
Al via martedì prossimo 1° ottobre al Centro Internazionale di Brera a Milano la mostra Natura Est/Fibonacci tour per la pace di Giorgio Piccaia. La mostra, di cui BeBeez è media partner, è a cura di Massimo Borgato (si veda altro articolo di BeBeez).
Piccaia è l’artista studioso di Leonardo Pisano, matematico pisano detto il Fibonacci, noto per aver inventato l’omonima successione di numeri interi in cui ciascun numero è la somma dei due precedenti, eccetto i primi due che sono 0 e 1 . E proprio la figura e la sequenza di Fibonacci sono diventati elemento distintivo dello stile di Piccaia.
“Nelle mie opere utilizzo i numeri indiani della Sequenza di Fibonacci come segni grafici. È una mia via iniziatica per raggiungere armonia e pace con la Natura. Li scrivo, li dipingo sovrapposti e in linea fino a trovare il giusto equilibrio tra me e la mia creazione. È un andare oltre alla mia fisicità, spiega Piccaia, che interverrà alla mostra per un incontro con il pubblico il prossimo 10 ottobre alle ore 18, insieme al critico d’arte Marco Eugenio di Giandomenico.
Secondo Piccaia, c’è nella natura un linguaggio segreto, un codice “matemagico” che rende proporzioni e simmetrie armoniche e perfette, i petali di un fiore, il guscio perfettamente spiralico di un mollusco, la disposizione frattale delle infiorescenze di un vegetale. E c’è nell’uomo quel desiderio siderale di raggiungere quella stessa perfezione, l’aspirazione a raccogliere l’infinito gioco delle parti in un codice scritto, perpetuo, un rassicurante tornare a casa per poter poi ripartire lontano…

L’indagine artistica di Giorgio Piccaia va in questa direzione, parte dalla natura e si estende alla ricerca del Divino attraverso quel numero che la natura rappresenta, come una strada iniziatica per la Conoscenza, che passa dalla geometria sacra insita in tutte le manifestazioni, dalla più grande alla più piccola, del mondo fenomenico.
“Natura Est”, sceglie di titolare questa mostra l’artista, nel duplice significato dell’essenza e dell’esistenza hic et nunc e del punto cardinale, un Est, un Oriente dal quale tutto ha inizio e tutto ha fine nell’Uno che racchiude il molteplice.
I numeri della sequenza di Fibonacci, riscoperta da Piccaia grazie al consiglio di un monaco del monastero di Santa Caterina del Sinai, sono lo strumento principe per ricercare e meditare su quell’Uno che garantisce l’equilibrio dell’Universo, in un perpetuo movimento attraverso la ripetizione costante della serie indefinita e continua che diventa una sorta di mantra utile all’artista per trovare e raggiungere il proprio ritmo interiore, il respiro di Dio che è in noi, il percorso dell’anima dal finito al non finito, dal quotidiano all’assoluto.

E la natura, nella sua semplicità complessa, ci indica la via, una via che passa, per l’appunto dalla matematica e dalla geometria sacra, il tutto condensato nella magia di un numero, che è segno e armonica perfezione. La serie di Fibonacci infatti tende a riprodurre, nello stupore di chi lo scopre, il numero cosiddetto di Fidia, numero della sezione aurea di greca memoria.
Piccaia riporta le sequenze con monastico rigore in una serialità mai fine a se stessa ma al servizio della conoscenza, in cui il segno prescelto è simbolo e logos, unisce e definisce.
I numeri, sovrapposti in suggestivi giochi di colori e in leggiadre disposizioni spaziali ora eseguite come i petali del dolce fiore Myosotis ( sempre in numero di 5, numero della sequenza) ora come condensazioni di energia quasi ctonia, come nel Trittico delle Terre qui presentato per la prima volta, sono concentrazioni di pensiero e azione, forza primigenia che sancisce ad ogni occasione un nuovo inizio.
Ogni sequenza è sempre uguale a se stessa, e il gesto sulla tela o sulla carta può sembrare ripetitivo, ma solo in apparenza: si parte sempre dall’uno, dalla radice -sacra- della vita e del modello, e da qui l’artista crea un suo ritmo, entrando in uno stato meditativo di cui ignora la destinazione finale e che ogni volta porta ad un qualcosa di diverso, qualcosa che non ci si aspetta, che si esplica pienamente ora nella gestualità, ora nel colore, ora nel supporto.
Poliedrica infatti è la creazione di Piccaia, un libero sperimentatore oltre che un libero pensatore, per cui le tecniche sono solo uno dei mezzi per raggiungere quella conoscenza di sé, quell’equilibrio nell’Uno.
Tele che l’artista si costruisce in toto, come un pictor rinascimentale, carte pregiate, papiri egiziani, ma anche supporti industriali come acetati e plexiglas, non esiste limite sul quale dipingere il numero quale criterio ordinatore dell’universo ed esercitare il pensiero di una ricerca artistica tanto veloce e a volte estemporanea nell’esecuzione , quanto meditata e prolungata nella sua fase di preparazione, che racchiude la sapienza e il bagaglio interiore di una vita intensa e ricca di esperienze, dal teatro all’architettura, dalla spiritualità indiana alla teosofia.
Una vita d’artista integrale, in cui la ricerca di sé, anche nell’esercizio del necessario dubbio esistenziale, appare semplice, ma è nella semplicità la forma della vera grandezza, diceva De Sanctis, e all’artista spetta il compito di sollevare il velo di Iside e renderla manifesta
a cura di Pamela Stroppa
Natura Est/Fibonacci tour per la Pace
Centro Internazionale Brera
Via Marco Formentini 10- Milano
Da lunedì a venerdì 16.00-20.00. Sabato 10.00-13.00/16.00-20.00
Organizzazione: Deart / NF3 Studio srl
Massimo Borgato e Matteo Paravicini
Curatore organizzativo: Giovanna Repossi
Testi critici di: Pamela Stroppa e Chiara Zocchi
PR e ufficio stampa: Melania Rocca – roccamelania@gmail.com
Assicurazione: BIG Broker Insurance Group / CiaccioArte
Supporto: FC StudioLegaleTributario
Info: +39 335 7407665














