592 milioni di euro per crescere e sviluppare la via italiana all’innovazione armonica. Li ha ottenuti Harmonic Innovation Group Società Benefit spa (HIG) la cui assemblea degli azionisti ha approvato il Piano Industriale 2026-2030 e l’operazione straordinaria di finanziamento al servizio della sua esecuzione, che si concretizzerà fra equity e finanziamento soci convertibile.
Il tutto per supportare il piano di acquisizioni e investimenti funzionali al potenziamento della dotazione di asset tangibili e intangibili di HIG, coerenti con la propria missione, ha spiegato ieri la società (si veda qui il comunicato stampa).
Harmonic Innovation Group è una holding nata nel Sud Italia che è impegnata nel creare la principale piattaforma collaborativa globale sui temi dell’innovazione, valorizzando la tradizione del Made in Italy e la centralità geo-strategica dell’area mediterranea. La società opera mediante i cosidetti Harmonic Innovation Hub e Spoke, punti di presenza in Italia e all’estero dedicati allo sviluppo di piattaforme digitali integrate che uniscano i più importanti stakeholder industriali, finanziari, istituzionali e della ricerca per creare uno spazio armonico di dialogo, co-design, ricerca e sviluppo, spiega il sito della holding.
Chi sono stati questi ultimi finanziatori di un progetto che nel 2021 aveva già attirato Azimut Libera Impresa, che vi aveva investito 35 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez)?
Lead investor è Rubicon International, società spagnola specializzata in finanza strutturata e alternativa, che opera per conto e in collaborazione con alcuni dei principali family office ed istituzioni finanziarie euro-asiatiche e emiratine, con un portfolio di attività liquide per un valore di circa 6,8 miliardi di euro negli ambiti chiave dell’energy, healthcare, innovazione&AI e real estate. Affianco a Rubicon c’è il gruppo svizzero IMCI+International attraverso un veicolo di nuova costituzione.
Inoltre, spiega la società hanno rinnovato il loro impegno i principali soci già presenti nel capitale di HIG. Fra questi il comunicato diffuso ieri indica Entopan srl Società Benefit, che ha il 19,59% e fa capo con quote paritarie del 16,45% a Roberto Caroleo, Brunella Chiodo, Francesco Cicione, fondatore della società e promotore del progetto, Giuseppina Cirmi e Gennaro Di Cello, Luca Meldolesi (Francesco Catanese ha l’1,32%). Secondo azionista è Santo Versace (6,48%) seguito da Darwin Technologies srl (5,64%) di cui sono soci, col 20% ciascuno, Daniel Indelicato, Claudio e Salvatore Sichili, Emanuele Spampinato, CEO di Harmonic Innovation Group, e Dario Zappalà. Inoltre ha sottoscritto l’aumento di capitale anche 2EFFE Holding di Antonio e Angelo Ferraro, cui fa capo il 4,21% (si veda qui il comunicato stampa).
Tra gli azionisti con quote superiori al 5% segnaliamo anche l’operatore di private Equity Red-Fish Kapital spa (5,15%).
Il finanziamento di 592 milioni è strutturato tramite un aumento di capitale da 30 milioni, di cui 15 sottoscritti dal Consorzio Ispanico – Elvetico e 15 dai soci su indicati. 562,5 milioni, invece, saranno erogati in tranche a partire da giugno 2026 da Rubicon Finance Network e IMCI+ International come finanziamento soci convertibile ad una valutazione iniziale superiore al miliardo di euro.
Nella strutturazione dell’operazione fino al closing per HIG, al fianco di Entopan, ha agito come advisor economico finanziario Deloitte.
