
Succede a Milano, a Foodspot, uno spazio culturale dove la cucina è al centro di eventi ispirati all’arte del cibo. Questa volta è all’insegna delle alghe e delle potenzialità di una risorsa straordinaria ancora inesplorata come racconta il francese Vincent Doumeizel in La rivoluzione delle alghe, saggio pubblicato in Italia da Aboca. Alle pareti di questo spazio suggestivo il video e le opere fotografiche dell’artista bretone Nicolas Floc’h, nato a Rennes nel 1970, che vive e lavora a Parigi quando non è in immersione per raccontare il paesaggio sottomarino, il cui lavoro è a metà strada tra l’arte e le scienze. Curatore dell’iniziativa Claudio Composti, gallerista fondatore di MC2 Gallery, regista di una serata a tema alghe appunto. La cena è stata realizzata dallo chef resident Tommaso Fara e dalla chef coreana ospite dell’occasione Ho Jin Yung che hanno messo a punto una serie di preparazioni frutto di contaminazioni tra oriente e occidente, arricchite dai salumi di mare di Offishina, azienda di Matino in province di Lecce, che ha presentato nel solco della tradizione degli antichi Romani rivisitata il Garum dei Romano, dal nome di famiglia dei tre fratelli, Danilo, Pamela e Valerio. L’azienda realizza prodotti a marchio registrato con pesci fermentati, stagionati e insaccati, e condimenti per il recupero di parti meno nobili del pescato. Sponsor per il vino l’azienda siciliana Cusumano, molto presente nel settore culturale, per la filosofia di produzione che valorizza unicamente le uve provenienti dai propri vigneti e racconta attraverso i vini la tradizione della Sicilia; a cominciare dalla Tenuta Ficuzza che si trova nella riserva integrata dove sorge l’omonima reggia borbonica, la prima tenuta del nuovo corso aziendale. Da qui è iniziato tutto, all’interno del bosco di Ficuzza, a Piana degli Albanesi, su colline che superano i 700 metri sul livello del mare, che si ritrova nel bicchiere dove la sapidità è apprezzabile e ha dialogato con le alghe nel piatto e alle pareti. La cantina, il fulcro dell’attività, è un baglio dell’Ottocento sorto sulle fondazioni di un sito millenario di probabile origine araba, con la sua classica corte interna, dove sorge la Torre San Carlo, una torre di difesa e avvistamento che dà il nome alla contrada.

L’artista Floc’h, cha ha partecipato all’Expo al MAAT di Lisbona nel 2023 e ai Rencontres de Photographie di Arles, ci ha portati in un’immersione virtuale nel paesaggio sottomarino, tra le alghe della Bretagne e là dove c’è solo il colore e non più la materia, immagini che ha restituito con un intervento minimo se non per calibrare il colore e per regolare i contrasti delle foto in bianco e nero. Quello che lo ha affascinato e su cui lavora da 15 anni, dando vita a due serie, Le début de la mer, L’inizio del mare e La couleur de l’eau, Il colore dell’acqua, è la constatazione che si conosce molto poco dei paesaggi sottomarini e oceanici dei quali si mostra ben poca cosa e spesso con immagini stereotipate: l’uomo o gli animali. In particolare, il progetto Initium Maris si presenta come una spedizione artistica al largo della Bretagne da Saint-Malo a Saint-Nazaire. Questo progetto si avvale di un protocollo definito da un consorzio scientifico: l’artista ha documentato il suo viaggio per rappresentare le trasformazioni dei paesaggi sotto marini in connessione con le attività umane che vi si svolgono.

Per l’artista infatti la nozione di paesaggio è fluida e in continua trasformazione. Il suo lavoro non vuol essere puramente descrittivo e il “bello” convenzionalmente inteso è una sorta di “effetto collaterale”. Floc’h non si avvicina al mare con la neutralità dello sguardo di un ricercatore ma dell’artista che dispiega un’estetica fantasmagorica e onirica dando vita all’immaginario dello spettatore.
“Quello che mi interessa”, ci ha raccontato, “è soprattutto la vision dell’acqua a perdita d’occhio e mostrare una parte essenziale del pianeta che occupa il 70% della superficie terrestre e che essenziale per la nostra vita”. Tra l’altro in termini di massa d’acqua gli oceani rappresentano il 97% dell’acqua complessiva presente sulla terra. C’è inoltre un tema di conoscenza poco praticata come la ricchezza delle informazioni che il colore dell’acqua può restituirci e l’arte è un mezzo efficace e immediato che può attrarre le persone e incuriosirle, proprio come il cibo, più naturalmente di un discorso scientifico.
a cura di Mila Fiorentini















