Carraro Finance sa, controllata del gruppo Carraro, il costruttore italiano di sistemi di trasmissione per trattori e veicoli da cantiere, delistato nel 2021 da Piazza Affari a seguito di un’opa promossa dalle famiglie Carraro e Arduini (si veda altro articolo di BeBeez), ha collocato con successo un bond senior unsecured per 120 milioni di euro a scadenza giugno 2028 e cedola 7,75% (si vedano qui il comunicato stampa, qui il Prospetto e qui la nota di sintesi), la cui emissione era stata deliberata lunedì 16 ottobre (si veda qui il comunicato stampa).
Nell’ambito dell’offerta, avvenuta esclusivamente sul MOT di Borsa Italiana, Equita sim ha agito in qualità di placement agent e operatore incaricato di esporre le proposte di vendita delle obbligazioni sul MOT.
Ricordiamo che lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina aveva spinto Carraro Finance nel febbraio 20022 a cancellare il previsto collocamento del bond annunciato poche settimane prima (si veda altro articolo di BeBeez). Nel dettaglio, il gruppo aveva ha annunciato a fine gennaio 2022 l’intenzione di emettere un bond per un ammontare complessivo compreso tra i 100 e i 120 milioni di euro a scadenza tra i 5 e i 6 anni e con cedola fissa non inferiore al 2,75%. Il bond era stato poi prezzato alla pari per 120 milioni di euro con una cedola del 3,75% (si veda qui il comunicato stampa di allora). Carraro Finance sa è la società lussemburghese interamente controllata da Carraro International SE, che a sua volta fa capo al gruppo Carraro spa e alla quale nel febbraio 2021 Carraro International sa, aveva conferito il ramo d’azienda relativo alle funzioni finanza e tesoreria, comprensivo dei due bond in circolazione in quel momento e cioé il bond da 180 milioni di euro con cedola 3,5% a scadenza 31 gennaio 2025 emesso nel 2018 e il bond da 150 milioni di euro con cedola 3,75% e scadenza 25 settembre 2026 emesso nel 2020, entrambi garantiti da Carraro spa e quotati al MOT di Borsa Italiana (si veda qui il comunicato stampa di allora) e alla Borsa del Lussemburgo.
La nuova offerta si è chiusa anticipatamente durante la mattinata del primo giorno, il 25 ottobre, nel corso della quale è stato raggiunto il valore massimo previsto , con sei giorni di anticipo rispetto al termine massimo che era stato stabilito nel 31 ottobre 2023. “Ancora una volta, l’offerta delle nostre obbligazioni si è chiusa in anticipo. Ciò testimonia la fiducia e l’attenzione da parte degli investitori nei nostri confronti e la solidità e l’attrattività dei nostri progetti di crescita”, ha dichiarato Enrico Carraro, presidente del gruppo.
Come già era stato previsto nel 2022, i proventi derivanti dall’emissione del nuovo bond, che sarà quotato sia al MOT sia alla Borsa del Lussemburgo, saranno utilizzati prevalentemente per rifinanziare parte del debito finanziario esistente e in particolare il rimborso anticipato per intero del bond da 180 milioni, utilizzando anche le disponibilità di cassa.
Per il bond è prevista la possibilità di rimborso anticipato in determinate circostanze, tra le quali la possibilità di rimborso anticipato volontario decorsi i primi 18 mesi (ossia a partire dal 6 maggio 2025) a un prezzo del 103% del valore nominale, al 101.5% a partire dal 6 maggio 2026 e alla pari dal 6 maggio 2027. C’è poi l’obbligo di rimborso anticipato al verificarsi di un evento di cambio di controllo.
Le obbligazioni prevedono un covenant di tipo incurrence, legato al livello di indebitamento e il mancato rispetto comporterà restrizioni all’indebitamento ed eventi di default in linea con la prassi di mercato. Inoltre, i titoli prevedono taluni limiti alla distribuzione di dividendi legati ancora al livello di indebitamento.
Come si legge nel Prospetto del bond e nella nota sui risultati semestrali 2023, il gruppo ha chiuso il primo semestre 2023 con ricavi consolidati per 495 milioni (+15,1% dal primo semestre 2022), un ebitda rettificato di 40,2 milioni (+54,1%) e un debito finanziario netto di 226,7 milioni, dopo aver chiuso il 2022 con ricavi consolidati per 762,1 milioni, un ebitda rettificato di 59,1 milioni e un debito finanziario netto di 207,9 milioni. il tutto anche se nel primo semestre 2023 si è verificata un’ulteriore accelerazione negli investimenti del gruppo con lo scopo principale di supportare l’aumento della capacità produttiva e tecnologica necessaria a sostenere gli obiettivi di portafoglio: gli investimenti al 30 giugno 2023 ammontano infatti a 21,5 milioni dai 18,4 milioni dello stesso periodo 2022.
Enrico Carraro, presidente del gruppo, ha commentato: “Si confermano nel primo semestre le previsioni di crescita anticipate a inizio anno, sia in termini di fatturato sia in termini di redditività. Pur in un contesto macro-economico che vede alcune aree del mondo, tra cui l’Italia, vivere una contingente fase di instabilità, i nostri mercati di riferimento sono solidi e la visibilità portafoglio ordini per la seconda parte dell’anno lascia prevedere il proseguimento del trend di crescita odierno”. E ha aggiunto: “L’aggiornamento del nostro Piano Industriale, che già nel 2025 proietta il gruppo vicino alla soglia del miliardo di euro di fatturato, ci porterà ad allargare le nostre competenze con lo sviluppo di prodotti tecnologicamente sempre più evoluti. Fondamentale rimarrà il forte impulso agli investimenti industriali che sono già in atto e continueranno a sostenere la crescita attesa supportati da un’adeguata generazione di cassa”.















