
Lexroom, la piattaforma AI per gli operatori del diritto civile, costruita con un approccio data-first su un’infrastruttura proprietaria composta da milioni di fonti giuridiche certificate, ha chiuso un altro round, questa volta Serie B, da 50 milioni di dollari guidato da Left Lane Capital, con la partecipazione di Base10 Partners, Acurio Ventures, Entourage , già presenti nel capitale, oltre a Eurazeo e View Different di Diego Piacentini. Il round si chiude otto mesi dopo il Series A, tra primario e secondario, da 18 milioni di dollari (si veda altro articolo di BeBeez), guidato dal fondo di venture capital della Silicon Valley Base10 Partners. I due round hanno portato il capitale totale raccolto dalla società sopra 73 milioni di dollari, con oltre 8.000 studi legali e team legali aziendali già sulla piattaforma (si veda qui il comunicato stampa).
Fondata in Italia nel 2023 da Martina Domenicali, Andrea Lonza e Paolo Fois, Lexroom è nata con la missione di semplificare e innovare il lavoro di avvocati e professionisti legali, in studio e in azienda, grazie all’AI Generativa. La piattaforma rende più rapido, sicuro e intelligente ogni passaggio del lavoro legale: dalla ricerca normativa alla redazione di atti, fino al supporto strategico nella consulenza.
Questo round finanzia una tesi precisa, e per certi versi controcorrente: l’AI legale si costruisce a partire dai dati, non dal fine-tuning di LLM generalisti. La maggior parte dei prodotti oggi sul mercato ha seguito un approccio model-first: prendere un LLM general-purpose, addestrarlo su materiali legali e inserirlo in un interfaccia dedicata. Il problema? Gli avvocati non possono verificarlo, non possono citarlo e, sempre più spesso, si rifiutano di usarlo. Il rischio non è più teorico: sono stati documentati più di 1.450 atti giudiziari contenenti allucinazioni generate dall’AI (citazioni inventate, precedenti inesistenti, autorità fraintese) con conseguenti scuse di importanti studi legali a giudici federali.
Lexroom è stata costruita in modo diverso: data-first, su un’infrastruttura proprietaria di oltre sei milioni di fonti legali verificate, legislazione, giurisprudenza, materiali normativi, continuamente aggiornata e ottimizzata per la ricerca legale. L’approccio è semplice: partire dalle fonti, come fanno gli avvocati.
Proprio per questo, a settembre dello scorso anno, la piattaforma ha stretto una partnership strategica con lo studio Gatti, Pavesi, Bianchi e Ludovici , con cui la startup ha sviluppato un modulo specifico per il diritto societario (si veda altro articolo di BeBeez)
“Quando abbiamo fondato Lexroom, due cose erano immediatamente chiare: gli avvocati avevano bisogno di un modo migliore di lavorare, e gli LLM potevano fornirlo. Il tassello mancante erano i dati: leggi sempre aggiornate, giurisprudenza rilevante e atti processuali. I paesi di civil law hanno bisogno di un motore legale AI che ragioni a partire dai dati. Bene collaborare con il team di Left Lane per costruire il motore AI alla base del settore legale”, ha commentato Paolo Fois, ceo e co-fondatore di Lexroom.
I numeri raccontano un’adozione fuori dall’ordinario: il 65% degli utenti usa Lexroom ogni giorno, il 94% ogni settimana. Sono livelli di engagement tipici degli strumenti che nessuno si sogna di togliere dalla scrivania come la posta elettronica o Word. Nella pratica, questo si traduce in ricerche che passano da ore a minuti, bozze che passano da giorni a ore, e professionisti che riescono ad assistere più clienti senza abbassare la qualità del proprio lavoro.
L’effetto si estende all’intero sistema giuridico. L’Europa conta oltre 1 milione di avvocati iscritti, la maggior parte dei quali esercita in studi individuali o di piccole dimensioni — il segmento che gestisce la quota più ampia del carico di lavoro legale e con il quale la maggior parte dei cittadini si avvicina per la prima volta alla legge. Quando questi studi lavorano più velocemente, il sistema risponde più velocemente: meno ritardi tra la richiesta di un cliente e una risposta documentata, meno attrito nell’accesso alla giustizia. Gli 8.000 studi già presenti su Lexroom lavorano già in questo modo.
“Paolo, Martina e Andrea hanno realizzato qualcosa di raro: un prodotto enterprise con il livello di engagement di una app consumer, in un mercato che si muove ancora per comitati e delibere. Ciò che ci ha conquistato è la capacità di Lexroom di permettere agli avvocati di costruire uno studio più solido, servendo i propri clienti con maggiore cura ed efficacia, e trasformando l’AI in un alleato, non in un avversario”, commenta Paddy Dillon, VP di Left Lane Capital.
L’Italia, con circa 250.000 avvocati iscritti e uno dei sistemi giuridici proceduralmente più complessi d’Europa, è stato il banco di prova. Il Series B finanzia l’espansione di questo modello in tutta l’Europa di civil law, a partire da Spagna e Germania, con team locali e funzionalità specifiche per ciascuna giurisdizione sviluppate in collaborazione con studi presenti nei mercati di riferimento. Il perfezionamento dell’investimento sarà soggetto al Golden Power da parte del Governo italiano.
Queste due operazioni seguono la chiusura di un seed round da 2 milioni di euro annunciata a marzo 2025. Quel round era stato guidato da Entourage, fondo di venture capital belga, fondato da Pieterjan Bouten, imprenditore di lunga esperienza, già fondatore di Showpad (si veda altro articolo di BeBeez). Quel round era stato sottoscritto anche da altri nuovi investitori come il fondo VC svizzero Verve Ventures e lo statunitense Banyan Ventures, oltre che da alcuni angel investors tra i quali Joe Zadeh, ex VP Product di Airbnb e ex Head of Airbnb Experiences. Vi avevano partecipato investitori già presenti nella cap table, tra cui il club deal di investitori X-Equity di cui è advisor FNDX (promosso da Azimut e dalla piattaforma di innovazione B2B Gellify); e Vento Ventures, il venture builder lanciato dalla holding Exor (già investitore della prima ora nella startup), all’interno del quale è stata fondata la startup a Milano a maggio 2023.
In precedenza, nel gennaio 2024, la startup aveva raccolto un round pre-seed da 500 mila euro, che era stato sottoscritto come detto da Vento Ventures e da X-Equity, oltre che da business angel, tra i quali come detto Joe Zadeh, ma anche Aoife McCardle, Raffaele Vitale, Francesco Zaccariello, Francesco Signorato, diversi avvocati e professionisti di settore come lo studio legale Di Terlizzi, l’avvocato Matteo Frigerio, l’avvocato Jacopo Liguori, il consulente del lavoro Luca Furfaro e il family office CFO (si veda altro articolo di BeBeez).
Con un team di 40 professionisti, clienti del calibro di Osborne Clarke, Fastweb, Satispay, Mediolanum e oltre 5 milioni di fonti nel proprio database, un approccio su misura che risponde alle esigenze del singolo professionista legale fino ai grandi team corporate e un’espansione imminente verso Germania e Spagna, la startup in pochi mesi ha più che raddoppiato l’organico e quaruplicato la base clienti.

Lexroom e i suoi investitori
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