Avviare un programma di incubazione e di accelerazione in grado di facilitare lo sviluppo di almeno 30 nuove realtà imprenditoriali in Italia è l’obiettivo della joint venture (sede a Milano) tra l’operatore italiano di telecomunicazioni, Fastweb, e l’anglosassone Founders Factory, società internazionale focalizzata nello sviluppo di start up innovative (si veda qui il comunicato stampa, qui il tweet di Fastweb e qui il tweet di Founders Factory).
Il progetto prevede l’investimento in startup tecnologiche che operano principalmente nei settori della smart home, della sicurezza informatica, della sanità, dell’edutech e dell’industria 4.0. Sono già aperte le iscrizioni per aderire al programma di accelerazione, che si concentrerà sull’assistenza alle imprese per promuoverne lo sviluppo. Si affiancherà anche l’attività di un incubatore di impresa che progetterà e implementerà nuove idee imprenditoriali.
Facendo leva sul proprio network, Founders Factory fornirà supporto operativo durante tutto il processo di selezione e di accelerazione delle startup, mentre Fastweb promuoverà il loro sviluppo dal punto di vista tecnologico e commerciale.
Founders Factory, peraltro, come riportato da Tech Funding News, ha già contribuito al successo di diverse startup-clienti italiane, come ad esempio ShopCircle, di Luca Cartechini e di Gian Maria Gramondi. Altri italiani hanno ricevuto sostegno dalla società sono il cofondatore di Hammock, Marco Ferrari; il fondatore di Oanda, Luca Del Bono; Alice Ferrari, che sta sviluppando strumenti di vendita al dettaglio per le compagnie aeree; e Lucrezia Bisignani, che ha fondato Kukua, un’azienda educativa che aumenta l’alfabetizzazione dei bambini in Africa.
Per Founders Factory, la partnership con Fastweb segna anche un’accelerazione nella sua espansione in Italia che, con oltre due miliardi di euro di investimenti li confluiti solo quest’anno, si sta posizionando sempre di più per competere con i paesi europei più maturi, di cui la società ha esperienza visto che ha già operato anche in gran parte dell’Europa, avendo contribuito alla creazione di 80 startup e alla scalata di oltre 200 startup con il suo acceleratore.
Founders Factory Italy sarà guidata da Fabio Troiani, ex co-fondatore e ceo del gruppo di consulenza BIP, che ha dichiarato: “Durante i miei 30 anni di esperienza nella consulenza ho spesso affrontato il tema di come le grandi aziende possano imparare a innovare dalle startup. Finora ho assistito più a fallimenti che a successi. La formula unica di Founders Factory coniuga invece la velocità e la creatività tipica delle startup con la solidità del management aziendale e dei business case. Una miscela unica per garantire il successo nell’innovazione con lo sviluppo di nuove applicazioni e servizi”.
Henry Lane Fox, amministratore delegato di Founders Factory ha aggiunto: “Il 2022 è stato l’anno in cui l’Italia ha visto un significativo incremento di investimenti nel mercato delle start up. Sono però necessari ulteriori investimenti nel Paese e un più facile accesso alle infrastrutture per aiutare una nuova generazione di talenti imprenditoriali ad avere successo. La nostra presenza in Italia consentirà agli imprenditori, dall’Italia e dal Sud Europa, di beneficiare del nostro patrimonio di conoscenze e competenze nella costruzione di grandi imprese attraverso le infrastrutture e i servizi di partner come Fastweb”.
Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb, ha concluso: “L’innovazione è al centro della nostra strategia “Tu sei Futuro” che ha l’obiettivo di costruire un futuro più connesso, inclusivo ed ecosostenibile per tutti. Attraverso la joint venture con Founders Factory, ci impegniamo a offrire ai nostri clienti prodotti e servizi sempre più avanzati con l’obiettivo di guidare il progresso del settore e rendere l’Italia una destinazione privilegiata per le startup che desiderano avviare nuove attività”.
Fra le attività degli ultimi mesi, Fastweb si è focalizzata molto sullo sviluppo del cloud fino ad aggiudicarsi proprio in questi giorni il ramo d’azienda ad esso dedicato di Azatec Consulting srl, rafforzando ulteriormente il proprio posizionamento di mercato con l’offerta di soluzioni sempre più innovative per le smart cities, l’industria 4.0, l’AI e l’Internet of Things, in linea con la strategia “Tu sei Futuro” che promuove lo sviluppo in chiave digitale del Paese (si veda qui il comunicato stampa).
Il deal rappresenta per Fastweb un riscatto, sia pure parziale, dopo aver assaporato lo scorso giugno la possibilità di aggiudicarsi in cordata con Aruba la gara per il Polo Strategico Nazionale (si veda qui il comunicato stampa). A conclusione di un testa a testa di diversi mesi con il quartetto Tim, Leonardo, Sogei e Cdp, risultato primo nella fase di valutazione dei progetti (si veda altro articolo di BeBeez), Fastweb e Aruba erano riuscite provvisoriamente ad avere la meglio con la loro offerta da 2,8 miliardi di euro, salvo poi fare i conti con il rilancio della cordata Tim (45%)-Leonardo (25%)-Sogei(10%)-Cdp(20%) che ha esercitato il diritto di prelazione. La proposta messa a gara prevede l’investimento di 723 milioni di euro da parte del soggetto aggiudicatario per l’erogazione di servizi di “public” e “private” cloud in grado di garantire supervisione e controllo da parte delle autorità preposte su dati e servizi strategici (si veda qui il bando).














