Due giorni dopo aver comunicato di aver annunciato l’incremento della propria partecipazione in Anthilia Capital sgr passando dal 4 al 9,90% (si veda altro articolo di BeBeez), Banca Valsabbina ha fatto sapere di essere diventata socia della startup fintech Surety Shield srl, rilevandone il 9,1%. L’investimento è avvenuto nell’ambito di un round d’investimento del valore di 2,5 milioni di euro, cui hanno partecipato anche altri nuovi investitori industriali, non citati nella nota diffusa dalla banca (si veda qui il comunicato stampa).
Fra questi, ci sono stati Andrea Ruscica, fondatore di Altea, ceo e presidente di Altea Federation (tecnologie innovative), Vincenzo Fiengo, fondatore, presidente e ceo del gruppo DGS (digital solution e cybersecurity).
Surety Shield è una società controllata da Cetif Advisory srl, spin-off del Cetif, Centro di ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ed è proprietaria della piattaforma Fideiussioni Digitali, una soluzione innovativa e specializzata nella gestione digitale del processo di emissione e gestione delle garanzie fideiussorie. Si tratta di una soluzione basata su tecnologia blockchain che permette di gestire l’intero ciclo di vita delle fideiussioni bancarie e delle cauzioni assicurative, ed è utilizzabile da tutti gli attori coinvolti nel processo fidejussorio: banche, assicurazioni, istituti finanziari abilitati, pubblica amministrazione, stazioni appaltanti e imprese appaltatrici.
“Questa operazione rientra nella nostra strategia di sostegno all’innovazione nei servizi finanziari e nella volontà di contribuire allo sviluppo di soluzioni digitali ad alto valore aggiunto”, ha commentato Hermes Bianchetti, vicedirettore generale vicario di Banca Valsabbina. “La piattaforma Fideiussioni Digitali rappresenta un importante passo avanti per il settore, perché risponde a esigenze concrete di trasparenza, efficienza e sicurezza, in particolare nei rapporti tra impresa, Banca e Pubblica Amministrazione. Come Istituto di credito da sempre vicino al tessuto produttivo, crediamo nel valore di queste iniziative e vogliamo essere parte attiva di un ecosistema che evolve grazie alla tecnologia e alla collaborazione tra attori complementari. L’ingresso nel capitale di Surety Shield corona un bimestre particolarmente attivo per la Banca, la quale tramite investimenti mirati e diversificati consolida ulteriormente il proprio posizionamento strategico”.
“Questa iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di come sistema universitario e sistema finanziario e assicurativo, in collaborazione con i regolatori e la pubblica amministrazione, siano riuscite a far convergere idee e progetti che hanno dato luogo alla piattaforma, unica nel suo genere” ha dichiarato Federico Rajola, professore ordinario di Organizzazione Aziendale, direttore del Cetif e presidente di Cetif Advisory. “Proprio attraverso operazioni di spin-off universitario siamo riusciti a compiere un passo importante per una convergenza ecosistemica di digitalizzazione. Si tratta dell’impiego di tecnologie avanzate che favoriscono la riduzione degli elevati livelli di frode, il miglioramento e la razionalizzazione dei processi e dell’efficienza operativa. Siamo grati a Banca Valsabbina, che negli anni si è dimostrata soggetto capace di saper intercettare iniziative d’innovazione, e agli altri investitori industriali che hanno saputo riconoscere la qualità del lavoro finora svolto. Questo aumento di capitale, se da un lato pone le basi per continuare a investire sull’evoluzione delle funzionalità e sull’integrazione di strumenti avanzati di AI, dall’altro, consente di accelerare i tempi di adozione e diffusione.”
“Siamo particolarmente entusiasti di questa operazione straordinaria poiché rappresenta un’opportunità strategica per accelerare il nostro percorso di crescita organica e ci permette di essere affiancati da un investitore istituzionale di rilievo come Banca Valsabbina” ha concluso Antonio Sorrentino, amministratore delegato e co-fondatore di Surety Shield. “A pochi mesi dall’entrata in vigore della nuova normativa, che introduce l’obbligo di verifica in blockchain delle fideiussioni negli appalti pubblici, la nostra piattaforma ha già gestito un numero significativo di operazioni. Numerose banche, compagnie assicurative e stazioni appaltanti sono già operative in modo attivo, confermando la rilevanza della soluzione e contribuendo a consolidare la nostra posizione di leadership nel settore a livello nazionale”.