“Oggi non è il traguardo ma è una pietra miliare nel percorso, fatto e da fare, per porre le condizioni volte a creare mercato per una precisa tipologia di innovazione. È il risultato di 25 anni di lavoro che Entopan, promotore del progetto, ha svolto con determinazione forte della visione del fondatore Francesco Cicione e dell’incondizionato appoggio che ha trovato lungo il cammino da parte di altri imprenditori, innovatori, istituzione finanziarie, università, solo per citarne alcuni” ha detto Pasqualino Scaramuzzino, presidente di Harmonic Innovation Group. “Vogliamo costruire dal basso una politica industriale con ambizioni globali, ma radicata in Italia, nel suo Mezzogiorno e nel Mediterraneo e costruire un futuro migliore. Vogliamo creare un’alternativa alla visione quantitativa dell’innovazione oggi egemone a livello globale custodendo la centralità dell’umano cui ci esorta ripetutamente Papa Leone XIV. Beneficiamo in modo incontrovertibile in molti settori dei grandi passi dell’innovazione tecnologica, ed è straordinario, ma sono anche sempre più evidenti gli effetti derivanti da un’innovazione non pensata in ottica di impatto positivo sull’essere umano prima che di profitto. È a questo che rispondiamo proponendo un’alternativa che arriva con perfetto time to market, in un momento in cui il numero di persone che sentono lo stesso bisogno di innovare eticamente, non per imbrigliare il progresso ma al contrario per garantirlo nel lungo periodo, cresce esponenzialmente. Lavoriamo per questo”.
Modesto N. Peña y Gorrin, founder e CEO di IMCI+ International ha dichiarato: “Il nostro investimento e l’operazione nel suo complesso permetterà di accelerare l’esecuzione del piano e lo sviluppo dell’Harmonic Innovation Ecosystem. Grazie a questa straordinaria piattaforma fisica e digitale, con focus su AI, vogliamo produrre impatti diretti e di sistema su settori chiave quali energia, biotecnologia, economia circolare e digitalizzazione industriale. Quando a inizio 2024 ho incontrato per la prima volta il fondatore Francesco Cicione, ho riconosciuto in lui un leader visionario e nel suo progetto e nel team fortissime potenzialità. L’innovazione armonica può diventare un asset trasformativo in cui inscrivere e sperimentare nuovi modelli di sviluppo. L’insieme di questi fattori è pianamente coerente con il mandato raccolto da IMCI+ International dal proprio network di investitori che include 50 tra i principali family office e banche di investimento al mondo. Sono molto contento di poter contribuire a far decollare un progetto tanto inedito, coraggioso e necessario”.
“Questa operazione rappresenta una forte scommessa di Rubicon nel continente. Per noi è una mossa strategica per contribuire a ridefinire la mappa dell’innovazione in Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo, con tutti gli impatti positivi che ne possono derivare” ha aggiunto Ignacio Garcia, founder e CEO di Rubicon International.
“Condividiamo l’urgenza di mettere a terra su grande scala la visione di Harmonic Innovation Group per creare una piattaforma global di innovazione orientata allo sviluppo sostenibile e alla collaborazione fattiva tra i vari attori pubblici e privati coinvolti. Ci accumunano visione e valori. Per costruire bene comune. L’alleanza tra la visione e l’ecosistema di Harmonic Innovation Group ed il network e gli strumenti di investimento del Consorzio Rubicon – IMCI+, sarà dirompente ed è destinata a ridefinire i modelli di innovazione e gli strumenti di accesso ai capitali anche grazie alla piattaforma Fintech che Rubicon ha in fase di avanzato sviluppo”.
Spampinato ha concluso:“Abbiamo già visto concretamente quanto la partecipazione al nostro ecosistema favorisca la crescita per tutti. Il dialogo e le collaborazioni avviate con OCSE, Banca Mondiale, Governo Italiano ed Ambasciate estere, oltre che con i principali ecosistemi globali dell’innovazione, ne sono la testimonianza. La collaborazione tra i membri dell’ecosistema promossa attraverso la piattaforma fisica e digitale è funzionale a creare valore diffuso attraverso la generazione di dealflow qualificato, lo sviluppo di relazioni collaborative strategiche ed industriali stabili tra gli stakeholder, il supporto al venture building dei target di investimento ed alla implementazione delle relative attività per la crescita e la creazione di impatti in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.
Secondo quanto dichiarato da Harmonic, grazie alla strategia di investimenti il piano prevede di decuplicare il valore della produzione consolidata per passare dai 50milioni del 2025 a circa 500 milioni entro il 2030. Una crescita che si rifletterebbe anche nell’incremento del fair value delle partecipazioni, che dagli attuali circa 350 milioni si stima passerebbe ad 1 miliardo di euro, a cui si aggiungerebbe il valore degli asset immobiliari che si stima raggiungerebbe circa 200milioni.














