FiberCop, il gruppo tlc nato nel 2024 dallo scorporo della rete fissa di TIM e controllato da KKR insieme a un gruppo di coinvestitori, ha chiuso il primo trimestre 2026 con 888 milioni di euro di ricavi e un organic EBITDAaL (cioé dopo il leasing) di 391 milioni, confermando la guidance per l’intero esercizio, che prevede una crescita dell’EBITDAaL organico vicina al 10% su base comparabile (si vedano qui il comunicato stampa e qui la presentazione agli investitori). Il tutto dopo che il 2025, primo anno di piena operatività come società indipendente dopo il carve-out della rete TIM, con ricavi per 3,8 miliardi di euro, ebitda reported di 2 miliardi ed EbitdaaL organico di 1,745 miliardi, in linea con gli obiettivi di budget e piano industriale approvati dal cda (si veda altro articolo di BeBeez).
Nel trimestre il gruppo ha inoltre effettuato investimenti per 462 milioni di euro, dopo i 2,7 miliardi di euro di investimenti già condotti nel del 2025, proseguendo l’accelerazione del piano di sviluppo della rete FTTH (fiber-to-the-home) in Italia. Le unità immobiliari coperte hanno infatti raggiunto quota 14,6 milioni, in aumento di circa 300 mila unità rispetto a fine 2025 e di 2,2 milioni rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Le linee FTTH attive sono invece cresciute di oltre 200 mila unità nel trimestre. FiberCop ha inoltre evidenziato come la copertura FTTH abbia ormai raggiunto il 72% del target previsto entro il 2027.
Sul fronte finanziario, il gruppo ha continuato negli ultimi mesi il processo di rifinanziamento e ottimizzazione della struttura del debito avviato dopo il closing dell’acquisizione, per circa 18,8 miliardi di euro di enterprise value, della NetCo di TIM da parte del consorzio guidato da KKR affiancato dai co-investitori Abu Dhabi Investment Authority (ADIA), Canada Pension Plan Investment Board (CPP Investments), F2i sgr e Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) (si veda altro articolo di BeBeez).
In tema di debito, ricordiamo infatti che nei giorni scorsi il gruppo ha ottenuto dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) un finanziamento da un miliardo di euro per sostenere lo sviluppo della banda ultra-larga in Italia e accelerare la diffusione della rete FTTH nelle cosiddette aree grigie italiane, cioé zone dove gli operatori privati hanno finora investito meno (si veda altro articolo di BeBeez).
L’operazione si è aggiunta alle diverse emissioni obbligazionarie concluse dal gruppo nell’ultimo anno. In particolare ricordiamo che a inizio aprile FiberCop ha collocato un bond senior secured da un miliardo di euro con cedola 5,375% e scadenza 2031 (si veda qui il Prospetto del bond), che era poi stata ampliata un paio di settimane dopo per altri 500 milioni per finanziare una tender offer su alcune serie obbligazionarie esistenti. L’operazione ha fatto seguito alll’emissione del 2025 da 2,8 miliardi di euro complessivi: 1,2 miliardi di bond senior secured al 2030 con cedola 4,75%; 900 milioni di bond al 2032 con cedola 5,125%; e 700 milioni di bond floating rate al 2031 (si veda altro articolo di BeBeez).
A fine marzo 2026, prima della nuova emissione obbligazionaria, FiberCop disponeva di 1,8 miliardi di euro di cassa e di un liquidity margin di 3,9 miliardi considerando anche le revolving facilities committed e disponibili. Su base pro-forma, includendo le ultime operazioni di finanziamento e il prestito BEI, la liquidity margin sale a 4,8 miliardi di euro. Il debito finanziario netto è invece salito a 11,4 miliardi di euro rispetto ai 10,9 miliardi di fine 2025, principalmente per sostenere l’accelerazione del piano capex FTTH. Il gruppo aveva chiuso l’esercizio 2025 con 2,6 miliardi di cassa e un margine di liquidità di 4,7 miliardi, a fronte di un debito finanziario netto che era salito a 10,9 miliardi di euro, principalmente per sostenere il piano accelerato di investimenti.

Fibercop e i suoi investitori
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