
In mostra alla Dep Art Gallery di Milano fino al 31 gennaio l’artista contemporaneo tedesco Gerold Miller, per la prima volta ospite con una personale, Opere, da Antonio Addamiano, che lo ha già accolto nella sede pugliese.
Venti opere tutte realizzate site specific per la mostra con un lavoro di concertazione che ha richiesto due anni di preparazione e che ha visto l’artista in prima linea. In galleria infatti è esposto un modellino dello spazio realizzato da Miller per costruire il percorso espositivo, accompagnato da un catalogo edito dalla Galleria, bilingue italiano-inglese, a cura di Frank Boehm, direttore del Museo Mitoraj di Pietrasanta. Per la prima volta l’artista tedesco ha accettato di includere in un suo catalogo anche la propria biografia, oltre le opere, che ha scritto insieme alla moglie.

Ora le opere di Gerold Miller sfuggono alle classificazioni essendo lontano tanto dall’astrattismo in senso stretto quanto dalla Konkrete Kunst, Arte Concreta, più vicina a lui per epoca e contenuti, non essendo quest’ultima un punto di riferimento.
La critica ha letto le sue opere al confine tra immagine e corpo, utilizzando tecniche artistiche classificabili come scultura e, al tempo stesso, i formati, le installazioni delle opere e la sua attenzione al margine e alla cornica, rimandano alla tradizione pittorica su tavola. Fin dagli Anni Ottanta l’artista concepisce le sue creazioni in serie, qui presenti al completo con Set, Instant Vision, Profil e Verstäker o amplificatore.
In mostra sono presenti due Profil o cornici di grandi dimensioni, il primo tipo di lavoro di Miller di cui la galleria ha un’opera di piccole dimensioni che serve a creare un collegamento storico nella sua carriera. Di grande impatto gli Istant Vision, opere forate, con un buco al centro, dove il rosso e il fucsia sono predominanti, nei quali risalta il lavoro di laccatura eccellente e di taglio di alluminio o acciaio che due aziende di grande qualità realizzano su progetto dell’artista.
Per trasportare senza rischio i lavori è lo stesso Miller che realizzata delle teche in legno con arpioni particolari che sono a loro volta una serie di opere d’arte. La Galleria ha scelto di valorizzarle in uno spazio che la sera viene illuminato con un’opera all’interno. Al centro della sala più grande una scultura Amplificatore che crea una cerniera anche per i riflessi che rimanda con le opere circostanti. Infine i Set, opere tutte piene, con una stratificazione di forme geometriche e colori diversi.

I lavori di Miller più che raccontarli e tanto meno spiegarli sono da vedere e da “vivere” spostandosi intorno per apprezzarne il colore, la qualità materica e vedere come cambia la superfice a seconda della luce.
Prossimi appuntamenti in galleria a marzo con Imi Knoebel, dopo due fiere in programmazione, ArteFiera a Bologna dal 5 al 7 febbraio dove Dep Art Gallery sarà presente con un’antologica e a Cape Town in Sud Africa dal 19 al 22 febbraio dove saranno presenti solo gli artisti viventi Diodato, Addamiano, Gerold Miller, Ullrich e Regina Schumann con opere realizzate site specific.
Chi è Gerold Miller
Nato ad Altshausen in Germania nel 1961, ha studiato scultura alla Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda. Le sue radici creative affondano nella dinamica scena artistica di Berlino, dove ha realizzato le sue prime opere simbolo: una serie di strutture in acciaio, e in alcuni casi in acciaio e pietra, alcune delle quali sono installate all’aperto. Laureatosi nel 1989, l’anno della caduta del Muro di Berlino, l’arte di Miller si è poi evoluta in un dialogo interattivo tra lo spettatore e lo spazio circostante, raggiungendo un primo apice creativo con la serie iconica Anlagen, composizione, nel 1990. Queste opere, fondendo scultura e pittura, sfidano ogni demarcazione artistica invitando lo spettatore a un dialogo tra forma, colore e spazio. Oggi lavora tra Pistoia e la Germania.
a cura di Ilaria Guidantoni















