
Nell’ambito della manifestazione Monza Photo Fest 2024, in corso fino al prossimo 11 novembre, il 3 ottobre si è aperta la mostra personale di Heinz Schattner dal titolo La liberazione dell’utopia, aperta fino al 3 novembre presso i Musei Civici di Monza.
È difficile definire la creatività, ma basta pochissimo per riconoscerla. Succede con le fotografie di Heinz Schattner: ti aspetti un ritratto e lui lo rende unico con interventi di solarizzazione, osservi uno still life di scarpe femminili e scopri che le ha riempite di lucenti sardine, vedi una modella a bocca aperta ma che dire se ne fa uscire un’onda d’acqua in cui nuotano delle rane?
Apprezzato da anni a livello internazionale, il fotografo ha elaborato un personalissimo stile che risponde alle esigenze della fotografia su commissione come alle suggestioni di quella di ricerca. Emergono così visioni oniriche e atmosfere dichiaratamente surreali che trasformano le sue fotografie in occasioni spiazzanti di fronte alle quali ogni osservatore si sente piacevolmente disorientato.
I bravi fotografi sono tanti, pochi quelli che riescono a essere anche originali: questi ultimi hanno imparato o hanno il talento naturale di saper percorrere strade alternative e nuove, quelle dove altri non hanno avuto il coraggio di avventurarsi, gli stessi che sanno mettere insieme piccole porzioni di vita, che sembrano incompatibili tra loro ma che, con le corrette connessioni, offrono una prospettiva nuova e coerente.

Schattner apre alla libertà creativa assoluta sdoganando l’utopia che anima il soggetto di vite inaspettate e nuove, trasformandolo in uno spettacolo teatrale arrivando a proporre immagini surreali senza ripetersi; ogni immagine beneficia di una sua intuizione che la rende unica e colpisce lo spettatore. L’autore, nel realizzare le sue opere, appare pregustare la sorpresa e lo stupore di coloro che si troveranno a fronteggiare il risultato della sua magistrale costruzione e realizzazione.
Heinz Schattner può essere compreso se ciascuno fa proprio il suo piacere per il surrealismo con il quale si confronta anche quando lavora su commissione per il settore della moda dove è riconosciuto come fotografo affermato. Sua l’idea di coprire i volti dei modelli con maschere tribali o abbinare protezioni per motocross a modelle elegantemente abbigliate o, in uno slancio ironico ritrarre, come nel seicento, quando era in uso la gorgiera, sostituendola con un collare ortopedico.
Per informazioni
Orari: mercoledì 10-13/15-18; giovedì 15-18; venerdì, sabato, domenica 10-13/15-18
Info: Diorama Progetti fotografici, info@dioramaprojects.it
a cura di Paolo Bongianino














