Braga Moro Sistemi di Energia, specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di conversione dell’energia per applicazioni industriali, ferroviarie e infrastrutturali, ha lasciato ieri Euronext Growth Milan, a seguito del completamento dell‘offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria a 6,91 euro per azione, promossa sulla società da Power Conversion Holdings, la newco della famiglia fondatrice e del management
L’offerente è arrivato a detenere il 97,63% del capitale sociale, superando così la soglia prevista dalla normativa per l’esercizio del diritto di acquisto e dell’obbligo di acquisto sulle residue azioni in circolazione (si veda qui il comunicato stampa). Borsa Italiana aveva quindi disposto la sospensione del titolo nelle sedute immediatamente precedenti al delisting, divenuto efficace ieri.
Sul fronte degli advisor, Equita sim ha agito quale intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni all’offerta, mentre il consiglio di amministrazione di Braga Moro aveva incaricato BZM & Co. di predisporre la fairness opinion sulla congruità del corrispettivo offerto agli azionisti di minoranza.
Braga Moro era approdata sul listino soltanto il 31 luglio 2025, con l’obiettivo di sostenere il piano di crescita internazionale del gruppo. Meno di dodici mesi dopo, gli azionisti di riferimento hanno però deciso di riportare la società in mani private.
L’opa era stata annunciata lo scorso giugno appunto da Power Conversion Holding srl, newco controllata da Strategic Power Holding, anch’essa di nuova costituzione e controllata dalla famiglia Braga Moro e dal management della società. L’offerta, che era partita il 22 giugno e si è poi chiusa lo scorso 10 luglio, è stata finanziata per 15 milioni di euro da Banca Finint (si vedano qui il comunicato stampa e qui il Documento d’offerta).
L’offerta aveva per oggetto il flottante, pari a circa il 49,4% del capitale sociale, mentre gli azionisti di controllo avevano contestualmente sottoscritto gli accordi per trasferire la propria partecipazione all’offerente. Il prezzo di 6,91 euro incorporava un premio significativo rispetto alle quotazioni di mercato precedenti l’annuncio. Ai fini dell’opa la società era stata valutata circa 21 milioni di euro, cioé 5,7 volte l’ebitda 2025, che era stato di 3,7 milioni, a fronte di 19,4 milioni di ricavi, un multiplo che è inferiore sia alla media di 13,7 volte delle società comparabili sia alla mediana di 11,6 volte.
L’obiettivo dichiarato dell’operazione è quello di consentire al gruppo di perseguire il proprio piano industriale con una struttura proprietaria più concentrata, una governance più snella e maggiore flessibilità strategica. Per società industriali caratterizzate da un azionariato fortemente concentrato e da una limitata liquidità del titolo, la permanenza sul mercato può infatti risultare meno efficiente rispetto alla gestione privata, soprattutto quando gli investimenti richiesti hanno un orizzonte temporale pluriennale e non richiedono un ricorso frequente al mercato dei capitali.
Fondata oltre quarant’anni fa, Braga Moro è oggi uno dei principali operatori italiani nella progettazione e produzione di convertitori statici, alimentatori, sistemi di continuità e soluzioni elettroniche per la conversione dell’energia destinate ai settori ferroviario, industriale ed energetico. Negli ultimi anni il gruppo ha investito significativamente nell’internazionalizzazione e nello sviluppo di prodotti ad alto contenuto tecnologico, accompagnando la crescita dei mercati legati all’elettrificazione delle infrastrutture e alla transizione energetica.















