L’azienda padovana Zetronic, specializzata in meccatronica e, in particolare, nelle forniture industriali per il settore automotive, si è assicurata un pacchetto di linee a breve e a medio lungo termine per un totale di 3 milioni di euro, con garanzia Growth di SACE, messe a disposizione da un pool di sottoscrittori, tra i quali BVR – Banca Veneto Centrale, per supportare una significativa diversificazione produttiva. Nell’operazione Zetronic è stata assistita dall’advisor Integracy, una serie di (si veda qui il comunicato stampa).
L’operazione segue di pochi mesi il salvataggio di Estrima, società quotata all’Euronext Growth Milan, costruttrice delle minicar elettriche Birò (la cui produzione è attualmente sospesa), in difficoltà finanziarie. Lo scorso febbraio, infatti, il gruppo ha annunciato la sottoscrizione di un aumento di capitale di Estrima da 3 milioni di euro per acquisire una partecipazione compresa tra il 52% e il 58% (si veda qui il comunicato stampa), partecipazione che poi è stata limitata al 52% (si veda qui il comunicato stampa di Zetronic e qui quello di Estrima).
L’operazione con Zetronic segue il mancato accordo con le banche creditrici di Estrima sui debiti al 30 giugno 2024, quando la posizione finanziaria netta ammontava a 7 milioni. Nel dicembre 2024, l’azienda ha chiesto così alla Camera di Commercio di Pordenone-Udine l’accesso alla procedura di Composizione Negoziata della Crisi, con l’obiettivo di avviare un percorso di risanamento aziendale e l’eventuale ricerca di un nuovo socio (si veda qui il comunicato stampa di allora).
Estrima, presieduta da Matteo Maestri, controlla anche Brieda, società di Portogruaro leader mondiale nella realizzazione di cabine per macchine operatrici impiegate in agricoltura, costruzioni e manutenzione stradale. La società ha chiuso il bilancio 2024 con un valore della produzione di 31,9 milioni di euro (da 44,4 milioni nel 2023), un ebitda positivo per 500 mila euro (da uno negativo per 1,8 milioni nel 2023), una perdita netta di 2,1 milioni (da una perdita netta di 11,9 milioni), a fronte di un patrimonio netto di gruppo di 5,2 milioni (da 7,4 milioni) e di un debito finanziario netto di 4,9 milioni (da 6,8 milioni)(si veda qui il comunicato stampa).
Quanto a Zetronic, ricordiamo che si tratta della ex Molex Zetronic di Padova, azienda che occupa 120 dipendenti attiva nel settore automotive, che lo scorso ottobre 2024 è passata di mano dalla multinazionale americana Molex alla famiglia friulana Fulchir che ne ha rilevato le quote attraverso due società: iVision Tech (quotata su EGM) che fa capo a Stefano Fulchir ha il 45% del capitale, mentre il restante 55% è controllato da Innovatek che fa capo a Carlo Fulchir (si veda qui il comunicato stampa di allora). Gli imprenditori, il padre Carlo amministratore delegato e il figlio Stefano presidente, sono anche ai vertici di Zetronic (che ha perso il nome Molex), mentre vice presidente è stato nominato Gianfranco Moretton. Lo studio Ponti De Pauli & Partners ha gestito gli aspetti legali e contrattuali di Zetronic.
“Noi oggi partiamo dall’automotive, realizziamo prodotti tagliati su misura per l’industria dell’automobile che vendiamo alle principali case di costruttori, da Audi a Bmw a Mercedes e molte altre. Siamo una delle pochissime aziende nel mondo che fanno prodotti su misura. Adesso si stanno vedendo in concreto gli effetti della crisi dell’automotive, ma siamo ugualmente fiduciosi proprio per la specificità di quanto produciamo. Però nel futuro di Zetronic non c’è solo l’auto: abbiamo competenze su plastica, meccanica ed elettronica, quindi ci rivolgeremo al settore del piccolo elettrodomestico, oltre al metering, ovvero le misurazioni tramite contatori per energia elettrica, gas e acqua”, hanno precisato i Fulchir.
Zetronic ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 23,2 milioni ma un ebitda negativo di 1,5 milioni e liquidità netta di 4,2 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).















