I fondi di venture capital italiani hanno raccolto 2,372 miliardi di euro dal 2013 a oggi. Di questi ne hanno già investiti 1,2 miliardi mentre altri 1,172 miliardi sono ancora disponibili per investimenti (dry powder) sia nelle aziende già in portafoglio sia in nuove società. Lo ha calcolato Italian Tech Alliance, l’associazione italiana del venture capital, degli investitori in innovazione e delle startup e pmi innovative (si vedano qui il comunicato stampa e qui le slide di presentazione). Il calcolo è al netto dell’ammontare a disposizione di CDP Venture Capital sgr per investimenti diretti, per dare un’idea del potenziale del solo mercato totalmente privato.
A proposito del contributo degli investitori istituzionali, le casse di previdenza professionali, con 164,1 milioni pesano per il 6,9%, con un investimento medio di 10.9 milioni in 15 fondi; le fondazioni bancarie hanno contribuito con 155 milioni mentre i sistemi contrattualistici complementari (Fondi Pensione Negoziali, Fondi Pensione Preesistenti, Casse e Fondi di assistenza sanitaria integrativa) presenti in cinque fondi, hanno erogato 23 milioni, con una percentuale sul totale raccolto appena dell’1% e un investimento medio 4.6 milioni. 11,6 milioni sono invece quelli riconducibili a fondi pensione aperti (FPA), piani individuali pensionistici (PIP) e compagnie assicurative, corrispondenti allo 0,5% della raccolta, con un investimento medio di 1,7 milioni e la presenza in soli sette fondi.
A corporate (244,6 milioni) e banche (227,3 milioni) è invece riconducibile il 19,9% della raccolta, con le prime che totalizzano il 10,3% delle masse raccolte dai venture capital, con una presenza in 20 fondi e un investimento medio di 12,2 milioni, mentre le banche rappresentano il 9,6%, sono presenti in 25 fondi e investono in media 9,1 milioni. In controtendenza il dato relativo agli investitori privati, che complessivamente pesano per il 15,7%, risultando fra le categorie maggiormente presenti fra quelle prese in esame, pur a fronte di una minore disponibilità di risorse. Nel dettaglio, i family office e altre tipologie di investitori privati hanno sottoscritto fondi per 296,7 milioni (pari al 12,5% del totale investito, con la presenza in trenta fondi e un investimento medio 9.9 milioni) e le SGR 67,3 milioni, corrispondente al 2,8% del totale investito, per un investimento medio di 2,2 milioni e anch’esse presenti in trenta fondi.
Il 49,9% della raccolta dei VC italiani è infine riconducibile a investitori sovrani, con CDP Venture Capital sgr (o storicamente Fondo Italiano d’Investimento) e Fondi regionali che contribuiscono per un totale di 693,9 milioni, pari al 29,3% del totale raccolto, per un taglio medio d’investimento di 26,7 milioni nei 26 fondi in cui sono presenti. A questi si aggiungono i 488,5 milioni dell’European Investment Fund (EIF), che pesano per il 20,6% sulla raccolta complessiva, con una presenza in 15 fondi e investimenti medi di 32,6 milioni.
Ricordiamo che l’entità degli investimenti condotti dai fondi di venture capital e l’entità della loro dry powder non esaurisce comunque le potenzialità dell’intero mercato del venture capital, che negli ultimi anni sta attraendo sempre più l’interesse anche di soggetti che non sono investitori istituzionali, bensì soggetti industriali, banche, business angel e altri investitori privati. Non a caso BeBeez ha mappato un totale di circa 2,57 miliardi di euro raccolti nel 2022 spalmati su 339 round (si veda qui il Report Venture Capital 2022 di BeBeez, disponibile per gli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data), contro i 2,9 miliardi, spalmati su 535 round nel 2021 (si veda qui il Report Venture Capital 2021 di BeBeez). Quindi, sebbene k’anno che si è appena concluso abbia registrato una frenata nella raccolta di venture capital, stiamo comunque parlando di numeri ben più alti di quelli rappresentati dalla sola raccolta e investimento da parte dei soli fondi. Quanto ai primi 4 mesi del 2023, soltanto grazie al round da 40 milioni di euro raccolto a fine aprile da Energy Dome (si veda altro articolo di BeBeez), le statistiche degli investimenti di venture capital del primo quadrimestre dell’anno sono salite a quota 245 milioni di euro (si veda qui il Report di BeBeez 4 mesi di Venture Capital 2023, disponibile agli abbonati a BeBeez News Premium e BeBeez Private Data, pubblicato il giorno prima dell’annuncio di Energy Dome, che mappava round per 205 milioni).
