
Al Teatro Nazionale a Milano con la Compagnia I Saltafoss torna in scena Happy Days il Musical, tre giorni fino al 7 maggio; già in programma la replica per il 3, 4 e 5 maggio 2024, una tappa importante per la compagnia che festeggia i vent’anni di successi. Happy Days il Musical, che ha conquistato il pubblico nelle passate stagioni, sta già registrando un record di vendite, con libretto di Garry Marshall, liriche e musiche di Paul Williams, è ispirato all’omonima e famosa serie TV, della Paramount Pictures, andata in onda negli Stati Uniti dal 15 gennaio 1974 al 24 settembre 1984 sul network TV ABC. Lo spettacolo con la regia di Adriano Tallarini, la direzione musicale di Davide Tagliento e le coreografie di Martina Massa, Sofia Massa è ispirato alla serie, creata da Garry Marshall – autore di molti show televisivi e creatore di serie tv di successo, tra cui Mork & Mindy e regista di Pretty Woman – e racconta la vita di una tipica famiglia americana della provincia, i Cunningham, nella cittadina di provincia di Milwaukee, tra gli Anni ’50 e ’60 del

Novecento. Una gioventù sana e spensierata, ben diversa da quella Gioventù bruciata degli Anni ’50 interpretata da James Dean. In Italia il primo episodio venne trasmesso l’8 dicembre 1977 e ha rappresentato per molti di noi uno sguardo su un’America ingenua, perbenista e tenera; mentre il musical debuttò nel 2007 al Falcon Theatre a Burbank, California, prodotto e diretto dallo stesso Marshall e ne fu realizzata una versione italiana nel 2011. Con un cast composto da ben trenta artisti tra attori, cantanti e ballerini, la Compagnia i Saltafoss porta in scena due ore di grande intrattenimento sulle trascinanti note del rock and roll Anni ’50, con un allestimento che fa rivivere sul palco le atmosfere e le sonorità di quell’epoca, ritornate prepotentemente di moda in questo ultimo periodo. Le canzoni sono tutte in italiano per la traduzione Michele Renzullo e le liriche di Franco Travaglio – tra cui l’indimenticabile sigla Happy Days – eseguite rigorosamente dal vivo nella tipica polifonia di quel periodo. Un modo per rendere facile l’approccio anche se non ci risparmia qualche

ingenuità e forse alcuni momenti un po’ gridati.

Belle le voci femminili soprattutto della signora Cunningham, ‘Sottiletta’ e Pinky e calato perfettamente nella parte Arthur Fonzarelli, il mitico Fonzie, che ha studiato a lungo la gestualità del personaggio. Sullo sfondo del drive-in Arnold’s si ritrovano le spensierate vicende dei celebri personaggi televisivi: Fonzie, con il suo giubbotto in pelle, duro dal cuore d’oro dal fascino irresistibile e vera star dello show appunto, che non risce a dire ‘ho sbagliato’, destinato anch’egli ad innamorarsi e perdersi nell’avventura della vita, dopo aver predicato, di viverla intensamente, amare molto e non prestare mai il pettine a nessuno; Howard Cunningham, il capofamiglia; sua moglie Marion, casalinga perfetta, che lascia appena trapelare qualche insoddisfazione, come la Nora di Casa di bambola, in versione edulcorata; i figli Richie, bravo ragazzo con il sogno del giornalista che chiama la sua macchina da scrivere, ‘Jack’, in omaggio a Jack Kerouac e la sorella Joanie, detta “sottiletta”; infine il gruppo di amici Ralph, Potsie, Chachi, Alfred, Pinky, e Loribeth, che vuole fidanzarsi ufficialmente con Richie. Un amarcord generazionale e anche stagionale, di quella stagione della vita, che sogna la libertà e la trasgressione: la festa con la quale si conclude il Musical parla appunto di giorni felici, quelli del liceo, con un po’ di malinconia perché forse sarà l’ultima volta che si troveranno tutti insieme. I ragazzi sono pronti per diventare adulti e prendere la propria strada. La storia resta un inno alla famiglia e all’amore, alle buone cose che si contestano ma in fondo ognuno di noi sogna.
a cura di Ilaria Guidantoni















