20.90 €
Autore: Sarah Wynn-Williams
Casa editrice: Silvio Berlusconi Editore
Anno di pubblicazione: 2025
Acquista su AmazonDescrizione prodotto
Il libro dell'autrice e scienziata Sarah Wynn-Williams documenta le sue esperienze lavorative in Meta. Scrive Wynn-Williams, ex direttrice della Global Public Policy di Facebook: "Ero tra i consulenti dei massimi dirigenti dell'azienda, Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg, mentre escogitavano il modo in cui l'organizzazione avrebbe interagito con i governi di tutto il mondo. Alla fine, li ho guardati, senza più speranze, fare la corte a regimi autoritari come quello cinese e, con assoluta noncuranza, ingannare l'opinione pubblica. Ero su un jet privato con Mark il giorno in cui finalmente capì che con ogni probabilità Facebook aveva contribuito a portare Donald Trump alla Casa Bianca, e ne trasse le sue personali e oscure conclusioni. Quasi sempre, però, lavorando alle politiche di Facebook, più che assistere alla messa in scena di un capitolo di Machiavelli, sembrava di guardare un gruppo di quattordicenni a cui sono stati dati dei superpoteri e una quantità spropositata di denaro andare in giro per il mondo per capire cosa possono comprare e ottenere con quel potere. Questa è la storia che intendo raccontare qui".
Come sottolinea Paolo Benanti, professore presso la Luiss Guido Carli, nella sua recensione del libro su Linekedin, "Careless People di Sarah Wynn-Williams è un'opera che si preannuncia di fondamentale importanza per la comprensione delle dinamiche interne e dell'impatto globale di una delle piattaforme di social media più influenti al mondo: Facebook". Steven Levy su Wired ha scritto, in un articolo che ha reso il libro molto noto, che "è stata la stessa Meta a parlarmi per prima volta del nuovo libro che attacca Mark Zuckerberg, Sheryl Sandberg e l’assenza di morale dell'azienda. Il 7 marzo, un addetto alle pubbliche relazioni di Meta mi ha contattato per chiedermi se avessi sentito parlare di Careless People, un'opera molto critica nei confronti del colosso che sarebbe uscita di lì a pochi giorni. Non ne avevo sentito parlare. Nessuno a Meta aveva ancora letto il libro, ma la comunicazione dell'azienda stava già provvedendo a screditarlo, diffondendo una dichiarazione in cui si affermava che l'autrice era un ex dipendente licenziata nel 2017".
Benanti aggiunge: "Attraverso lo sguardo acuto e l'esperienza diretta dell'autrice, ex diplomatica neozelandese e direttrice della Global Public Policy di Facebook, il libro offre un resoconto dettagliato e spesso sconcertante degli anni trascorsi dall'interno dell'azienda, svelando le tensioni tra gli ideali iniziali, le imperanti logiche di crescita e profitto, e le complesse implicazioni geopolitiche delle decisioni prese ai vertici. Wynn-Williams", aggiunge, "non si limita a fornire un mero resoconto autobiografico, ma intreccia sapientemente la sua personale traiettoria professionale con l'evoluzione di Facebook da promettente strumento di connessione globale a potente attore con significative responsabilità etiche e politiche".
E ancora: "L'autrice descrive con vividezza i suoi primi tentativi di introdurre una prospettiva geopolitica all'interno di Facebook, un ambiente inizialmente più concentrato sull'ingegneria e sulla crescita degli utenti. Episodi come il tentativo di convincere Mark Zuckerberg dell'importanza di costruire relazioni con i capi di stato durante il Summit delle Americhe del 2015 a Panama e la successiva necessità di riorganizzare i posti a sedere per evitare che il ceo fosse relegato a un tavolo secondario illustrano la distanza tra la visione del mondo di un diplomatico e quella di un leader tecnologico focalizzato sulla propria piattaforma. La figura di Javier Olivan, responsabile della 'crescita' di Facebook, emerge come un pragmatico concentrato sull'acquisizione di miliardi di nuovi utenti, una priorità che spesso sembrava oscurare le considerazioni politiche ed etiche sollevate da Wynn-Williams".
Conclude Benanti: "Un tema ricorrente è il contrasto tra l'idealismo iniziale dell'autrice e il cinismo o la miopia strategica riscontrata in alcune figure chiave dell'azienda. L'aneddoto della funzionaria di Facebook, Debbie Frost, che liquida il lavoro di Wynn-Williams alle Nazioni Unite sui trattati relativi agli organismi geneticamente modificati come 'noioso', sottolineando come le cose a Facebook fossero 'actually interesting', rivela una cultura aziendale spesso orientata all'innovazione tecnologica e alla crescita interna, con una sottovalutazione delle complessità del mondo reale e delle implicazioni politiche e sociali delle proprie tecnologie".














