Per i titoli del private capital selezionati da BeBeez su eToro e riportati nella pagina Trading Floor, le prime settimane del 2025 sono state un vero ottovolante, con una prima settimana molto positiva (s veda altro articolo di BeBeez), la seconda di segno diametralmente opposto (si veda altro articolo di BeBeez), e la terza di nuovo all’insegna dell’euforia. Nell’ottava appena conclusa, infatti, tutti i 45 titoli in portafoglio hanno messo a segno corposi rialzi, con le sole eccezioni di Mutares e Brookfield Infrastructure, ma con variazioni molto modeste, inferiori all’1%.
Il ritrovato ottimismo è derivato soprattutto dagli ultimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti, diffusi mercoledì scorso e relativi al mese di dicembre, che hanno evidenziato un rallentamento dell’indice Core (al netto cioè delle componenti cibo ed energia) dal 3,3% della lettura di novembre, replicato dalle attese dagli analisti per il mese successivo, al 3,2%, riflettendo la frenata dell’incremento su base mensile, dallo 0,3 allo 0,2%.
Questa gradita sorpresa ha rinvigorito le aspettative dei mercati su una possibile prossima ripresa dei tagli dei tassi da parte della Fed, il cui presidente Jerome Powell ha definito egli stesso “relativamente restrittiva” l’attuale politica monetaria. Ne è conseguita una contrazione dei tassi di mercato, in particolare sui titoli a lungo termine, che ha naturalmente messo le ali alle azioni degli investitori sui private markets compresi nel portafoglio di BeBeez. Questi ultimi hanno ovviamente beneficiato anche di un favorevole effetto base, visto il generalizzato tonfo della settimana precedente (si veda altro articolo di BeBeez).
Della nuova ondata di ottimismo ha beneficiato soprattuto KKR (+11,8%), peraltro fra i titoli più penalizzati nella seconda settimana dell’anno. A dare ulteriore forza al titolo è stata la notizia della partnership strategica con Gulf Data Hub, gruppo di Dubai specializzato nello sviluppo di datacenter, per la costruzione di una serie di strutture hyperscle in grado di soddisfare la crescente domanda di potenza di calcolo e gestione dati proveniente dai paesi del Golfo, per un investimento complessivo superiore a 5 miliardi di dollari (si veda qui il comunicato stampa).
Dal canto suo Carlyle (+9,8%), secondo classificato, ha beneficiato di rumor di mercto su una possibile vendita della controllata Calastone, società di trading e settlement di quote di fondo di investimento basata su blockchain, un business che sta attraendo consistenti capitali nel Regno Unito.
Sul gradino più basso del podio troviamo infine Ares Management Corp (+9,3%), il cui titolo è stato sostenuto dalla notizia del final closing a ben 30 miliardi di euro del fondo di direct lending paneuropeo Ares Capital Europe (ACE) VI, che ha quasi triplicato la stazza del precedente ACE V (si veda qui il comunicato stampa). Il direct lending è un’asset class per la quale c’è crescente appetito sia da parte degli investitori che delle aziende richiedenti credito, è un veicolo di tale mole non potrà che apportare ad Ares notevoli flussi di commissioni.
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