spazio, senza perciò rinunciare alla plasticità viva…”.


Come funziona una mostra senza pubblico?
“Virtual Show è una nuova modalità per proporre in questo periodo, l’attività della galleria concependo lo spazio come la riproduzione fedele di una delle stanze della galleria in cui vengono presentate mostre personali attraverso un selezionato numero di opere. E’ un modo per restare in contatto con il pubblico che sta funzionando anche in termini commerciali e che potrebbe rimanere un binario sul quale lavorare, soprattutto con i clienti o i potenziali clienti lontani, accanto alla riapertura, che speriamo quanto prima, dello spazio al pubblico.”
——————————————
Jannis Kounellis nasce al Pireo nel 1936 e muore a Roma nel 2017. Associato all’Arte Povera fino dagli anni Sessanta, investiga l’alienazione della la società contemporanea, giustapponendo i materiali della civiltà urbana e industriale di massa con i simboli e i valori del mondo preindustriale. Incorporando umili materiali non artistici come cotone, lana, carbone, sacchi di grano, bottiglie di vetro, ganci per carne, fuoco, fuliggine, fumo, giroletti, porte, scaffali, e vestiti, l’opera di Kounellis risulta un insieme melodrammatico di installazione, ambiente, performance, e spettacolo teatrale.
a cura di Ilaria Guidantoni















