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Autore: Fred Bodsworth (Crisitana Mennella, traduttrice)
Casa editrice: Adelphi
Anno di pubblicazione: 2025
Acquista su AmazonDescrizione prodotto
L’ammaliante, perigliosa odissea di un piccolo eroe tragico, uno degli ultimi esemplari, se non l’ultimo in coppia, di chiurlo eschimese, un uccello dichiarato estinto quando il libro di Fred Bodsworth, scrittore e naturalista canadese, apparve per la prima volta nel 1955. Un libro di piccolo formato molto denso, quasi un saggio che alterna capitoli brevi e scientifici, resoconti di studio sull’ornitologia nordamericana, a un diario di viaggio molto particolare: la migrazione, l’accoppiamento e il viaggio di ritorno, in una sorta di eterno ritorno, di questa specie molto particolare.
Affascinante, delicato, poetico, a tratti malinconico, il racconto non umanizza la vita dei volatili, ma la descrive con uno sguardo profondamente umano, scientifico ed emozionale a un tempo, con empatia per una vittima dell’uomo, ben sapendo che gli uccelli come tutti gli animali, non vivono consapevoli della vita, solo guidati da un istinto e un’abilità che non ha nulla a che vedere con l’intelligenza. Il viaggio nella natura è pertanto un esempio di grande rigore nella narrazione e nel metodo quant’anche una piacevole lettura che ci porta in un mondo sconosciuto ai più.
Oggi più che mai questo libro diventa prezioso perché ci costringe a guardare il danno che gli esseri umani provocano alla natura, spesso irrevocabile com’è l’estinzione di una specie. Due riflessioni emergono: quella dell’economia senza etica, una crescita senza sviluppo, che spesso diventa lo sfizio se non il capriccio di molti, e il danno per l’economia locale, quella reale che con la natura vive in simbiosi, che poi si riversa sul piano sociale. Il primo aspetto è legato al profumo dei soldi, al commercio spietato che poi diventa solo un gusto perdendo di vista addirittura il valore e il vantaggio economico. Molti cacciatori uccidevano stormi interi solo per scommessa, per una sfida con la natura.
I chiurli eschimesi, più piccoli di quelli hudsoniani, erano una carne tenera e preziosa per gli eschimesi che li aspettavano e li cacciavano per nutrirsi, magari oltre la semplice sopravvivenza e che a un certo punto li hanno visti sparire, restando a loro volta una "riserva", una comunità a rischio estinzione come tutte le società minoritarie.
Il dramma comincia nell’Ottocento con una progressione esponenziale e fu così che "nel 1939 fu definito 'un uccello del passato', nel '63 venne avvistato l'ultima volta prima dell'estinzione. L'omaggio del naturalista Fred Bodsworth è un epos nel quale ci ritroviamo". Questo scrive Carmen Pelligrino su La Lettura.
Intorno alla metà del Novecento il chiurlo eschimese è stato infatti dichiarato estinto. Questo piccolo, inclassificabile libro racconta l’odissea di uno degli ultimi esemplari, che a ogni primavera, mosso dall’istinto, dall’Antartide fa rotta verso l’Artide per accoppiarsi e per garantire la sopravvivenza della specie. Una condizione tragica, la sua, giacché mai ha conosciuto i suoi simili. L’ultimo dei chiurli parte così per un viaggio che ha del miracoloso: Patagonia, Paraguay, Honduras, Messico, Stati Uniti, Canada. Supera catene montuose e vulcani, burrasche e tempeste di neve; copre migliaia di chilometri in pochi giorni, senza riposare né sfamarsi; sorvola foreste, fiumi, laghi, paludi; si libra sull’oceano come sulle Ande e sulla pampa. Ma se finora ha sempre affrontato la spedizione da solo, questa volta ha la ventura di imbattersi in una femmina della sua specie, con cui involarsi verso il luogo da lui scelto per riprodursi: pochi contesi metri di terreno spoglio nel Nord più estremo. Sempre che il Destino, nei panni esecrabili dell’uomo, non si metta di traverso. Un dramma innaturale nel quale il lettore è coinvolto emotivamente scoprendo al contempo un sacco di notizie sul volo, sui comportamenti degli uccelli migratori, i riti di corteggiamento e la geografia del continente americano.
a cura di Ilaria Guidantoni















