Cerba HealthCare, il gruppo francese della diagnostica controllato da EQT e PSP Investments, che in Italia tra il 2017 e il 2023 ha condotto un’ampia campagna di m&a, acquisendo in particolare Lifebrain da Investindustrial (si veda altro articolo di BeBeez), ha ottenuto dai propri obbligazionisti il via libera per proseguire le trattative sulla ristrutturazione del debito e rinviare fino al prossimo 27 agosto il periodo di grazia relativo al pagamento della cedola in scadenza lo scorso maggio sui propri bond high yield.
La decisione emerge dai documenti pubblicati sul sito della Borsa del Lussemburgo dove sono quotati i bond emessi dalla controllante Chrome HoldCo, di cui lo scorso aprile l’agenzia S&P Global ha abbassato il rating a CCC- da CCC+, con outlook negativo (si veda qui il report).
L’operazione riguarda complessivamente 1,245 miliardi di euro di obbligazioni: 720 milioni di euro di senior secured notes con cedola 3,50% e scadenza 2028 emessi da Cerba Healthcare; e 525 milioni di euro di Senior Notes con cedola 5% e scadenza 2029 emessi da Chrome HoldCo.
Il 22 maggio il gruppo aveva infatti lanciato una consent solicitation chiedendo ai bondholder di approvare una serie di waiver relativi alle procedure francesi di mandat ad hoc e conciliation attualmente in corso e di autorizzare l’estensione del grace period relativo alla cedola dovuta il 15 maggio 2026 sulle senior notes.
Quella consent solicitation sostituiva una precedente richiesta di consenso avviata lo stesso 15 maggio, che riguardava originariamente 420 milioni di euro di senior secured notes e 325 milioni di euro di senior notes, successivamente ritirata e rilanciata con termini rivisti. Il 1° giugno Cerba ha poi comunicato di aver ottenuto le maggioranze richieste (si veda qui il comunicato stampa).
La società ha spiegato che le richieste ai creditori sono finalizzate a consentire il proseguimento delle discussioni volte a individuare una “soluzione durevole e sostenibile” per il rafforzamento della struttura patrimoniale e finanziaria del gruppo. La situazione finanziaria di Cerba è diventata particolarmente delicata negli ultimi dodici mesi.
Secondo S&P, il gruppo ha generato nel 2025 ricavi per 1,9 miliardi di euro, in linea con il 2024, e un ebitda di 421 milioni, in crescita dai 341 milioni dell’anno prima. Tuttavia, a causa di costi non ricorrenti superiori alle attese, S&P prevede ora un ebitda rettificato inferiore a quanto precedentemente previsto e un flusso di cassa operativo netto (FOCF) negativo, al netto dei canoni di leasing, di almeno 70 milioni di euro. Secondo l’agenzia di rating, quindi, Cerba HealthCare registrerà un rapporto di indebitamento rettificato superiore alle 14 volte nel 2025 (quindi attorno ai 4,9 miliardi di euro) rispetto alle 13 volte prevista in precedenza, e ritiene che il percorso di riduzione dell’indebitamento sarà più lento del previsto nei prossimi 18 mesi.
Ciononostante, aggiunge S&P, “riteniamo che Cerba HealthCare sarà in grado di onorare i propri obblighi nei confronti dei creditori commerciali, grazie alle misure di rafforzamento della liquidità introdotte nel dicembre 2025. Queste includono un finanziamento aggiuntivo di 100 milioni di euro per fornire liquidità all’azienda durante il processo di ristrutturazione” messo a disposizione dagli azionisti.
Secondo il Corriere della Sera, ora gli azionisti avrebbero proposto ai bondholder l’immissione di ulteriori 300 milioni di euro di equity ma fronte di un haircut del 25% del debito senior secured. Proposta che però non avrebbe raccolto il consenso dei creditori principali.
Sempre secondo il Corriere, uno degli asset che potrebbero contribuire a generare liquidità è l’attività TIC (Testing, Inspection & Certification), cioè il business delle analisi ambientali. Già a novembre 2025 il gruppo aveva indicato l’intenzione di esplorare una possibile cessione dell’attività, che genera circa 80 milioni di euro di ricavi. Secondo indiscrezioni di mercato, l’asset potrebbe valere circa 50 milioni di euro e avrebbe attirato l’interesse di operatori industriali come Eurofins e ALS.
Come accennato sopra, la vicenda interessa da vicino anche l’Italia. Cerba HealthCare Italia rappresenta una delle principali piattaforme del gruppo e genera circa 250 milioni di euro di fatturato con un margine di ebitda del 25%
(articolo in via di definizione)














