La Regione Trentino-Alto Adige si prepara a a scegliere il gestore del primo fondo regionale per i minibond. La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunicatà Europea (GUCE) del bando di gara per l’avvio del Fondo Strategico Trentino-Alto Adige è attesa a breve. Tra giugno e luglio è prevista la presentazione delle offerte e tra settembre e ottobre è prevedibile la stipula del contratto con la sgr aggiudicataria, alla quale seguirà l’istituzione del fondo. La sgr dovrà creare un presidio stabile per ciascuna provincia.
Il fondo, che investirà in minibond, cambiali finanziarie, cartolarizzazioni ed export credit notes, emesse dalle imprese che operano nella regione. punta a una dotazione di almeno 200 milioni di euro, di cui quasi 190 milioni già assicurati. La Provincia autonoma di Trento ha infatti già stanziato l’investimento di 75 milioni (scarica qui il comunicato), così come altri 75 milioni sono stati stanziati dalla Provincia autonoma di Bolzano attraverso la società Alto Adige Finance spa. Mentre il Laborfonds, il fondi territoriale di previdenza complementare hanno deliberato un investimento complessivo per il 25% del capitale e sino a 125 milioni. Al fondo potranno aderire tutti i fondi di previdenza locali, al fine di orientare flussi di risparmio generati dal sistema locale verso investimenti strategici per lo sviluppo del territorio; non ci sono limiti alla partecipazione dei privati. Ciò significa che il Laborfonds in fase di avvio verserà 37,5 milioni che saliranno automaticamente appena ci saranno nuove adesioni. In pratica, già solo con questi tre investitori il fondo parte con una dotazione di 187,5 milioni.
Secondo quanto riferito da MF-Milano Finanza nei giorni scorsi, ci sono poi altri due fondi pensione aperti, uno di Itas Vita e l’altro di Raiffeisen, pronti a sottoscrivere quote del Fondo Strategico Trentino Adige che potrebbe così raggiungere facilmente i 500 milioni, considerando la probabile adesione di altri soci istituzionali, visto che l’altra novità di questo strumento è che le eventuali minusvalenze registrate dai fondi pensione aderenti saranno compensate dai soci pubblici, con la creazione di tre classi di quote (province, fondi pensione e mercato).












