12.48 €
Autore: Oliviero Casale e Gilda Farrell
Casa editrice: Mediabroker Group
Anno di pubblicazione: 2026
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In un tempo in cui crisi ecologiche, trasformazioni tecnologiche e nuove vulnerabilità sociali rendono sempre più evidente l’interdipendenza tra natura, istituzioni, economia e comunità, la categoria dei beni comuni multilivello offre una chiave per ripensare ciò che sostiene la convivenza collettiva.
Questo working paper propone i beni comuni multilivello come costruzione teorica ancora in via di consolidamento, ma già utile per aprire una discussione su condizioni socio-ecologiche e sociotecniche che non possono essere comprese come semplici risorse, beni pubblici, commons locali o infrastrutture strategiche. Acque, falde, suoli, bacini, corridoi ecologici, qualità dell’aria, dati, sistemi di monitoraggio, piattaforme digitali e alcune configurazioni dell’intelligenza artificiale possono assumere rilievo comune quando incidono sulla continuità della vita collettiva, sulla cura del vivente, sull’accesso ai diritti, sulla conoscibilità degli impatti e sulla possibilità di una decisione pubblica effettiva.
Il volume sviluppa una proposta concettuale fondata su cinque condizioni essenziali, costituite dalla funzione vitale, dalla propagazione degli effetti, dalla pluralità di scale non governabili separatamente, dall’insufficienza di un solo attore o regime e dalla necessità di soglie, monitoraggi e responsabilità condivise. In questa prospettiva, il passaggio decisivo è quello dalle esternalità alle interdipendenze, perché il problema non è più soltanto correggere un danno già prodotto, ma governare nel tempo le relazioni da cui dipendono salute, abitabilità, biodiversità, sicurezza idrica e alimentare, qualità della conoscenza pubblica e responsabilità verso le generazioni future.
Il working paper richiama alcuni riferimenti giuridici, ecologici, istituzionali e tecnico-operativi utili a costruire un lessico comune per amministratori pubblici, studiosi, professionisti, comunità territoriali, attori civici e organizzazioni interessate a nuove forme di governance policentrica, partecipazione stabile e presidio democratico. In questa prospettiva, temi come funzione sociale della proprietà, democrazia ecologica, Nature-based Solutions, intelligenza artificiale e normazione tecnica non vengono trattati come ambiti separati, ma come passaggi utili a verificare la tenuta della categoria proposta.
Il testo non intende chiudere una definizione, ma aprire un campo di ricerca e di confronto. I beni comuni multilivello vengono proposti come categoria necessaria per interrogare le grandi questioni del nostro tempo, dalle crisi ecologiche all’intelligenza artificiale, e per ripensare il modo in cui società, istituzioni e comunità possono prendersi cura delle condizioni materiali e immateriali della vita collettiva.















