La triestina Demus, attiva nella decaffeinizzazione del caffè con metodo ad acqua, ha avviato un piano di investimenti industriali da circa un milione di euro volto a rafforzare la propria capacità produttiva e il posizionamento tecnologico.
Il progetto ha riguardato in particolare l’automazione del magazzino, l’introduzione di un impianto pilota per la tostatura e la realizzazione di nuovi spazi dedicati alla formazione e alla degustazione, elementi chiave per un’attività fortemente orientata alla qualità del prodotto.
L’intervento si inserisce in un percorso di crescita che ha portato la società a registrare un incremento dei ricavi, passati a circa 11,5 milioni di euro nel 2025, con una dinamica sostenuta anche dalla domanda internazionale.
A trainare i risultati, come sottolinea l’AD Massimiliano Fabian, non è stato solo l’aumento del prezzo del caffè, ma soprattutto la crescita dei volumi e il potenziamento della capacità produttiva.
Un percorso che affonda le radici negli anni precedenti: dai 8,6 milioni di euro del 2022 ai 10 milioni del 2024, con una redditività solida e un Ebitda medio del 21,7%
La tecnologia ad acqua, che consente di eliminare la caffeina senza l’utilizzo di solventi chimici, rappresenta infatti un segmento ad alto valore aggiunto in cui Demus si è progressivamente specializzata.
Fondata a Trieste, città storicamente legata alla filiera del caffè, Demus ha sviluppato nel tempo un know-how specifico nella lavorazione del caffè verde, affermandosi come partner industriale per torrefattori e operatori internazionali.
L’azienda conta oggi circa 30 dipendenti e continua a investire in innovazione per migliorare l’efficienza dei processi e la qualità del prodotto finale.
L’operazione di rafforzamento industriale punta quindi a sostenere la crescita futura, sia in termini di capacità produttiva sia di posizionamento competitivo, in un contesto in cui la domanda di prodotti naturali e sostenibili è in aumento.














