BeDimensional accelera il proprio percorso di industrializzazione con un investimento superiore ai 30 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo stabilimento dedicato alla produzione di materiali bidimensionali, in particolare grafene e nitruro di boro, presso l’Interporto Toscano Amerigo Vespucci di Livorno (si veda qui il comunicato stampa).
L’operazione rappresenta un passaggio chiave per la società genovese, che punta a portare su scala industriale tecnologie sviluppate negli anni precedenti nel proprio sito pilota ligure. Il nuovo impianto sarà progettato per garantire volumi produttivi significativamente più elevati rispetto alla fase di laboratorio e pre-industriale, con applicazioni nei settori dell’energia, dell’elettronica avanzata e dei materiali compositi.
Fondata nel 2016 da Vittorio Pellegrini, Francesco Bonaccorso e Andrea Gamucci, come spin-off dei Graphene Labs dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, da allora ha raccolto 35 milioni di euro di equity dagli investitori di venture capital più altri 20 milioni di euro di venture debt dalla Banca Europea per gli Investimenti (si veda altro articolo di BeBeez). In particolare, tra gli investitori si contano EniNext, CDP Venture Capital sgr, Eureka sgr, Nova Capital (holding di investimento di Paolo Merloni) e Pellan Italia di Achille Costamagna e C. sapa (si veda altro articolo di BeBeez), a cui più di recente si sono aggiunti anche Stefano Drago, managing partner del private equity paneuropeo PAI Partners, e BluAcquario, holding di investimento della famiglia Boroli Drago, aveva dichiarato Pellegrini lo scorso giugno in un’intervista a BeBeez Magazine. Nella stessa intervista Pellegrini aveva anche anticipato che a inizio 2026 la scaleup sarebbe tornata in raccolta, aprendo un nuovo round da qualche decina di milioni per finanziare l’ulteriore crescita.
BeDimensional si è progressivamente affermata nel campo dei materiali avanzati, sviluppando processi proprietari per la produzione sostenibile di materiali bidimensionali. Il passaggio a una piattaforma industriale rappresenta ora il naturale sviluppo della strategia di crescita, con l’obiettivo di intercettare una domanda crescente a livello globale.
“Ora siamo pronti per produrre questi materiali su larga scala”, ha commentato oraPellegrini, che ha aggiunto: “Abbiamo scelto di insediarci in Toscana perché qui abbiamo trovato condizioni favorevoli dal punto di vista logistico, supporto da parte delle istituzioni e presenza di competenze ingegneristiche nelle Università di Pisa e Firenze e nella Scuola superiore Sant’Anna”, ha aggiunto, sottolineando il valore dell’ecosistema industriale e logistico locale.















