
Sono ferme al 3,12% le adesioni all’opa su Alkemy, enabler specializzato nell’evoluzione digitale del modello di business di aziende di medie e grandi dimensioni, quotato su Euronext STAR Milan.
L’offerta, partita lo scorso 19 agosto, è promossa dalla martech Retex spa (controllata dal fondo FSI) a 12 euro per azione (si vedano qui Documento di offerta e altro articolo di BeBeez).
Lo scorso 9 agosto però, Alkemy ha diffuso un comunicato con il quale ha sottolineato che il Consiglio di amministrazione considera il prezzo offerto non congruo, sulla base del parere fornito dai consiglieri indipendenti e della fairness opinion fornita da Equita sim (si veda qui il comunicato stampa). Venerdì 30 agosto il titolo ha chiuso al di sopra del prezzo d’opa a 12,35 euro, pari a una capitalizzazione di circa 70,2 milioni
Ricordiamo l’opa, finalizzata al delisting di Alkemy da Piazza Affari, riguarda la totalità del capitale di Alkemy e quindi un massimo di 5,685 milioni di azioni, il che significa, al prezzo di 12 euro per azione, un esborso massimo di circa 68,2 milioni di euro. Il prezzo di offerta, che include le cedole relative a eventuali dividendi che potranno essere deliberati e distribuiti da Alkemy, incorpora un premio del 20,87% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni rilevato allo scorso 31 maggio, cioé l’ultimo giorno di borsa aperta prima della data di annuncio al mercato dell’offerta (il 3 giugno); e un premio del 23,97% rispetto al prezzo di chiusura sempre del 31 maggio (si veda altro articolo di BeBeez).
Retex è l’azienda specializzata in servizi per il retail nel settore della gdo, fashion e luxury, di cui a metà maggio il fondo FSI II ha annunciato l’acquisizione dell’80%, sottoscrivendo un aumento di capitale da 100 milioni di euro (si veda altro articolo di BeBeez). Il fondo FSI II, gestito da FSI sgr, guidata da Maurizio Tamagnini, attraverso Retex punta a creare un gruppo da 500 milioni di ricavi a livello consolidato, anche tramite acquisizioni e appunto Alkemy è il primo target della serie.
L’efficacia dell’offerta è condizionata, tra l’altro, al raggiungimento di una soglia di adesioni all’offerta tale da consentire a Retex congiuntamente alle persone che agiscono di concerto di detenere complessivamente una partecipazione superiore al 90% del capitale sociale di Alkemy. Obiettivo dell’offerta è infatti il delisting da Piazza Affari e la successiva fusione in Retex o in un’altra società del gruppo. ll nome della nuova realtà risultante dalla fusione cui farà capo il nuovo gruppo includerà però ancora il termine “Alkemy”, secondo quanto concordato da Retex con Duccio Vitali, consigliere delegato di Alkemy e oggi titolare dell’11% del capitale e del 17,87% dei diritti di voto.
Ricordiamo che Vitali si è impegnato a consegnare le sue azioni all’opa e, in caso di successo dell’opa, di reinvestire parte dei proventi in un aumento di capitale della stessa Retex (si veda qui il comunicato stampa di giugno). Vitali diventerebbe poi l’amministratore delegato del gruppo che verrebbe a crearsi con Retex.
Alkemy è stata valutata a un EV di 103,5 milioni di euro, cioé 7,9 volte l’ebitda rettificato del 2023, che era stato di 13,1 milioni di euro, a fronte di 119,2 milioni di ricavi e di un debito finanziario netto di 31,8 milioni (si veda qui il comunicato stampa). Il multiplo in questione risulta più alto sia della media (7,2 volte) sia della mediana (6,7 volte) dei multipli calcolati per il 2023 per le società quotate comparabili, che sono l’italiana Digitouch, le britanniche M&C Saatchi, Next 15, S4 Capital e WPP e la francese Publicis Groupe.














