Green Utility spa, piattaforma di energia solare fotovoltaica focalizzata sulla generazione distribuita e l’autoconsumo per clienti commerciali e industriali in Italia, controllata da fine 2024 da InfraVia Capital Partner (si veda altro articolo di BeBeez), ha acquisito un progetto fotovoltaico a terra della potenza di 2,321 MWp, dotato di sistema di inseguimento solare, situato nel Comune di Brindisi (si veda qui la notizia).
Come advisor, Andersen ha operato con un team multidisciplinare, curando anche la due diligence legale, quella fiscale e quella finanziaria, oltre all’assistenza contrattuale e negoziale. La due diligence tecnica è stata affidata a BIT SPA Servizi per l’investimento sul territorio. Per Green Utility, l’acquisizione del progetto è stata seguita da un team interno.
“Questa acquisizione rappresenta un ulteriore rafforzamento della nostra pipeline di progetti nel settore delle energie rinnovabili”, ha dichiarato Green Utility sul suo profilo Linkedin.
Ricordiamo che lo scorso agosto la società ha stipulato un accordo vincolante con Basalt Infrastructure Partners per acquisire Mareccio Energia, un portafoglio di impianti solari fotovoltaici in Italia (si veda altro articolo di BeBeez). La transazione ha incluso un portafoglio solare fotovoltaico completamente operativo di 61 MW distribuito su 66 impianti, situati principalmente in Puglia, Umbria e Sicilia.
Queste acquisizioni hanno segnato un passo in avanti nella roadmap di espansione di Green Utility, che punta a triplicare le dimensioni della sua piattaforma da un portafoglio iniziale di circa 50MW a oltre 170MW entro un anno, sfruttando sia la crescita organica sia le acquisizioni. Ricordiamo per esempio a questo proposito che a inizio maggio scorso Green Utility spa ha acquisito da Chaberton Sunscape JV il 100% delle quote di due società veicolo titolari di altrettanti progetti fotovoltaici ready-to-build di potenza complessiva pari a circa 9 MW, ubicati in Emilia-Romagna e Puglia (si veda altro articolo di BeBeez).
Green Utility è stata fondata nel 2007 e fa capo al presidente Silvio Gentile, attraverso la holding Smart Green srl, da lui controllata e partecipata dalla famiglia Piozzi, a cui si aggiungono vari soci di minoranza. L’azienda punta ad avvicinare la produzione di elettricità al consumo attraverso soluzioni che permettono ai clienti C&I di ottimizzare la loro fornitura elettrica con installazioni dedicate all’autoconsumo in aggiunta alle loro connessioni di rete esistenti. La società ha chiuso il 2024 con ricavi per 13,2 milioni di euro, ebitda di 601 mila euro e liquidità netta di 12,5 milioni (si veda qui il report di Leanus, dopo essersi registrati gratuitamente).
Come anticipato sopra, l’ingresso di InfraVia Capital Partners nel capitale di Green Utility risale all’autunno 2024. Attraverso questa partnership, InfraVia e Green Utility mirano a sfruttare le loro comprovate capacità di sviluppo, costruzione e gestione della società per diventare una piattaforma leader nell’energia distribuita fotovoltaica in Italia. Il team di gestione guidato dal fondatore mantiene una quota significativa nella società e continuerà a guidare Green Utility durante questa nuova fase di crescita accelerata.
Quanto alle altre attività italiane di InfraVia, ricordiamo che la controllata Sandaya, uno dei principali operatori di campeggi e strutture open-air 4 e 5 stelle in Europa, ha scelto a settembre 2024 di iniziare dall’Italia la propria crescita internazionale con la creazione della sua prima controllata in Europa, Sandaya Italia (si veda altro articolo di BeBeez). A inizio 2024, invece, Infravia Capital e il coinvestitore Infracapital hanno venduto GIP (Gruppo Investimenti Portuali), gestore dei terminal container di tre porti italiani (Genova, Venezia e Livorno). A comprare sono stati il Gruppo Grimaldi di Napoli e AXA Investment Managers (si veda altro articolo di BeBeez). Infracapital e Infravia avevano acquisito il 95% di GIP nel 2017, si diceva allora per 200 milioni di euro, dalle famiglie Negri, Cerruti, Magillo e da Giulio Schenone, con quest’ultimo che era rimasto poi azionista con un 5% e assumendo la carica di amministratore delegato di GIP (si veda altro articolo di BeBeez).
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