In ogni caso, anche se si considerano tutti i soggetti coinvolti nell’attività di venture capital, si tratta però ancora di cifre sempre troppo piccole. In questo senso, sottolinea Italian Tech Alliance nella sua nota, per recuperare il divario esistente con altri Paesi europei è necessario un maggiore coinvolgimento di alcuni soggetti, come gli investitori istituzionali e le grandi corporate, che a oggi contribuiscono rispettivamente solo per il 14,9% e il 19,9% della raccolta dei fondi, contribuendo in maniera considerevolmente inferiore rispetto a quanto avviene altrove.
“A oggi le sgr italiane dedicate al venture capital, hanno a disposizione oltre un miliardo di euro da investire nelle società in portafoglio e in nuove startup, pari a circa il 50% di quanto raccolto complessivamente nel decennio 2013-2023. Questo è stato possibile anche grazie alla attività di CDP Venture Capital per la creazione di nuove sgr o nuovi fondi da sgr esistenti, grazie all’imponente massa di capitali messe a disposizione”, ha spiegato Giuseppe Donvito, presidente di Italian Tech Alliance, che però ha sottolineato che “l’European Investment Fund ha effettuato ancora pochi investimenti in fondi di venture capital italiani, essendo presente solamente nel 58% dei fondi partecipati anche da CDP Venture Capital sgr. Inoltre, gli investimenti di corporate e banche nei fondi sono ancora decisamente inferiori rispetto a quanto si verifica in altri Paesi europei come Francia, Spagna e Germania. A questo bisogna aggiungere che gli investitori istituzionali (come ad esempio casse di previdenza, fondi pensione, fondazioni bancarie e assicurazioni) sono la categoria meno presente tra quelle considerate, con un totale impegnato molto inferiore rispetto alla loro potenziale capacità di investimento, mentre all’estero questi soggetti sono ampiamente presenti nei fondi di venture”. E ha concluso Donvito: “Tenendo in considerazione la minore disponibilità di risorse, gli investitori privati risultano quelli che in percentuale hanno investito in maniera maggiore rispetto alle altre categorie analizzate. In questo contesto, un elemento positivo è il crescente interesse di operatori stranieri a investire in Italia”.
Francesco Cerruti, direttore generale di Italian Tech Alliance, ha aggiunto: “Dal report emerge chiaramente l’importante ruolo di CDP Venture Capital nello sviluppo del venture capital in Italia. Nel primo triennio di attività, che scade proprio in questi mesi, CDP Venture ha finanziato la maggior parte dei fondi attivi nel Paese, e ha l’obiettivo di investire nei prossimi anni più di 5 miliardi nel comparto fra investimenti diretti e indiretti. Proprio per questo motivo è essenziale che il Governo decida in tempi ragionevoli quale sia la direzione che il veicolo debba prendere nei prossimi anni, tenendo in conto la necessità di non rallentarne l’operatività in questa fase cruciale per lo sviluppo del venture in Italia”.
Non a caso BeBeez, in occasione dei BeBeez Award consegnati nel corso dell’evento organizzato per i suoi 10 anni, ha assegnato a CDP Venture Capital sgr il premio speciale volano venture capital (si vedano qui tutti i video).













