Ha chiuso a 28,85 euro per azione il titolo di Digital Value lo scorso venerdì 6 marzo, in lieve rialzo dai 28,75 euro del giorno prima, quando è scattato l’obbligo di opa, a seguito del closing dell’operazione con la quale One Equity Partners ha acquisito il 59,29% della società che è tra i principali operatori in Italia nel settore delle soluzioni e dei servizi IT (si veda qui il comunicato stampa).
L’operazione, che era stata annunciata lo scorso ottobre (si veda altro articolo di BeBeez), prevedeva appunto un primo acquisto da parte del fondo OEP IX Master Coöperatief di una quota di Digital Value non inferiore al 57,81% dall’azionista di riferimento DV Holding spa, che sinora controllava DV per il 59,29% e che fa capo all’amministratore delegato Massimo Rossi ed è partecipata da Sesa, gruppo quotato su Euronext Star Milan e attivo nell’innovazione tecnologica e nei servizi informatici e digitali per le imprese. Sesa aveva contestualmente comunicato che prevedeva di liquidare la partecipazione del 6,6% detenuta in DV Holding spa per un controvalore atteso di circa 11 milioni.
L’acquisto delle azioni da parte di One Equity Partners è stato condotto, attraverso il veicolo OEP Danzig BidCo spa, a un corrispettivo per azione di 29 euro cum dividendo, un valore a sconto rispetto al prezzo di chiusura della sessione di martedì 20 ottobre, precedente l’annuncio, che era di 29,75 euro. E soprattutto un prezzo molto lontano dal picco di 118 euro del dicembre 2021. Il veicolo ha quindi investito per questa prima fase dell’operazione circa 175 milioni di euro.
Scatta quindi ora come detto l’obbligo di opa allo stesso prezzo di 29 euro per azione, che, se avrà successo, comporterà un esborso complessivo di circa 300 milioni di euro.
Equita sim ha agito quale advisor finanziario dell’acquirente, Banca Akros (Gruppo Banco BPM) ha agito quale ECM advisor e Allen Overy Shearman Sterling sta quale advisor legale. D.G.P.A. & Co. è l’advisor finanziario di DV Holding mentre BonelliErede è l’advisor legale.
Digital Value è attiva nella ricerca, progettazione, sviluppo e commercializzazione di soluzioni e servizi ICT destinati alla digitalizzazione di clienti di grandi dimensioni attivi in settori strategici quali tlc, trasporti, utenze, finanza, industria, pubblica amministrazione e difesa. Ricordiamo che il gruppo aveva subito una grande frenata all’attività nell’autunno 2024, quando, dopo aver firmato un contratto da 180 milioni con il ministero della Difesa italiano su tecnologie Cisco, se lo era visto revocare nel giro di qualche mese. Questo, a seguito di un’indagine della Procura di Roma che ha coinvolto l’ex presidente e ad, Massimo Rossi e la società stessa per presunte azioni corruttive nell’ambito degli appalti Sogei per il settore della Difesa. Digital Value ha avviato successivamente azioni di self-cleaning, rinnovo dei consigli di amministrazione e implementazione di misure correttive per prendere le distanze dai fatti contestati.
Il gruppo ha nel frattempo ha dovuto fare marcia indietro sul progetto di acquisizione di Italtel, storica società che progetta e realizza soluzioni e servizi per la trasformazione digitale (si veda qui il comunicato stampa di allora), dopo un accordo di acquisto vincolante per 120 milioni siglato nell’agosto 2024 (si veda altro articolo di BeBeez). Nel dettaglio, Digital Value avrebbe acquistato, da un lato, la partecipazione del 71,38% del capitale sociale da Gruppo PSC, nel portafoglio del fondo Nextalia Credit Opportunities (NCO), gestito da Nextalia sgr, che agisce in qualità di assuntore nell’ambito della procedura di concordato preventivo sullo stesso gruppo PSC; e dall’altro la partecipazione del 28,62% da Clessidra Capital Credit sgr, per conto del fondo Clessidra Restructuring Fund.
La contrazione dell’attività è continuata nel 2025, con ricavi consolidati preliminari scesi a 640,1 milioni di euro (si veda qui il comunicato stampa), dopo aver chiuso il bilancio consolidato 2024 con ricavi per 815,8 milioni, un ebitda di 91,8 milioni e un utile netto di 35,6 milioni, a fronte di un debito finanziario netto di 5,8 milioni (si veda qui il comunicato stampa di allora).
Digital Value è nato nel 2018 dall’unione della romana Italware srl e della milanese ITD Solutions spa e si era quotato all’allora AIM Italia nel novembre 2018 (si veda altro articolo di BeBeez) a valle della prima e unica operazione condotta con la struttura Spac-in-Cloud sulla piattaforma di private placement Elite Club Deal di Borsa Italiana (si veda altro articolo di BeBeez), promossa da Electa Ventures e con cornerstone investor IPO Club, il fondo chiuso del Gruppo Azimut dedicato a investimenti in pre-ipo, lanciato nel 2017 per iniziativa di Azimut Libera Impresa con la stessa Electa (si veda altro articolo di BeBeez). A investire tramite Spac-in-Cloud erano inoltre stati importanti investitori istituzionali insieme a investitori privati che avevano aderito al collocamento organizzato da CFO sim. La raccolta era stata nel complesso di 22,5 milioni di euro, pari a circa il 25% del capitale. Digital Value si era poi trasferita sul mercato Euronext Milan nel maggio 2023 (si veda altro articolo di BeBeez).
One Equity Partners è nata nel 2015 come spin-off dell’attività di private equity di JPMorgan (si veda altro articolo di BeBeez). La società ha sedi a New York, Chicago, Francoforte e Amsterdam.

One Equity Partners
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