Leolandia Holding spa, società che controlla al 100% Leolandia spa, proprietaria dell’omonimo parco divertimenti a Capriate San Gervasio (Bergamo), ha emesso il suo primo prestito obbligazionario del valore di 12,5 milioni di euro. L’obiettivo è finanziare un ambizioso piano di investimenti mirato al potenziamento delle attrazioni, all’espansione delle aree tematiche e alla sostenibilità ambientale (si veda qui il comunicato stampa).
L’operazione, strutturata e collocata da Banca Finint, ha una durata pari a 6 anni con un profilo di rimborso a quote capitali crescenti (balloon) ed è stata sottoscritta da Ver Capital sgr con il fondo Ver Capital Credit Partners SMEs VII, Finint Investments sgr con il fondo di private debt PMI Italia III e Solution Bank. Quest’ultima già a fin emaggio 2023 aveva erogato al gruppo un finanziamento da 2,5 milioni di euro con garanzia MCC (si veda altro articolo di BeBeez).
Banca Finint ha svolto inoltre il ruolo di Banca Agente dell’emissione del bond, mentre lo studio legale Greenberg Traurig Santa Maria ha agito in qualità di deal legal counsel.
Il prestito obbligazionario permetterà al gruppo di proseguire nel piano di investimenti in atto, con l’obiettivo di estendere progressivamente l’offerta di Leolandia anche ai bambini dai 6 ai 12 anni, rispetto al focus target attuale 0/6 anni, consolidando la storica leadership del parco nell’accoglienza delle famiglie. Nello specifico, già entro l’estate è prevista l’apertura della prima parte di una nuova area tematica che comprenderà in totale 10 attrazioni, di cui due completamente nuove, entrambe rivolte a bambini e ragazzi in cerca di maggiore adrenalina; sempre entro l’estate saranno realizzati un nuovo punto ristoro, postazioni di street food e una zona games. Altre novità saranno prese in considerazione nel 2026. In funzione di queste novità, l’aspettativa di Leolandia è di crescere del 20% rispetto al milione di visitatori totalizzati nel 2024. Il progetto prevede inoltre il rinnovo, l’ammodernamento e il miglioramento dell’infrastruttura per il turismo sostenibile, con una nuova area verde e l’ampliamento dell’impianto fotovoltaico, che coprirà l’intero parcheggio visitatori, con l’obiettivo di rendere il parco completamente autosufficiente dal punto di vista energetico.
Leolandia, a trenta minuti da Milano, era nata negli anni Settanta dall’idea di Guido Pendezzini con l’intento di creare un parco la cui principale attrazione fosse la riproduzione della nostra penisola in miniatura. Aperto come Minitalia nel 1971, oltre alla riproduzione delle bellezze artistiche e naturali dell’Italia, offriva un’area giochi, un’arena per gli spettacoli e negozi attrezzati per la vendita di prodotti dell’artigianato delle varie regioni. Il parco è rimasto in gestione alla famiglia fondatrice fino al 1997, quando è stato ceduto ad una seconda proprietà, costituita da due famiglie già operanti nel settore delle attrazioni viaggianti, che ne ha mutato il nome in Fantasy World-Minitalia. Alla fine del 2007 è avvenuto il terzo cambio di proprietà, passata a Zamperla, azienda vicentina tra i maggiori produttori mondiali di attrazioni per parchi di divertimento (già socia di minoranza nella gestione precedente) e alla società finanziaria bergamasca Thorus. Zamperla, sotto la supervisione di Alberto Zamperla, patron indiscusso della società, mancato nel 2022, e Thorus hanno dato il via a un’operazione di recupero, restyling ed espansione del parco, potenziandone l’offerta attrattiva e cambiando il nome in Minitalia Leolandia Park. E’ datato infine 2010 l’ultimo cambiamento nell’organizzazione, quando il parco ha cambiato il nome in Leolandia e azionista di riferimento è diventato Thorus, holding di partecipazioni che gestisce direttamente e indirettamente 37 società, nei settori della finanza, dell’industria e dell’immobiliare, fondata nel 2003 da un gruppo di imprenditori del bergamansco: Agostino Tironi, Giuseppe Ira, Roberto Morgandi e Valerio Artina.
A Leolandia Holding fa capo anche il 20% di Leolandia Umbria, società nata per gestire il parco divertimenti da realizzare all’interno dell’area di crisi industriale complessa di Terni-Narni, un progetto da 36 milioni di euro, di cui oltre 23 milioni forniti da Invitalia (si veda altro articolo di BeBeez), annunciato poco prima della pandemia, ma mai decollato.
Leolandia Holding ha chiuso il 2023 con 8,2 milioni di euro di ricavi netti, un ebitda di 7,3 milioni e un debito finanziario netto di 8 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente). Per contro, la sola Leolandia spa ha invece chiuso il 2023 con un valore della produzione di 31,2 milioni, 29,7 milioni di ricavi, un ebitda di 1,3 milioni e un debito finanziario netto di 5,9 milioni (si veda qui il report di Leanus).
A proposito dei numeri 2023, Giuseppe Ira, presidente del Gruppo Leolandia, in una nota diffusa quell’estate aveva detto: “Gli investimenti degli ultimi anni, uniti all’efficientamento delle spese, ci hanno permesso di incrementare significativamente l’ebitda, che quest’anno, stando alle nostre previsioni e all’attuale andamento, crescerà del 15% rispetto al 2022. Dai tempi della pandemia abbiamo dovuto immettere liquidità per tenere aperta la struttura: ancora oggi tutto quello che incassiamo viene reinvestito per migliorare il parco”. E aveva anticipato: “Entro il 2025 sorgeranno due nuove aree acquatiche, con nuove attrazioni dedicate ad una fascia di bambini più grandi, fino ai 12 anni. Abbiamo in programma investimenti per 20 milioni di euro, destinati a rendere il parco sempre più attrattivo su scala internazionale” (si veda qui SKyNews24).
Progetto che come detto, verrà infatti finanziato grazie ai proventi dell’emissione obbligazionaria. Ha commentato Ira: “Questa operazione, la prima nel mercato dei capitali, è un attestato di stima e di fiducia nei confronti della nostra solidità e permetterà a Leolandia, il più importante parco a tema nazionale ancora al 100% italiano, di accelerare la fase di crescita. Ringraziamo il Gruppo Banca Finint, Ver Capital e Solution Bank per aver creduto fin da subito nel nostro progetto e aver scelto di finanziare questo importante passaggio della storia del nostro parco”.

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