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Autore: Rossella De Luca
Casa editrice: Pubblicazione indipendente
Anno di pubblicazione: 2024
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Rossella De Luca, nata a Pratola Peligna, docente di lingua francese nelle scuole superiori in Italia, psicoterapeuta, nel 2015 è partita per Il Cairo dove ha trascorso 9 anni come lettrice di lingua italiana presso le università locali.
Domenica 9 novembre ha presentato il suo volume Ceci n'est pas une chaise (Pubblicazione indipendente) presso il Polo Bibliotecario Aternino, in Piazza Garibaldi a Pescara, con moderatore Marcello Gallucci nell’ambito del FLA.
Il volume è composto da "Sedute paradossali d'Egitto" fotografate da Rossella De Luca e commentate dagli amici che hanno condiviso la sua lunga permanenza al Cairo.
Francis Amin ha scritto: "Nell’Egitto antico la sedia, che si pronuncia 'set' o 'iset' dalla quale deriva il verbo inglese 'to sit', sedersi, è anche sinonimo del nome di Iside, del trono, e base della regalità. Set o Iset o Iside è stata la pietra angolare, l’appoggio di tutti. Rosa è stata lei stessa una iset, un appoggio per i suoi amici, studenti, amici degli amici. Nella foto ammirate il nome di una egiziana che significa 'ci si siede' (sedia) il cuore in bellezza".
Paolo Sabbatini ha scritto: "L’idea artistica delle fotografie di Rosa De Luca si situa a metà tra gli 'objets trouvés' di Marcel Duchamp e le invenzioni surreali di Magritte. Non a caso il titolo del libro, già titolo della mostra di Bruxelles del giugno 2023 e di Pescara del marzo 2025, è Ceci n’est pas une chaise, che echeggia la famosa metafora della pipa belga. Chi non ha visitato l’Egitto non può rendersi conto della maestosità con cui i Bawab del Cairo (i guardiani delle case) troneggiano su queste improbabili impalcature. Con la fine della monarchia, a metà del secolo scorso, e l’esilio di Re Farouk, restano i guardiani dei palazzi del Cairo a tenere viva questa tradizione. I Bawab sono i padroni assoluti di ogni piccolo universo che è il singolo falansterio del Cairo, o quello di Alessandria, o quello delle altre città grandi grandi e piccole. Le foto di Rosa ci trasportano in un mondo nostalgico, irreale eppure tremendamente contemporaneo e presente, come descritto nel magnifico romanzo Palazzo Yacoubian. Occorre indovinare cosa c’è dietro questo portale temporale, fisico e pure metafisico. Aiutati dallo sguardo della nostra artista".














