
Si avvia all’epilogo la saga del gruppo PSC, un tempo nome di riferimento nella realizzazione di impianti tecnologici complessi per grandi opere di edilizia civile, industriale e infrastrutturale, fondato dalla famiglia Pesce, e oggi in crisi finanziaria. Ieri infatti il fondo Nextalia Credit Opportunities (NCO), gestito da Nextalia sgr, che agisce in qualità di assuntore nell’ambito della procedura di concordato preventivo sullo stesso gruppo PSC (si veda altro articolo di BeBeez), ha accettato la proposta vincolante di Digital Value per Italtel e inoltre ha perfezionato la cessione della continuità aziendale del gruppo, vendendo Nuova PSC srl e Atisa spa. al consorzio Conpat scarl e cedendo le attività nell’energia al consorzio Arcipelago scpa (si vedano qui il comunicato stampa di Nextalia e qui quello di Digital Value).
Sul fronte Italtel, si legge nella nota di Digital Value, l’offerta vincolante prevede l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Italtel attualmente detenuto, per una partecipazione pari a circa il 71,38% del capitale sociale, da Nextalia, e per una partecipazione pari a circa il 28,62% del capitale sociale da Clessidra Capital Credit sgr., per conto del fondo Clessidra Restructuring Fund, a fronte di un corrispettivo complessivo fisso, non soggetto ad aggiustamenti, pari a 120 milioni di euro complessivi, da pagarsi in due tranche: una da 90 milioni al closing dell’operazione e un’altra da 30 milioni il 20 giugno 2025.
In precedenza e sicuramente sino al 2022, nel capitale di Italtel figurava anche TIM con il 17,72%, quota che poi è stata acquisita da PSC. Ricordiamo che l’assetto azionario precedente (PSC-Clessidra-TIM) era quello che era stato costituito all’inizio del 2022 (si veda altro articolo di BeBeez) nel quadro di un concordato in continuità indiretta approvato a fine dicembre 2021 dal Tribunale di Milano (si veda altro articolo di BeBeez) e portato avanti un articolato processo di rilancio sotto la regia di un nuovo ceo, Benedetto Di Salvo, manager proveniente da Sirti, che con il piano industriale 2022-26 ha tracciato la rotta verso un fatturato di 365 mln di euro nel 2026 e un ebitda del 9,6% (si veda altro articolo di BeBeez).
Nel 2023 Italtel ha fatturato 279 milioni di euro, che in realtà era l’obiettivo stabilito per l’anno prima. Tuttavia il gruppo è passato da un debito netto di 174 milioni (e 173 di fatturato) nel 2019 a una liquidità netta di 22,8 milioni nel 2023 (si veda qui il report di Leanus, una volta registratisi gratuitamente), grazie anche a una serie di cessioni effettuate nello stesso anno, ossia quella del polo produttivo siciliano di Carini, acquistato a febbraio da H Exchamge, e quella delle attività nella banda ultralarga (UBB) al gruppo Maticmind, in settembre.
Digital Value, nata dall’unione della romana Italware srl e della milanese ITD Solutions spa e leader nella consulenza ad aziende ed enti pubblici sulla trasformazione digitale, aveva messo nel mirino Italtel già dal 2020, ossia da quando era esplosa la crisi finanziaria di di quest’ultima. Tuttavia all’epoca la concorrenza del gruppo PCSC, che vede tra gli azionisti anche Fincantieri (10%) e Simest (9,6%), si era rivelata più forte addirittura di Accenture (si veda altro articolo di BeBeez)
Ricordiamo che Digital Value, guidata dal fondatore di Italware Massimo Rossi, è quotata dal 2018, dapprima sull’Euronext Growth Milan (si veda altro articolo di BeBeez) a seguito della della prima operazione (e finora unica) condotta con la struttura Spac-in-Cloud sulla piattaforma di private placement Elite Club Deal di Borsa Italiana (si veda altro articolo di BeBeez), promossa da Electa Ventures e con cornerstone investor Ipo Club, il fondo chiuso del Gruppo Azimut dedicato a investimenti in pre-ipo, lanciato nel 2017 per iniziativa di Azimut Libera Impresa con la stessa Electa (si veda altro articolo di BeBeez). Dal maggio 2023 Digital Value è presente sul listino principale (Euronext Milan) di Piazza Affari (si veda altro articolo di BeBeez). Per il gruppo è previsto un fatturato 2024, al netto dell’effetto Italtel, di 1.050 milioni di euro e un ebitda per lo stesso anno di 106 milioni (si veda qui il report di CFO sim).
Dal canto suo Atisa spa produce sistemi e impianti per il trattamento dell’aria nei complessi industriali e sulle navi. L’azienda milanese nel 2022 ha fatturato 5,5 milioni patendo però una perdita operativa di 1,9 milioni. Il debito netto è di circa 400 mila euro (si veda qui il report di Leanus, una volta registrati gratuitamente).
Il Gruppo PSC era finito schiacciato da oltre 400 milioni di euro di debiti contratti per finanziare le acquisizioni. La famiglia Pesce, titolare dell’80,36% del gruppo tramite PSC Partecipazioni spa, ha accettato alla fine dello scorso mese di novembre l’offerta vincolante del fondo NCO per intervenire come assuntore del concordato preventivo, proposta accettata dal consiglio di amministrazione presieduto da Umberto Pesce (si veda altro articolo di BeBeez). L’offerta ha poi ottenuto alla fine dello scorso febbraio il favore dei creditori con ampie maggioranze (si veda altro articolo di BeBeez). Terminato il periodo di voto, come detto, il concordato è stato omologato da parte del Tribunale, che ha contestualmente rigettato l’opposizione di Bahadir Maltauro, joint venture tra l’italiana ICM e la qatarina Bahadir Construction Engineering Contracting and Trading Inc. Co., titolare di un credito di oltre 17 milioni vantato in realtà verso la qatariota PSC Trading & Contracting WLL, società subappaltatrice del Gruppo PSC.
Quest’ultimo era stato ammesso nel giugno del 2022 dal Tribunale di Lagonegro al concordato con riserva per presentare entro i 120 giorni successivi la domanda di concordato preventivo o un accordo di ristrutturazione del debito (si veda altro articolo di BeBeez). Per liberare risorse, il gruppo più di due anni fa aveva ceduto a Salcef per 26,6 milioni di euro il ramo d’azienda attivo nel settore ferroviario (si veda qui il comunicato stampa di allora), mentre oltre un anno fa la controllata Alpitel aveva ceduto l’intera proprietà di Giubergia & Armando srl a CEBAT spa, service company italiana specializzata nella manutenzione e realizzazione di reti di pubblica utilità, controllata all’80% da Oaktree (si veda altro articolo di BeBeez). Il Gruppo PSC era poi stato ammesso alla procedura di concordato pieno con continuità aziendale ad aprile 2023 (si veda qui il portale dei creditori).
Ricordiamo che Nextalia Credit Opportunities è stato lanciato nel febbraio del 2023 per investire in strumenti di dbito ed equity di società in tensione finanziaria per favorirne il rilancio. Il target di raccolta è compreso tra 300 e 400 milioni di euro, secondo quanto riferito all’epoca dalla società a BeBeez. ha Sinora il fondo ha investito circa la metà del commitment complessivo sinora raccolto, cioè 332 milioni di euro.
Quella appena completata è la quarta operazione di NCO, dopo le prime due perfezionate l’anno scorso, ma mai comunicate (si veda qui il portafoglio del fondo). La prima ha riguardato l’acquisto di crediti commerciali e finanziari vantati, rispettivamente, da primarie società del settore energy e banche nei confronti di Energy Green City spa (ex Roma Gas & Power spa), società italiana leader nella distribuzione di energia e gas, entrata in procedura di concordato nel 2022. Il fondo NCO è diventato, a seguito di tali acquisti, il principale creditore della società.
La seconda operazione ha riguardato l’acquisto di crediti bancari vantati da controparti istituzionali nei confronti di Hunter, una holding di partecipazioni in distress finanziario e contestuale ristrutturazione del debito per il tramite di un accordo con i principali azionisti e creditori terzi.
A BeBeez risulta che la terza operazione abbia riguardato l’acquisto di crediti ipotecari e chirografari nei confronti di società appartenenti a un gruppo attivo nel settore immobiliare.
Ricordiamo infine che Nextalia è la sgr guidata e promossa da Francesco Canzonieri, ex co-head del corporate & investment banking di Mediobanca, assieme a diversi investitori istituzionali italiani quali Intesa Sanpaolo, UnipolSai, Bonifiche Ferraresi, Confindustria e Micheli Associati. A questi si sono affiancati poco prima del Natale 2023 la Fondazione Enpam e l’Istituto Atesino di Sviluppo (si veda altro articolo di BeBeez).















